Bollette, Fitto incontra la Commissione Ue: liberalizzazione confermata, ma si lavora a un avvio più morbido
di Giuseppe Colombo , Luca PagniROMA - Non è la prima volta che Raffaele Fitto incontra i servizi della Commissione europea a Bruxelles per discutere di bollette. E in particolare della fine del mercato tutelato dell’energia. È da inizio novembre, come anticipato da Repubblica, che il ministro per il Pnrr chiede all’Europa forme di tutela aggiuntive per i clienti “vulnerabili” in modo da rendere meno traumatico il passaggio al mercato libero. Ma all’incontro che si è tenuto oggi a Bruxelles, qualcosa è cambiato. La porta dell’Ue si è aperta.
Una disponibilità politica, quella della Commissione. La sostanza del compromesso deve ancora maturare. Il sentiero è stretto, la prudenza di fatto obbligata. E per questo il governo italiano non si espone. Il silenzio di Palazzo Chigi, nel ragionamento che…
ROMA - Non è la prima volta che Raffaele Fitto incontra i servizi della Commissione europea a Bruxelles per discutere di bollette. E in particolare della fine del mercato tutelato dell’energia. È da inizio novembre, come anticipato da Repubblica, che il ministro per il Pnrr chiede all’Europa forme di tutela aggiuntive per i clienti “vulnerabili” in modo da rendere meno traumatico il passaggio al mercato libero. Ma all’incontro che si è tenuto oggi a Bruxelles, qualcosa è cambiato. La porta dell’Ue si è aperta.
Una disponibilità politica, quella della Commissione. La sostanza del compromesso deve ancora maturare. Il sentiero è stretto, la prudenza di fatto obbligata. E per questo il governo italiano non si espone. Il silenzio di Palazzo Chigi, nel ragionamento che spiegano alcune fonti di governo, è funzionale a non compromettere la trattativa e soprattutto i segnali positivi che stanno emergendo.
Soprattutto c’è un problema. L’eventuale sostegno di Bruxelles non può configurarsi come una sconfessione degli impegni sulle liberalizzazioni che il governo di Mario Draghi ha portato a compimento con la legge sulla concorrenza, l’anno scorso. E che Giorgia Meloni ha confermato dato che lo stop al mercato tutelato è stato decisivo per sbloccare la terza rata del Pnrr, che è rimasta congelata a Bruxelles per nove mesi.
Un concetto che la stessa Commissione ha ribadito nelle ultime ore. “La graduale eliminazione dei prezzi regolamentati dell'energia elettrica, che mira ad aumentare la concorrenza sul mercato, è una pietra miliare che fa parte del più ampio pacchetto di leggi sulla concorrenza incluso nel Pnrr", ha spiegato una portavoce della Commissione, secondo la quale inoltre "i prezzi dell'elettricità sul mercato libero sono significativamente più bassi rispetto al mercato regolamentato, a vantaggio dei consumatori e delle imprese".
In buona sostanza, il governo italiano ha bisogno di trovare il modo di vendersi le eventuali concessioni di Bruxelles come una vittoria: occorre trovare tecnicismi che non sconfessino la decisione di liberalizzare definitivamente il mercato dell’energia in Italia. Ma allo stesso tempo la soluzione deve essere presentata all’opinione pubblica come un successo politico del governo Meloni.
Anche attraverso una soluzione alternativa. Il timore è concentrato sulle bollette dell’elettricità. Chi non transiterà nel mercato libero finirà nel servizio a tutele graduali: le tariffe, in questo caso, saranno fissate dall’Arera, l’ex Autorità per l’energia, prendendo come riferimento il prezzo dell’energia sul mercato all’ingrosso. Saranno delle aste ad individuare i fornitori. L’idea è posticipare l’avvio delle gare, rallentando il meccanismo. Mercato libero sì, ma con lentezza.