“Sciopero dei treni inaccettabile, mai più”. Affondo di Salvini, scoppia la polemica con i sindacati
di Valentina ConteROMA — Sciopero dei treni ieri: adesioni alte, punte del 100%, disagi diffusi da Nord a Sud. «Scene indegne e inaccettabili nelle stazioni italiane: ritardi, cancellazioni, lunghe code di cittadini esasperati», reagisce a fine giornata il ministro dei Trasporti e vicepremier leghista Matteo Salvini. «Lo trovo intollerabile: è mia precisa intenzione, in futuro, fare di tutto perché simili scene non si ripetano».
Salvini allo scontro aperto con i sindacati
Lo scontro tra Salvini e sindacati dunque prosegue, anzi si alza di tono. Oramai siamo oltre la precettazione, quella usata il 17 novembre per dimezzare a quattro ore lo sciopero generale dei trasporti contro la manovra di Cgil e Uil. Qui siamo quasi alle minacce: «I sindacati evitino iniz…
ROMA — Sciopero dei treni ieri: adesioni alte, punte del 100%, disagi diffusi da Nord a Sud. «Scene indegne e inaccettabili nelle stazioni italiane: ritardi, cancellazioni, lunghe code di cittadini esasperati», reagisce a fine giornata il ministro dei Trasporti e vicepremier leghista Matteo Salvini. «Lo trovo intollerabile: è mia precisa intenzione, in futuro, fare di tutto perché simili scene non si ripetano».
Salvini allo scontro aperto con i sindacati
Lo scontro tra Salvini e sindacati dunque prosegue, anzi si alza di tono. Oramai siamo oltre la precettazione, quella usata il 17 novembre per dimezzare a quattro ore lo sciopero generale dei trasporti contro la manovra di Cgil e Uil. Qui siamo quasi alle minacce: «I sindacati evitino iniziative irragionevoli», dice il ministro.
Non lo era, irragionevole, lo sciopero di ieri. Non per Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Orsa Trasporti e Fast Confsal, le sigle firmatarie del contratto nazionale che lo hanno proclamato per otto ore. E neppure per i sindacati di base: 24 ore di stop fino alle 21 di stasera.
La tragedia di Corigliano
Martedì a Thurio di Corigliano Rossano, in Calabria, è morta la capotreno, una collega: Maria Pansini, 61 anni di Catanzaro. Il treno regionale che guidava ha travolto un camion ad un passaggio a livello. Deceduto anche il camionista: Said Hannaoui, 24 anni, marocchino. Altre due morti sul lavoro che allungano un bilancio già tragico, da mille caduti all’anno nel nostro Paese.
La capotreno Maria Pansini
E così ieri i ferrovieri hanno fermato l’Italia. Per ricordare a tutti che non c’è sicurezza nei luoghi di lavoro. Perché ogni volta brucia di più, in ogni disastro o incidente. Come a Piacenza, Trevalcore, Viareggio, Pioltello, Brandizzo. E ora Corigliano.
Si possono fare scioperi senza preavviso
«La legge 146, voluta dai sindacati, prevede che quando ci sono questioni di sicurezza, come a Brandizzo o a Pioltello, si possono fare scioperi anche senza preavviso perché viene messo in discussione un diritto fondamentale dei lavoratori e anche dei passeggeri: il diritto alla sicurezza, appunto», spiega Stefano Malorgio, segretario generale della Filt Cgil.
«L’adesione altissima, quasi totale allo sciopero e quindi gli inevitabili disagi, ce li aspettavamo: c’è grande sgomento tra i lavoratori, in una fase in cui tra l’altro dobbiamo rinnovare il contratto».
I precedenti di Salvini
Quel che i sindacati non si aspettavano è la continua e reiterata opposizione del ministro Salvini. «Era già successo a luglio due volte quando ha ridotto lo sciopero dei dipendenti di Trenitalia e poi quello dell’handling: scioperi unitari di Cgil, Cisl e Uil», racconta Malorgio.
«Poi il 17 novembre contro lo sciopero generale di Cgil e Uil, usando la commissione di garanzia come pretesto e andando oltre. A luglio era il caldo. A novembre era il traffico, lo smog, il turismo. Motivazioni assurde per precettare, quando la legge dice che si può fare in casi e per motivazioni ben circoscritte».
L’attacco al diritto di sciopero
La precettazione è stata impugnata al Tar. Il timore dei sindacati, soprattutto di Cgil e Uil, è che Salvini voglia soffocare il diritto costituzionale allo sciopero. «Quando ci ha incontrati ha detto chiaro: “Gli scioperi di 24 ore con me non sono consentiti”», racconta Malorgio.
«La legge invece li autorizza, nel rispetto delle fasce di garanzia e dei servizi minimi per la sicurezza. Noi rispettiamo la legge, Salvini no: scandaloso che anziché prevenire gli scioperi aumentando la sicurezza, si limiti a dimezzarli. In nessun Paese civile il diritto di sciopero, da noi ben più stringente che altrove, viene impedito. Scandaloso anche il silenzio della premier Meloni».
La sicurezza ferroviaria definanziata dal Pnrr
I sindacati ricordano che tra le opere definanziate dal Pnrr ci sono anche quelle per la messa in sicurezza del sistema di gestione del traffico ferroviario (Ertms): 504 milioni. Salvini assicura che presto Rfi «investirà e metterà a gara i 500 milioni per i sistemi di sicurezza sui passaggi a livello».
Anche se, aggiunge il ministro, «la normativa non prevede su tratte come quelle di Corigliano altri interventi per la sicurezza». Forse per questo, lo sciopero di ieri era irragionevole.