Manovra, il governo cambia: “Due maxi emendamenti”
di Valentina ConteROMA — Il governo prepara «due maxiemendamenti», annuncia il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: uno al decreto Anticipi e l’altro alla manovra. Il primo con norme «ordinamentali», senza bisogno di coperture. Il secondo con norme «finanziarie», tra cui la soluzione al taglio delle pensioni di medici e dipendenti pubblici.
Sarà presentato, questo secondo, martedì dalla premier Giorgia Meloni ai sindacati, dopo il pasticciato rinvio del confronto previsto in un primo momento ieri e poi slittato perché coincidente con gli scioperi di Cgil e Uil nelle Regioni del Nord.
La protesta del Pd
L’annuncio dei due correttivi del governo solleva però la reazione del Pd, con il presidente dei senatori Francesco Boccia: «Giorgetti è offensiv…
ROMA — Il governo prepara «due maxiemendamenti», annuncia il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: uno al decreto Anticipi e l’altro alla manovra. Il primo con norme «ordinamentali», senza bisogno di coperture. Il secondo con norme «finanziarie», tra cui la soluzione al taglio delle pensioni di medici e dipendenti pubblici.
Sarà presentato, questo secondo, martedì dalla premier Giorgia Meloni ai sindacati, dopo il pasticciato rinvio del confronto previsto in un primo momento ieri e poi slittato perché coincidente con gli scioperi di Cgil e Uil nelle Regioni del Nord.
La protesta del Pd
L’annuncio dei due correttivi del governo solleva però la reazione del Pd, con il presidente dei senatori Francesco Boccia: «Giorgetti è offensivo e arrogante, nega il confronto parlamentare, va avanti sulla manovra a colpi di maxiemendamenti, ignora le opposizioni dopo aver messo la museruola alla maggioranza. Si prepari a una guerriglia mai vista».
Il confronto con le imprese
Ieri il ministro dell’Economia ha incontrato con la premier i rappresentanti delle imprese nella Sala Verde di Palazzo Chigi, proprio sui temi della manovra. Alle critiche, piovute in queste settimane, di aver stanziato poco o nulla in legge di Bilancio per le aziende, entrambi hanno risposto ricordando i fondi del Pnrr, la cui revisione è stata approvata ieri dall’Ue.
«Siamo fieri del lavoro fatto sul Pnrr, spenderemo tutti i fondi», dice Meloni agli imprenditori. «Molte delle misure indirizzate alla crescita, alle infrastrutture e al sostegno del tessuto produttivo – spiega la premier – sono state contemplate negli interventi riformulati del Pnrr e non nella legge di Bilancio che è per forza di cose seria e responsabile. Sono in totale 21 miliardi: di fatto una seconda manovra tutta dedicata alla crescita».
Il Pnrr come volano per la crescita
Anche il ministro Giorgetti rivendica la connessione dei «quattro tasselli» della politica economica del governo che «si completano e integrano a vicenda»: decreti attuativi della delega fiscale, decreto Anticipi, legge di Bilancio e Pnrr rivisto.
«Il nuovo programma del Pnrr comprende anche il capitolo del RepowerEu», dice Giorgetti. «Lì ci sono importanti stanziamenti per le imprese, in particolare per la Transizione 5.0: una dozzina di miliardi in più saranno iniettati nei prossimi anni per aiutare le aziende». A chi gli chiede se la manovra può cambiare, dopo i rilievi Ue, taglia corto: «Non rivediamo il tiro».