Imballaggi, partiti divisi in Europa. Accordo per salvare l’insalata in busta
dal nostro inviato Claudio TitoSTRASBURGO – La plastica spacca il governo e anche l’opposizione. Ieri il Parlamento europeo ha approvato il regolamento sugli imballaggi: è la normativa che punta a vietarne l’uso nell’industria. Il testo è stato ampiamente modificato con una strana convergenza tra quasi tutti i partiti italiani.
Ma sul provvedimento finale il centrodestra si è diviso con il voto favorevole di Forza Italia e quello contrario di Fratelli d’Italia e Lega; l’opposizione di Pd e M5S si è trovata sulla stessa linea ma con molte critiche dai grillini.
Alla fine i sì sono stati 426 (Ppe, S&D, Renew, Verdi e Left, insomma la maggioranza Ursula allargata) e i no 125 (la destra di Ecr e Id). Ma la battaglia è stata soprattutto sulle modifiche su cui avevano insistito in particolare le aziende italiane, sostenute dal governo, e che puntavano sul “riciclo” anziché sul “riuso”.
Le correzioni sono state votate anche dal Pd e dai tre partiti di maggioranza: «Abbiamo fatto sistema», dicono i democratici. Per poi…
STRASBURGO – La plastica spacca il governo e anche l’opposizione. Ieri il Parlamento europeo ha approvato il regolamento sugli imballaggi: è la normativa che punta a vietarne l’uso nell’industria. Il testo è stato ampiamente modificato con una strana convergenza tra quasi tutti i partiti italiani.
Ma sul provvedimento finale il centrodestra si è diviso con il voto favorevole di Forza Italia e quello contrario di Fratelli d’Italia e Lega; l’opposizione di Pd e M5S si è trovata sulla stessa linea ma con molte critiche dai grillini.
Alla fine i sì sono stati 426 (Ppe, S&D, Renew, Verdi e Left, insomma la maggioranza Ursula allargata) e i no 125 (la destra di Ecr e Id). Ma la battaglia è stata soprattutto sulle modifiche su cui avevano insistito in particolare le aziende italiane, sostenute dal governo, e che puntavano sul “riciclo” anziché sul “riuso”.
Le correzioni sono state votate anche dal Pd e dai tre partiti di maggioranza: «Abbiamo fatto sistema», dicono i democratici. Per poi separarsi sul provvedimenti definitivo.
Tajani grida vittoria
La versione finale prevede allora l’esenzione dagli obblighi di riuso per i Paesi che hanno l’85% di quota di riciclo degli imballaggi interessati; esclude il settore agro-alimentare ed elimina il divieto per gli oggetti mono-uso nel settore della ristorazione.
«Oggi al Parlamento europeo – ha allora esultato il ministro degli Esteri, il forzista Antonio Tajani - grande vittoria di Forza Italia e del Ppe con importanti modifiche al regolamento imballaggi. È stata bloccata la deriva populista sul riuso spinto che penalizza industria e agricoltura».
La questione ambientale
«Abbiamo sostenuto una linea volta a coniugare obiettivi ambiziosi con il necessario pragmatismo – dicono invece i parlamentari del Pd - su un tema di straordinaria rilevanza per la tutela dell’ambiente».
Il partito di Giorgia Meloni canta vittoria sebbene in maniera poco comprensibile, dopo aver appoggiato le modifiche, poi non ha votato il testo finale. Così come la Lega. Formando una sorta di blocco sovranista. I grillini, invece, se la prendono con i Dem accusandoli di avere a Strasburgo le stesse posizioni della destra: «È stata un’occasione mancata».
Il regolamento dovrà ora passare all’esame del Consiglio per concordare una formulazione e per il via libera definitivo