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Smart tv superano i vecchi modelli: “E gli schermi sono sempre più grandi e 4K”. Ma in 700 mila senza un televisore

Il Rapporto Auditel-Censis stima che gli apparecchi intelligenti sono 21 milioni, i tradizionali solo 20 milioni. Oltre 17 milioni di persone non hanno ancora accesso alla banda larga. Un zoccolo duro (2,5 milioni di italiani) non ha Internet
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ROMA - Il 2023 sarà ricordato come l’anno del sorpasso. Dopo una progressione continua durata 15 anni – sostenuta anche dagli incentivi alla rottamazione – le smart tv hanno superato i televisori tradizionali. Nelle case degli italiani ci sono
- 21 milioni di televisori intelligenti, che vanno in Rete (le smart tv)
- e 20 milioni e mezzo di vecchi modelli.

"La nuova Italia televisiva”, l’ultimo Rapporto di Auditel e Censis, certifica che gli ultimi sette anni hanno spazzato via 2 milioni 100 mila esemplari tradizionali, mentre le smart tv sono triplicate, passando da 7 a oltre 21 milioni (più13 milioni e 600 mila).

Peraltro, 1,8 milioni di dispositivi vecchi hanno agganciato – ad esempio – un piccolo dongle, che permette loro la navigazione in Rete,

I nostri salotti somigliano sempre di più a sale cinematografiche. I nuovi televisori sono più grandi rispetto al passato. Nel 2017 i 50 pollici (o più grandi) erano meno di 2 milioni, il 4% del totale. Ora invece sono oltre 6 milioni, il 14…

ROMA - Il 2023 sarà ricordato come l’anno del sorpasso. Dopo una progressione continua durata 15 anni – sostenuta anche dagli incentivi alla rottamazione – le smart tv hanno superato i televisori tradizionali. Nelle case degli italiani ci sono
- 21 milioni di televisori intelligenti, che vanno in Rete (le smart tv)
- e 20 milioni e mezzo di vecchi modelli.

"La nuova Italia televisiva”, l’ultimo Rapporto di Auditel e Censis, certifica che gli ultimi sette anni hanno spazzato via 2 milioni 100 mila esemplari tradizionali, mentre le smart tv sono triplicate, passando da 7 a oltre 21 milioni (più13 milioni e 600 mila).

Peraltro, 1,8 milioni di dispositivi vecchi hanno agganciato – ad esempio – un piccolo dongle, che permette loro la navigazione in Rete,

I nostri salotti somigliano sempre di più a sale cinematografiche. I nuovi televisori sono più grandi rispetto al passato. Nel 2017 i 50 pollici (o più grandi) erano meno di 2 milioni, il 4% del totale. Ora invece sono oltre 6 milioni, il 14,1% del totale. Sono triplicati in sette anni.

Sempre più diffuso anche il 4K, televisore che ha il quadruplo dei pixel di quelli Full HD. E’ presente in oltre 8 milioni di televisori, il 19% del totale; tre anni fa i televisori con il 4K erano l’11,2%.

Banda larga, i ritardi

Ovviamente un televisore intelligente dà il meglio di sé a condizione che la famiglia abbia una connessione a Internet degna di questo nome. Il Rapporto Auditel-Censis stima che il 63,1% delle famiglie italiane, 15 milioni e 400 mila nuclei, vive in abitazioni con banda ultra-larga.

Queste famiglie, dunque, accedono a Internet tramite Adsl, fibra ottica o antenna satellitare. Negli ultimi sette anni, i nuclei ad alta velocità sono cresciuti del 17,1%. Mancano ancora all’appello 9 milioni e 100 mila famiglie, dove vivono 17 milioni e 100 mila persone. Non poche.
E’ ancora lunga la strada da percorrere per raggiungere l’obiettivo del PNRR che prevede connessioni a 1 Gigabit su tutto il territorio nazionale e per tutti i cittadini entro la fine del 2026.

Solo il mobile

Il 30,2% delle famiglie, inoltre, possiede soltanto una connessione mobile che non sempre ha una velocità e una capacità tali da supportare al meglio ogni attività. Soprattutto, 5 milioni e mezzo di famiglie, il 22,4% del totale si collega solo con smartphone.

Restano fuori dalla vita digitale due milioni di nuclei familiari, pari all’8,3% del totale. Sono composti per lo più di persone che vivono sole, per un totale di 2 milioni e mezzo di italiani che non accedono alla Rete da casa.

E ci sono anche le pesone che si tengono fuori dalla vita televisiva. Nel nostro Paese, 700 mila irriducibile hanno scelto di vivere senza un apparecchio tv. Invece 8 milioni 400 mila famiglie – sempre tante – “non hanno in casa neppure un televisore compatibile con il passaggio definitivo al digitale terrestre di seconda generazione”.

Osserva il Rapporto Auditel-Censis: “Se lo switch off dovesse avvenire oggi, sarebbero tagliate fuori dalla possibilità di accedere anche ai contenuti della tv lineare”.

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