Dl anticipi, per gli affitti brevi arriva il Cin. Sanzioni fino a 8 mila euro per chi non lo espone
MILANO – Dal prossimo anno i proprietari di immobili che mettono le proprie case in affitto con locazioni brevi saranno obbligati a richiedere ed esporre il Cin, il Codice Identificativo Nazionale. Lo prevede un emendamento al Dl anticipi approvato in commissione Bilancio del Senato, che fissa anche le relative sanzioni (fino a 8mila euro) per chi non lo possiede o non lo espone.
Viene invece circoscritto, con l'ok ad un subemendamento a prima firma Ronzulli (Fi), l'obbligo di dotare l'immobile affittato dei requisiti di sicurezza come estintori e rilevatori di gas: spetterà solo ai locatori "che gestiscono nelle forme imprenditoriali". Non passa invece la proposta contenuta nello stesso subemendamento di destinare le eventu…
MILANO – Dal prossimo anno i proprietari di immobili che mettono le proprie case in affitto con locazioni brevi saranno obbligati a richiedere ed esporre il Cin, il Codice Identificativo Nazionale. Lo prevede un emendamento al Dl anticipi approvato in commissione Bilancio del Senato, che fissa anche le relative sanzioni (fino a 8mila euro) per chi non lo possiede o non lo espone.
Viene invece circoscritto, con l'ok ad un subemendamento a prima firma Ronzulli (Fi), l'obbligo di dotare l'immobile affittato dei requisiti di sicurezza come estintori e rilevatori di gas: spetterà solo ai locatori "che gestiscono nelle forme imprenditoriali". Non passa invece la proposta contenuta nello stesso subemendamento di destinare le eventuali maggiori entrate dall'emersione dal nero al Fondo per la riduzione delle tasse.
Risolta la questione fringe benefit per i bancari
È stata risolta – fa sapere la Fabi – la questione dei mutui "fringe benefit" dei dipendenti bancari. La Commissione bilancio del Senato ha infatti approvato un altro emendamento che cambia il riferimento temporale per il calcolo dei tassi d'interesse in relazione all'applicazione delle norme fiscali. L'aumento repentino del costo del denaro nel 2022 - spiga l’associazione dei lavoratori bancari in una nota - aveva comportato per circa 70.000 lavoratrici e lavoratori delle banche pesanti conguagli Irpef. La misura sterilizza di fatto i conguagli abbassando il valore delle somme "agevolate". La misura è retroattiva e si applica a partire dal 1 gennaio 2023, cancellando il rischio di penalizzazioni per l'anno in corso.
In caso di concessione di prestiti si assume il 50% della differenza tra l'importo degli interessi calcolato al tasso ufficiale di riferimento vigente alla data di scadenza di ciascuna rata o, per i prestiti a tasso fisso , alla data di concessione del prestito, e l'importo degli interessi calcolato al tasso applicato sugli stessi, recita la nuova norma che sarà approvata dall'aula di Palazzo Madama la prossima settimana e poi passerà alla Camera per il voto definitivo.