Pensioni, Meloni: “Esclusi dal taglio i dipendenti pubblici che raggiungono i requisiti quest’anno”
di Valentina ConteROMA – La premier Meloni dice ai sindacati, convocati sulla manovra a Palazzo Chigi, che non cancellerà l’articolo 33. E dunque il taglio alle pensioni per 732 mila lavoratori pubblici in vent’anni resta. Ma sarà mitigato da una doppia deroga. Per chi raggiunge i requisiti entro il 31 dicembre di quest’anno (sia di vecchiaia che anticipata). E tutti quelli che dal 2024 vanno in pensione di vecchiaia, con una tutela maggiorata per i medici.
Le reazioni dei sindacati
Reazioni diverse dei leader sindacali. Per Maurizio Landini (Cgil), «la manovra continua ad essere sbagliata, il governo non cambia nulla e sull’articolo 33 si limita a dire che stanno ragionando: si confermano così tutte le ragioni dello sciopero, perché al di là dell’ascolto e del confronto, noni ci sono modifiche alla legge di bilancio che fa cassa sul lavoro dipendente e sui pensionati».
Pierpaolo Bombardieri (Uil): «Il governo conferma la manovra, sull’articolo 33 valute modifiche. Ma così conferma l’insensibilità…
ROMA – La premier Meloni dice ai sindacati, convocati sulla manovra a Palazzo Chigi, che non cancellerà l’articolo 33. E dunque il taglio alle pensioni per 732 mila lavoratori pubblici in vent’anni resta. Ma sarà mitigato da una doppia deroga. Per chi raggiunge i requisiti entro il 31 dicembre di quest’anno (sia di vecchiaia che anticipata). E tutti quelli che dal 2024 vanno in pensione di vecchiaia, con una tutela maggiorata per i medici.
Le reazioni dei sindacati
Reazioni diverse dei leader sindacali. Per Maurizio Landini (Cgil), «la manovra continua ad essere sbagliata, il governo non cambia nulla e sull’articolo 33 si limita a dire che stanno ragionando: si confermano così tutte le ragioni dello sciopero, perché al di là dell’ascolto e del confronto, noni ci sono modifiche alla legge di bilancio che fa cassa sul lavoro dipendente e sui pensionati».
Pierpaolo Bombardieri (Uil): «Il governo conferma la manovra, sull’articolo 33 valute modifiche. Ma così conferma l’insensibilità alle tante richieste delle piazze». Giudizio diverso di Luigi Sbarra (Cisl): «Incontro molto importante con il governo, un segno di rispetto dopo le mobilitazioni. Noi abbiamo chiesto di ritirare l’articolo 33. Il governo ci ha assicurato che ci saranno cambiamenti e miglioramenti della norma».
La doppia deroga
Il taglio alle pensioni non sarà stralciato dalla manovra, come chiedevano i sindacati. Ma potrebbe arrivare con un un maxiemendamento del governo una doppia deroga. Lo ha spiegato la premier Meloni.
Una prima deroga per quanti maturano i requisiti per l’uscita (di vecchiaia e anticipata) entro il 31 dicembre 2023: non avranno decurtazioni, anche se la loro pensione decorre dal 2024. Il riferimento è alle quattro categorie di lavoratori pubblici coinvolti, con anni lavorati tra 1981 e 1995: dipendenti degli enti locali (inclusi gli infermieri), medici, insegnanti di materne ed elementari, ufficiali giudiziari.
Una seconda deroga, valida sempre per tutte e quattro le categorie e strutturale, esclude dalla penalizzazione chi va in pensione di vecchiaia (67 anni) dal 2024. Tagliate dunque solo le pensioni anticipate, quelle consentite al raggiungimento di 42 anni e 10 mesi di contributi, a prescindere dall’età anagrafica (un anno in meno per le donne).
Il caso dei medici
La premier Meloni poi ha fatto cenno alla questione dei medici che rappresentano l’8% dei 732 mila lavoratori pubblici coinvolti dal taglio delle pensioni, con un risparmio in vent’anni per lo Stato di 21,4 miliardi. «Valutiamo un ulteriore meccanismo di tutela in modo da ridurre la penalizzazione all’approssimarsi all’età della pensione di vecchiaia», dice Meloni. E lo fa riferendosi all’intero comparto sanitario, quindi non solo medici ma anche infermieri.
La pensione dei giovani
È un «problema enorme quello della pensione dei giovani», ha detto poi Meloni ai sindacati al termine dell’incontro durato più di tre ore. Rivendicando una norma «giusta» a favore delle generazioni più giovani in manovra. «Il gioco di scaricare tutto il costo delle pensioni sulle generazioni che arrivano dopo non lo abbiamo fatto noi».
La partecipazione dei lavoratori in azienda
Per quanto riguarda la proposta della Cisl sulla partecipazione dei lavoratori alla vita delle aziende «secondo me è una grande questione e sono assolutamente aperta e disponibile a lavorarci», ha detto la premier. «È una materia che considero chiave di volta nel sistema economico italiano».