Pnrr, il sì dell’Europa alla quarta rata. L’incasso per l’Italia sale a 102 miliardi
di Giuseppe ColomboROMA – A quattro giorni dal via libera alla revisione del Pnrr, la Commissione europea approva la richiesta di pagamento dell’Italia per la quarta rata del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il nuovo assegno vale 16,5 miliardi e aggiorna l’incasso totale: circa 102 miliardi, più della metà dell’intero finanziamento che in tutto vale 194,4 miliardi.
Il bonifico dell’Ue al ministero dell’Economia è atteso entro la fine dell’anno. Una dead line che negli scorsi mesi era stata messa in discussione per via dei ritardi accumulati. L’erogazione dei nuovi fondi entro il 31 dicembre permetterà all’Italia di portare nelle casse dello Stato l’importo - 35 miliardi – che era previsto nella versione del Pnrr messa a punto dal gover…
ROMA – A quattro giorni dal via libera alla revisione del Pnrr, la Commissione europea approva la richiesta di pagamento dell’Italia per la quarta rata del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il nuovo assegno vale 16,5 miliardi e aggiorna l’incasso totale: circa 102 miliardi, più della metà dell’intero finanziamento che in tutto vale 194,4 miliardi.
Il bonifico dell’Ue al ministero dell’Economia è atteso entro la fine dell’anno. Una dead line che negli scorsi mesi era stata messa in discussione per via dei ritardi accumulati. L’erogazione dei nuovi fondi entro il 31 dicembre permetterà all’Italia di portare nelle casse dello Stato l’importo - 35 miliardi – che era previsto nella versione del Pnrr messa a punto dal governo Draghi.
Giorgia Meloni festeggia con un video sui social. “Si conferma il grande lavoro del governo, di tutti i livelli istituzionali, della cabina di regia del Pnrr, perché queste risorse arriveranno interamente a terra e lo faranno nei tempi previsti", rivendica la premier.
Il nodo della spesa
La presidente del Consiglio promette, quindi, che l’attuazione del Pnrr procederà “nei tempi previsti”. Ma la spesa procede a rilento. Secondo gli ultimi dati, resi noti dal Ragioniere generale dello Stato Biagio Mazzotta, l’Italia ha speso fino ad ora circa 42 miliardi sugli 85,4 incassati con il prefinanziamento e le prime tre rate.