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Troppa fretta e poca prudenza sui rischi dell’intelligenza artificiale: ecco perché OpenAI ha fatto fuori Altman

(reuters)
Altman è stato cacciato da OpenAI proprio nel pieno di questa rivoluzione, che più di tutti incarnava, e della crescita della sua stessa azienda. Le fonti più accreditate riferiscono che lo accusavano di essere troppo spregiudicato sui rischi dell'IA. Aveva appena annunciato nuovi prodotti, ma anche bloccato gli abbonamenti per eccesso di utilizzi
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Sono stati probabilmente scontri interni a OpenAI, su quanto spingere sull’acceleratore dell’intelligenza artificiale e quanto invece essere prudenti per motivi di sicurezza, a causare il licenziamento in tronco di Sam Altman. L’ormai ex capo di OpenAI è una delle più importanti figure tecnologiche ed è considerato il volto del nuovo boom che l’IA sta vivendo.

Ed è stato cacciato proprio nel pieno di questa rivoluzione e della crescita della sua stessa azienda. OpenAI è la startup di maggiore successo nella storia ed era stata appena valutata 86 miliardi di dollari; il triplo rispetto a nove mesi fa. OpenAI ha dichiarato agli investitori che prevede di raggiungere un miliardo di dollari di fatturato quest'anno e di generare molti altri miliardi nel 2024.

L’uscita del suo frontman avviene un momento critico: pochi giorni dopo l’annuncio di novità che cambiano il modo in cui questi strumenti possono essere usati per il business. E pochi giorni prima il lancio del prodotto Microsoft pe…

Sono stati probabilmente scontri interni a OpenAI, su quanto spingere sull’acceleratore dell’intelligenza artificiale e quanto invece essere prudenti per motivi di sicurezza, a causare il licenziamento in tronco di Sam Altman. L’ormai ex capo di OpenAI è una delle più importanti figure tecnologiche ed è considerato il volto del nuovo boom che l’IA sta vivendo.

Ed è stato cacciato proprio nel pieno di questa rivoluzione e della crescita della sua stessa azienda. OpenAI è la startup di maggiore successo nella storia ed era stata appena valutata 86 miliardi di dollari; il triplo rispetto a nove mesi fa. OpenAI ha dichiarato agli investitori che prevede di raggiungere un miliardo di dollari di fatturato quest'anno e di generare molti altri miliardi nel 2024.

L’uscita del suo frontman avviene un momento critico: pochi giorni dopo l’annuncio di novità che cambiano il modo in cui questi strumenti possono essere usati per il business. E pochi giorni prima il lancio del prodotto Microsoft per le aziende, basato sulla stessa tecnologia “GPT” creata da OpenAI.

La voce di dissidi interni, perché forse Sam Altman voleva correre troppo mettendo a rischio la sicurezza o stabilità del prodotto, è al momento la più plausibile. Lo confermano fonti del Wall Street Journal. E lo supportano indizi degli ultimi giorni: dal lancio della nuova versione del prodotto, la Turbo, qualche giorno fa ci sono stati 90 minuti di blocco della piattaforma, che è restata a lungo instabile. Per di più, hanno appena deciso di bloccare la vendita di abbonamenti, di fatto chiudendo le porte a nuovi ricavi, con la motivazione che non si riusciva a garantire ad altre persone una buona esperienza d’uso.

Immaginiamo Netflix o Amazon che rifiuta l’ingresso di nuovi clienti per questo motivo: inimmaginabile, ma è quanto successo a OpenAI. A dimostrazione dello stadio ancora germinale della tecnologia, e del business sottostante. Il licenziamento inatteso di Altman è in fondo ulteriore conferma di immaturità.

La comunicazione ufficiale

La nota ufficiale del board di OpenAI accusa Altman di non essere stato "coerentemente sincero nelle sue comunicazioni" in seguito a una serie di scontri sulla direzione dell'azienda con alcuni membri del consiglio di amministrazione della società di intelligenza artificiale.

La startup ha dichiarato venerdì che il suo consiglio di amministrazione ha concluso, dopo una revisione, che le azioni di Altman, che non ha specificato, stavano "ostacolando la sua capacità di esercitare le proprie responsabilità". La dichiarazione dell'azienda, insolitamente schietta per una situazione del genere, afferma che: "Il consiglio di amministrazione non ha più fiducia nella sua capacità di continuare a guidare OpenAI".

In un post su X nella tarda serata di venerdì, Greg Brockman, presidente di OpenAI e altro co-fondatore, ha dichiarato che lui e Altman sono rimasti "scioccati e rattristati da ciò che il consiglio di amministrazione ha fatto oggi".

"Anche noi stiamo ancora cercando di capire cosa sia successo esattamente", ha scritto. Brockman si è dimesso dopo che OpenAI ha annunciato la partenza di Altman.

In un post precedente su X, l'ex Twitter, Altman ha dichiarato: "Ho amato il tempo trascorso in OpenAI. È stato trasformativo per me personalmente e, si spera, anche per il mondo".

Dopo l'annuncio, Altman ha dichiarato di essere scioccato e arrabbiato per la decisione del Consiglio di amministrazione. Secondo fonti del Wall Street Journal, lo stesso Altman ha dato la colpa a una lotta di potere con i membri del consiglio di amministrazione, tra cui il capo scienziato e cofondatore di OpenAI, Ilya Sutskever, su questioni come l'equilibrio tra velocità e sicurezza.

Sutskever in effetti si era detto è sempre più preoccupato della sicurezza a lungo termine dei prodotti di OpenAI e sta costruendo un team di OpenAI con lo scopo di ricercare modi in cui i sistemi del futuro possano essere "allineati" con i valori umani, secondo quanto riferito da dipendenti attuali ed ex di OpenAI.

Mark Zuckerberg (Meta) e Elon Musk (Tesla e X) hanno di recente accusato Altman di prendere troppo alla leggere i rischi connessi all’IA e di stare andando avanti con troppa velocità nel lancio di prodotti, sempre più potenti e funzionali. A ottobre il presidente americano Joe Biden in un decreto esecutivo ha chiesto di sottoporre a vigilanza e scrutinio pubblico gli strumenti di IA futuri, più evoluti di quelli già disponibili; appunto per controllare il rischio di esiti dannosi per la società, come la creazione di disinformazione di massa, discriminazione dei soggetti vulnerabili (minoranze, donne) o gravi alterazioni degli equilibri economici mondiali.

Mira Murati, chief technology officer dell'azienda, ricoprirà il ruolo di CEO ad interim, con effetto immediato, ha dichiarato OpenAI. Murati è già stata fortemente coinvolta nelle operazioni quotidiane di OpenAI.

La sorpresa di Microsoft

Fonti del Wall Street Journal riferiscono che il cambiamento è stato una sorpresa anche per Microsoft, che ha investito 13 miliardi di dollari in OpenAI per avere una quota del 49%. Microsoft, in un comunicato, ha affermato che il rapporto tra le due aziende non sarà influenzato dalla partenza di Altman. "Abbiamo una partnership a lungo termine con OpenAI e Microsoft rimane impegnata con Mira e il suo team nel portare la prossima era dell'intelligenza artificiale ai nostri clienti", ha dichiarato un portavoce di Microsoft.

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