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“Il messaggio è passato: la transizione non si ferma”

Un momento del National Geographic Fest 2023

 (fotogramma)
National Geographic Italia: si è chiusa la tre giorni sul futuro della terra con migliaia di presenze, premi Nobel, esperti e attivisti
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MILANO — Informare, spiegare, far capire la situazione climatica e l’urgenza di cambiare pensieri, parole e opere. Ma senza usare un linguaggio da adepti, senza toni catastrofici anche se la situazione è seria. Anzi, «col sorriso sulle labbra, seri ma non seriosi, direi pop». Sorride a propria volta Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia, il mensile di ambiente e natura del gruppo Gedi al termine della tre giorni di festa allo spazio Anteo CityLife di Milano. «Sorrido sì, perché la missione mi sembra riuscita. Sia per la presenza di decine di migliaia di persone che hanno guardato e ascoltato e e hanno partecipato ai dibattiti e ai momenti di spettacolo, penso agli show di Fast animals and slow kids e di Nina Zilli. Sia proprio per i toni usati e per la diffusione di un messaggio di speranza».

Messaggio per cui ci vuole coraggio, vista la situazione. «La nostra Fest aveva un titolo, “il capitale naturale”. Per assonanza qualcuno ha pensato al titolo di un film, Il ca…

MILANO — Informare, spiegare, far capire la situazione climatica e l’urgenza di cambiare pensieri, parole e opere. Ma senza usare un linguaggio da adepti, senza toni catastrofici anche se la situazione è seria. Anzi, «col sorriso sulle labbra, seri ma non seriosi, direi pop». Sorride a propria volta Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia, il mensile di ambiente e natura del gruppo Gedi al termine della tre giorni di festa allo spazio Anteo CityLife di Milano. «Sorrido sì, perché la missione mi sembra riuscita. Sia per la presenza di decine di migliaia di persone che hanno guardato e ascoltato e e hanno partecipato ai dibattiti e ai momenti di spettacolo, penso agli show di Fast animals and slow kids e di Nina Zilli. Sia proprio per i toni usati e per la diffusione di un messaggio di speranza».

Messaggio per cui ci vuole coraggio, vista la situazione. «La nostra Fest aveva un titolo, “il capitale naturale”. Per assonanza qualcuno ha pensato al titolo di un film, Il capitale umano. E il rischio è proprio questo: che — come fino a mezzo secolo fa — si consideri la Terra e tutto quel che c’è sopra capitale economico, roba da sfruttare e consumare indiscriminatamente. Ma siamo ottimisti anche perché la transizione, almeno mentale, è in corso da mezzo secolo, dal Rappporto sui limiti dello sviluppo del Club di Roma. E tra un paio di settimane saranno 50 anni dalle misure di austerity decise dal governo italiano, il primo vero shock».

Certo, nel corso dei tre giorni di incontri tra gli altri col filosofo Telmo Pievani, il Nobel per la Fisica Giorgio Parisi e il direttore di Repubblica Maurizio Molinari, si è capito come stiamo davvero. Non bene. «Il 27 luglio 2023 è stato l’Overshoot day, il giorno in cui abbiamo consumato le risorse del pianeta per quest’anno, da allora stiamo intaccando risorse e riserve, un atteggiamento irresponsabile. La filosofia per tanti è quella di una vecchia battuta di Luciano De Crescenzo: «Perché pensare ai posteri? Cosa hanno fatto per noi?”. E irresponsabile».

Anche per catturare i posteri, o meglio chi sarà genitore e nonno, al Fest ci sono stati anche giovanissimi influencer, come la tiktoker Sofia Pasotto. «Non abbiamo voluto spaventare nessuno — prosegue Cattaneo — ma fare passare un messaggio chiaro: la transizione ecologica non va pensata per quanto ci costerebbe farla, ma per quanto ci sosterebbe non farla. Sono temi su cui come rivista insistiamo da tempo. C’è chi pensa che noi proponiamo solo reportage di natura e foto di animali, invece, come è doveroso, spieghiamo anche la situazione climatica e ambientale». Poi, certo, c’è chi deve ancora capire: «Anni fa il comico Paolo Hendel interpretò il personaggio del finanziere senza scrupoli e inquinatore Carcarlo Pravettoni, il cui stile è ancora troppo rispettato, in Italia. Ma in questo festival si è capito che i Pravettoni ormai restano indietro, sia perché non si evolvono di tecnologia, sia per la cattiva reputazione che si costruiscono». Difficile comunque che ne siano circolati, di Carcarlo Pravettoni, alla National Geographic Fest.

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