✕

Scatta la precettazione. Salvini dimezza lo sciopero di Cgil e Uil

(ansa)
Strappo coi sindacati: ridotta a 4 ore la protesta per treni, metro e bus. Giorgetti conciliante. “Mobilitazione legittima”. Landini: “Atto politico gravissimo. Dalla premier silenzio assordante”
2 minuti di lettura

ROMA - Uno sciopero dimezzato, con l’accetta della precettazione. C’è la mano pesante di Matteo Salvini sull’ordinanza che riduce la protesta di Cgil e Uil ad appena quattro ore, dalle 9 alle 13 di venerdì, per il settore dei trasporti. I sindacati, stretti all’angolo, ribollono. Il numero uno del sindacato di corso d’Italia Maurizio Landini tuona contro il ministro dei Trasporti: «La precettazione è un atto politico gravissimo, mettere in discussione il diritto allo sciopero significa mettere in discussione la democrazia». E tira in ballo Giorgia Meloni: «Siamo di fronte ad un silenzio assordante», chiosa.

Il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti prova a stemperare i toni: «I sindacati — dice — hanno la totale legittimità a scioperare, però dire che questo sia un governo che non ha a cura gli interessi dei lavoratori dipendenti, questa critica proprio no». Ma lo strappo definitivo si consuma poche ore dopo. Al tavolo che Salvini convoca al Mit alle sei del pomeriggio. Landini e …

ROMA - Uno sciopero dimezzato, con l’accetta della precettazione. C’è la mano pesante di Matteo Salvini sull’ordinanza che riduce la protesta di Cgil e Uil ad appena quattro ore, dalle 9 alle 13 di venerdì, per il settore dei trasporti. I sindacati, stretti all’angolo, ribollono. Il numero uno del sindacato di corso d’Italia Maurizio Landini tuona contro il ministro dei Trasporti: «La precettazione è un atto politico gravissimo, mettere in discussione il diritto allo sciopero significa mettere in discussione la democrazia». E tira in ballo Giorgia Meloni: «Siamo di fronte ad un silenzio assordante», chiosa.

Il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti prova a stemperare i toni: «I sindacati — dice — hanno la totale legittimità a scioperare, però dire che questo sia un governo che non ha a cura gli interessi dei lavoratori dipendenti, questa critica proprio no». Ma lo strappo definitivo si consuma poche ore dopo. Al tavolo che Salvini convoca al Mit alle sei del pomeriggio. Landini e il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri non si presentano. Al loro posto ci sono i segretari confederali Maria Grazia Gabrielli e Emanuele Ronzoni. Aria di incontro obbligato dai passaggi che devono precedere, per legge, la precettazione dei lavoratori. Prima la lettera, inviata a mezzogiorno, in cui il ministro chiede alle due sigle sindacali di rivedere le proprie posizioni, adeguandosi alle indicazioni del Garante degli scioperi che ha deliberato la riduzione della durata della protesta. La risposta alla missiva non arriva. Secondo passaggio: il tavolo al ministero. I rappresentanti di Cgil e Uil ribadiscono che per loro lo sciopero è generale, non plurisettoriale, come ha deciso la Commissione di garanzia: l’impianto, quindi, non deve subire modifiche, anche per i trasporti. Salvini detta la linea: uno sciopero dei trasporti di 24 ore, insiste, «non è ammissibile perché bloccherebbe il Paese». I sindacalisti non ci stanno: incalzano il ministro per sapere quali sono gli elementi di urgenza che giustificano la precettazione, lo spettro che aleggia sul tavolo quando è ormai chiaro che Cgil e Uil non indietreggeranno. La riunione dura appena mezz’ora. «Peggio di così non poteva andare», annota sconsolato il segretario generale della Filt-Cgil Stefano Malorgio. «Noi confermiamo lo sciopero», commenta a caldo Ronzoni. Ma quando pochi minuti dopo sulle agenzie di stampa rimbalza il comunicato del Mit che annuncia «l’orientamento» di Salvini, la sicurezza del sindacato si fa meno solida. Ancora di più alle nove e mezza di sera, quando un’altra nota del Mit annuncia che è partita la lettera per mettere a conoscenza le organizzazioni sindacali dell’ordinanza per la precettazione firmata dal leader della Lega. Resta in piedi lo sciopero di 8 ore o per l’intero turno dei lavoratori delle Regioni del Centro, mentre quelli di cinque categorie (pubblico impiego, scuola, poste, lavanderie industriali e igiene ambientale) si svolgeranno in tutta Italia. Ma la protesta nel settore dei trasporti (con eccezione dei voli, esclusi due giorni fa dai sindacati) si riduce a quattro ore.

Soprattutto la precettazione costringe Cgil e Uil ad interrogarsi su una questione, che sarà sciolta oggi pomeriggio, nel corso di una conferenza stampa dei segretari generali delle due organizzazioni. Il dilemma: accettare il dimezzamento dello sciopero, dando così ragione a Salvini, oppure confermare le otto ore di protesta, contravvenendo alle disposizioni dell’ordinanza. La seconda opzione ha un prezzo da pagare: una multa, tra 500 e mille euro per i lavoratori. Tra 2500 e 50mila per Cgil e Uil. La scelta è tutt’altro che indolore.

Leggi i commenti