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Iveco, 1 miliardo per realizzare la nuova gamma di mezzi “green”

Giorgio Gori 
L’ad Marx: “Il più grande investimento della nostra storia sui prodotti”. Il gruppo sarà partner nel 2024 del tour europeo dei Metallica. Si alla produzione di veicoli elettrici in Italia. Standard Euro 7? “Ultime versioni migliorate, ma sarebbe meglio lasciar perdere”
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BARCELLONA - Una gamma di veicoli rinnovata, dai leggeri ai pesanti, più sostenibili, tra riduzione dei consumi e taglio delle emissioni di Co2. Uno sviluppo su cui Iveco ha messo “1 miliardo di euro, il più grande investimento sul fronte prodotti nella storia del marchio”, dice l’amministratore delegato di Iveco Group, Gerrit Marx. Mezzi, presentati dalla società torinese a partner e clienti in un meeting alla Fiera di Barcellona. Veicoli che accompagneranno i Metallica nel prossimo tour della band in Europa nell’estate 2024 con unica data italiana a Milano. I camion elettrici e a gas naturale, con livrea studiata ad hoc, trasporteranno le attrezzature da una città all’altra. Saranno utilizzati anche minibus elettrici come navette del gruppo autore di “It’s Electric”, brano trasformato nella colonna sonora di presentazione della nuova gamma Iveco.

Dopo più di quattro anni di lavoro sui nuovi prodotti l’amministratore delegato Marx ha sollevato il velo, raccontando le strategie della società. L’ad dice sì all’elettrico e a tutte le alternative al motore endotermico, tanto che immagina un futuro “camion di medie dimensioni a batteria disegnato, prodotto e realizzato in Italia, gli spazi per farlo ci sono”. E sarebbe un altro modello oltre a quello leggero, il Daily, anche nella versione elettrica, assemblato nello stabilimento di Suzzara. Tra le novità c’è pure il motore Cursor 13, il primo al mondo che può essere alimentato a gas naturale e diesel, ma con una predisposizione già per l’idrogeno.


Marx è però molto critico quando si parla di standard Euro 7. Dice che “non ha alcun senso: se si vuole salvare il pianeta, e noi vogliamo salvare il pianeta, e se si vogliono avere città più sane e meno inquinate, dobbiamo favorire il ritiro dei camion precedenti Euro 6 e gli Euro 6 più vecchi. Le ultime versione sono migliorate rispetto all’ipotesi iniziale, ma sarebbe meglio concentrarsi su altre tecnologie, elettrico, idrogeno, biofuel, piuttosto che spendere risorse sugli Euro 7, far salire i costi e i prezzi dei prodotti”. Un segno del fatto che la politica a Bruxelles secondo Marx è “non è funzionale”, nonostante l’importanza del settore automotive, anche a livello di posti di lavoro, in Europa, dove circolano 2 milioni di mezzi pesanti e sono circa 300 mila le immatricolazioni, mentre nel settore medi sono 40 mila le vendite annuali e sui leggeri 600 mila. “Spero in un cambio di rotta del prossimo Parlamento e della prossima Commissione europea”, sottolinea Marx. “Che siano più razionali, più concentrati sull'industria e pronti a costruire un'Europa in grado di competere con gli Stati Uniti e la Cina e non un'Europa che mangi se stessa. E l'Euro 7 è solo un esempio”. Nuovi modelli sostenibili, ma pure nuove strategie commerciali. Oltre al finanziamento e al leasing ci sono, attraverso Gate, possibilità di noleggio dei mezzi elettrici “pay per use” per il noleggio a lungo termine di veicoli “green”. “Un modo per entrare nello spazio della mobilità elettrica”, dice l’ad.


Sul fronte finanziario Marx, che è alla guida del gruppo da quando c’è stata la scissione da Cnh Industrial con la quotazione a Milano a inizio gennaio a gennaio 2022, conferma che “il 2024 sarà l’anno della distribuzione del primo dividendo”. Dopo i dati dell’ultimo trimestre 2023 Iveco Group, partecipato da Exor che controlla anche Repubblica attraverso Gedi, ha rivisto al rialzo le stime di fine anno, ma la Borsa, nell’immediato, non ha apprezzato i conti, punendo il titolo. “Sono tre i fattori che hanno all’origine della reazione del mercato. Una previsione di rallentamento del mercato dei mezzi pesanti del 15-20% in linea generale, mentre il medio rimane stabile e il leggero anche. Questo ha portato alcuni investitori, soprattutto i fondi, che guardano a breve e medio termine, a voler capitalizzare subito, considerando anche un cash flow volatile”. Anche per Marx sull’andamento del mercato e dell’economia bisogna fare i conti con la situazione geopolitica internazionale e sui conflitti. “Abbiamo esaminato tutti i semiconduttori che si trovano nei nostri veicoli, rintracciandoli fino alla loro origine, tra Cina, Taiwan, o Corea – racconta Marx – quindi, se c'è un conflitto geopolitico laggiù, il mondo si blocca”.

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