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Cgil e Uil: “Meloni provoca: convoca i sindacati quando sono in piazza”. E la premier rinvia

LA PREMIER GIORGIA MELONI

 (afp)
Landini e Bombardieri si erano mossi contro la presidente che a sorpresa ha chiamato le parti sociali domani a Palazzo Chigi sulla manovra. Adesso è tutto aggiornato a martedì 28. Sciopero dei trasporti di lunedì: Salvini pronto a precettare ancora
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ROMA – Alla fine la premier Giorgia Meloni fa retromarcia. E decide di posticipare a martedì l’incontro con i sindacati sulla manovra, cancellando la prima convocazione arrivata a sorpresa ieri per oggi nella Sala Verde di Palazzo Chigi. I segretari di Cgil e Uil non ci sarebbero stati perché in piazza per lo sciopero proprio contro la manovra.

Oggi solo le imprese

La convocazione rimane valida per le sole imprese, attese questo pomeriggio alle 15,30. Prima, alle 12, toccherà ai sindacati di base dei trasporti chiamati al ministero da Matteo Salvini per scongiurare o ridimensionare l’altro sciopero, quello di lunedì nel trasporto pubblico locale: «Buonsenso o precetto».

Un cortocircuito curioso, quello andato in scena nella giornata di ieri. Da una parte la premier Meloni che prima rischia una rottura clamorosa con Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, leader di Cgil e Uil, convocandoli assieme agli altri sindacati, mentre sono a Torino e Brescia alle manifestazioni di sosteg…

ROMA – Alla fine la premier Giorgia Meloni fa retromarcia. E decide di posticipare a martedì l’incontro con i sindacati sulla manovra, cancellando la prima convocazione arrivata a sorpresa ieri per oggi nella Sala Verde di Palazzo Chigi. I segretari di Cgil e Uil non ci sarebbero stati perché in piazza per lo sciopero proprio contro la manovra.

Oggi solo le imprese

La convocazione rimane valida per le sole imprese, attese questo pomeriggio alle 15,30. Prima, alle 12, toccherà ai sindacati di base dei trasporti chiamati al ministero da Matteo Salvini per scongiurare o ridimensionare l’altro sciopero, quello di lunedì nel trasporto pubblico locale: «Buonsenso o precetto».

Un cortocircuito curioso, quello andato in scena nella giornata di ieri. Da una parte la premier Meloni che prima rischia una rottura clamorosa con Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, leader di Cgil e Uil, convocandoli assieme agli altri sindacati, mentre sono a Torino e Brescia alle manifestazioni di sostegno allo sciopero contro la manovra, proclamato nelle Regioni del Nord. Poi fa slittare il confronto, quando i toni si alzano.

Salvini minaccia la precettazione

Dall’altra parte, il vicepremier Matteo Salvini che di nuovo va allo scontro con i sindacati, questa volta Usb e Cobas, minacciando ancora la precettazione, come fatto il 17 novembre per l’altro sciopero dei trasporti di Cgil e Uil, poi alla fine dimezzato. «Se vuoi scioperare per alcune ore va bene, ma se vuoi fermare l’Italia per 24 ore di fila da Nord a Sud farò tutto quello che è in mio potere per evitare che il Paese si blocchi», dice Salvini. «Non desisteremo e confermiamo lo sciopero del tutto legittimo», scrivono Usb, Cub Trasporti e Cobas.

La mail di Cgil e Uil a Palazzo Chigi

A un certo punto ieri il copione è sembrato lo stesso anche con Palazzo Chigi. Meloni che va dritta, Cgil e Uil a parlare di «provocazione, come il Primo Maggio». Poi Landini e Bombardieri mandano una mail a Palazzo Chigi chiedendo alla premier di posticipare l’appuntamento, alle 20 di oggi oppure a domani o domenica. Seguono tre ore di silenzio. Infine, la rinuncia di Meloni al braccio di ferro, considerato forse inutile. Parte così la nuova convocazione a «Cgil, Cida, Cisal, Cisl, Confsal, Ugl, Uil, Usb» per dire che «si accoglie una richiesta di talune organizzazioni sindacali». Incontro con i sindacati rinviato.

Il maxiemendamento sulle pensioni dei medici

Una strana storia a partire dall’oggetto stesso dell’incontro, quella manovra già chiusa e inemendabile nel percorso parlamentare. Non esiste al momento un ordine del giorno dettagliato. Pare ipotizzabile l’illustrazione, da parte della premier, del maxiemendamento alla legge di Bilancio con la soluzione al taglio delle pensioni dei medici e dei lavoratori pubblici. «Rivedremo la norma, in particolare per gli operatori sanitari», diceva ieri Meloni in Senato. «Non avrà penalizzazioni chi accede alla pensione di vecchiaia o ha elevata anzianità contributiva». Dall’opposizione l’ex premier Giuseppe Conte, leader M5S, chiede che sulle pensioni «la retromarcia sia però reale».

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