✕

Sbarra: “Sulle pensioni il governo torni indietro, solo la Cisl è autonoma”

Daniela Paladini, Filcacisl durante il suo intervento alla manifestazione nazionale della Cisl, Partecipare per crescere, migliorare la manovra, costruire un nuovo Patto sociale, Roma 25 novembre 2023. ANSA/FABIO FRUSTACI (ansa)

Ascolta l'audio

Il leader in piazza dopo lo sciopero generale di Cgil e Uil: “Gli altri sindacati mescolano rappresentanza e opposizione politica. Ora Meloni ricambi il nostro senso di responsabilità”
2 minuti di lettura

ROMA — «Basta fare cassa sulle pensioni, il governo deve ritirare la stretta». Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, preannuncia la richiesta che porterà martedì al tavolo tra sindacati ed esecutivo. L’intervento sulla previdenza «non era stato né preannunciato né negoziato», spiega, dicendo alla premier Meloni «che la serietà e la responsabilità che il nostro sindacato ha mostrato vanno ricambiate». Ma nel giorno della manifestazione in Piazza Santi Apostoli a Roma ribadisce che — comunque vada — la linea del dialogo, quella che separa la Cisl da Cgil e Uil, non cambierà: «Lo sciopero è stato sbagliato e sproporzionato, e colpisce più che altro le tasche dei lavoratori. Gli altri sindacati mescolano rappresentanza sociale e opposizione politica».

Eppure venerdì 22 dicembre farete uno sciopero unitario con Cgil e Uil per il rinnovo del contratto del commercio. Scioperare serve?

«Tra i sindacati rimane una convergenza unitaria sulle grandi piattaforme, come fisco e pensi…

ROMA — «Basta fare cassa sulle pensioni, il governo deve ritirare la stretta». Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, preannuncia la richiesta che porterà martedì al tavolo tra sindacati ed esecutivo. L’intervento sulla previdenza «non era stato né preannunciato né negoziato», spiega, dicendo alla premier Meloni «che la serietà e la responsabilità che il nostro sindacato ha mostrato vanno ricambiate». Ma nel giorno della manifestazione in Piazza Santi Apostoli a Roma ribadisce che — comunque vada — la linea del dialogo, quella che separa la Cisl da Cgil e Uil, non cambierà: «Lo sciopero è stato sbagliato e sproporzionato, e colpisce più che altro le tasche dei lavoratori. Gli altri sindacati mescolano rappresentanza sociale e opposizione politica».

Eppure venerdì 22 dicembre farete uno sciopero unitario con Cgil e Uil per il rinnovo del contratto del commercio. Scioperare serve?

«Tra i sindacati rimane una convergenza unitaria sulle grandi piattaforme, come fisco e pensioni, e continuiamo a stare insieme nei rinnovi dei contratti. Ci differenzia il giudizio sui risultati: noi pensiamo che sulla legge di Bilancio, oltre a ragionare sulle ombre, sia sbagliato non valorizzare le luci, specie se coerenti con le richieste che abbiamo avanzato. Penso al taglio del cuneo o agli 8 miliardi per il rinnovo dei contratti pubblici».

Il ministro Salvini continua a precettare. C’è una strategia politica di delegittimazione dello sciopero?

«Il dibattito è stato trascinato sul piano della polemica politica e sociale, mentre tutti farebbero meglio a lasciare le valutazioni alla Commissione di garanzia, un organismo tecnico e autonomo. Le regole sono chiare e servono a contemperare il giusto esercizio del diritto allo sciopero — nessuno pensi di metterlo in discussione, perché faremmo le barricate — e quello dei cittadini a fruire dei servizi essenziali. Sono regole che la Cisl ha sempre rispettato».

Dal palco ha detto che la Cisl è un sindacato libero, indipendente e non subalterno alla politica. Significa che gli altri lo sono?

«Vedo una tendenza a mescolare rappresentanza e opposizione politica, un collegamento che fa male al mondo del lavoro. Rispettiamo gli altri sindacati, ma non accettiamo lezioni e impostazioni egemoniche, il ‘900 è finito: dobbiamo misurarci sul terreno del pragmatismo e della responsabilità».

La vostra responsabilità è servita? Per recuperare risorse in manovra il governo opera diversi tagli alle pensioni — una vostra bandiera — salvo convocarvi all’ultimo minuto.

«Al governo diciamo che la Cisl ha offerto tanta serietà, responsabilità e affidabilità nelle relazioni sindacali, pretendiamo che siano ricambiate. Quelle misure non erano state anticipate né negoziate, ora bisogna recuperare il pieno rispetto delle relazioni sindacali».

Quale sarà la vostra linea rossa martedì al tavolo?

«Bisogna ritirare l’articolo 33, che penalizza le future pensioni di medici, infermieri, personale degli enti locali, maestri d’asilo. Meloni ci spieghi come intende rilanciare la sanità se alimenta la più grande fuga di operatori sanitari degli ultimi anni. Giorgetti ci spieghi come pensa di attuare il Pnrr se gli enti locali si svuotano di personale».

Altrimenti?

«Vediamo. Ci sono già delle mobilitazioni annunciate, come quella dei medici. Ma leggiamo dai giornali che c’è una discussione aperta, la possibilità di emendare, il governo ce lo dovrà dire martedì».

Lottate per le pensioni, ma il titolo della manifestazione di oggi è sulla crescita. E in legge di Bilancio, dicono tutti, non c’è.

«È una critica che abbiamo mosso dall’inizio. Dicono che non ci sono risorse, ma secondo noi si possono recuperare: serve una vera lotta all’evasione, senza più condoni; bisogna chiedere un contributo di solidarietà alle multinazionali che hanno continuato ad aumentare gli utili; bisogna alzare il prelievo su grandi rendite finanziarie e immobiliari, tassate meno del lavoro. Ma serve di più».

Cosa?

«Guardare oltre alla legge di Bilancio. Serve un nuovo patto sociale per la crescita sostenibile, la produttività e la qualità del lavoro, che tenga insieme governo, sindacati e imprese. Un patto che rafforzi la contrattazione e la difenda rispetto alle eccessive ingerenze legislative, penso al salario minimo. E che incentivi la partecipazione dei lavoratori a gestione e profitti delle aziende: su questo lunedì presenteremo alla Camera la nostra legge di iniziativa popolare».

Il governo ha un ambizioso piano di privatizzazioni. Siete favorevoli?

«Le anticipazioni che leggiamo riportano alla memoria scelte sbagliate del passato: se l’idea è svendere ci metteremo di traverso. Vogliamo che le scelte siano discusse in Parlamento e con le parti sociali».

Leggi i commenti