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Roberto Ghiselli: “L’Inps è di tutti, non uno strumento dei politici. Servono vertici autonomi”

Il presidente del Civ parla della fase di stallo dell’Istituto, commissariato da sette mesi: “Sbaglia chi lo considera un mezzo per dettare l’agenda al governo”
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ROMA — Dopo sette mesi dal commissariamento per decreto legge, l’Inps è ancora senza guida. Mancano presidente, cda e nuovo direttore generale. Fratelli d’Italia e Lega si contendono le poltrone, senza trovare una quadra. I nomi in lizza ora sembrano Gabriele Fava, giuslavorista e già commissario di Alitalia, vicino al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. E Gian Luca Gregori, rettore del Politecnico delle Marche, in orbita meloniana. «L’Inps è un patrimonio del Paese che ha bisogno di competenze per garantire servizi di qualità», dice Roberto Ghiselli, presidente del Civ di Inps, il Consiglio di indirizzo e vigilanza che rappresenta le parti sociali e quindi sindacati e imprese.

Presidente, l’Inps è ostaggio della politica? Come si…

ROMA — Dopo sette mesi dal commissariamento per decreto legge, l’Inps è ancora senza guida. Mancano presidente, cda e nuovo direttore generale. Fratelli d’Italia e Lega si contendono le poltrone, senza trovare una quadra. I nomi in lizza ora sembrano Gabriele Fava, giuslavorista e già commissario di Alitalia, vicino al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. E Gian Luca Gregori, rettore del Politecnico delle Marche, in orbita meloniana. «L’Inps è un patrimonio del Paese che ha bisogno di competenze per garantire servizi di qualità», dice Roberto Ghiselli, presidente del Civ di Inps, il Consiglio di indirizzo e vigilanza che rappresenta le parti sociali e quindi sindacati e imprese.

Presidente, l’Inps è ostaggio della politica? Come si spiega questo stallo nelle nomine?

«Inps è la più grande infrastruttura sociale d’Europa. Amministra un bilancio che supera i 500 miliardi ed eroga ogni anno 350 miliardi di servizi. Deve agire in autonomia, con l’unico vincolo della legge. E rispondere solo ai cittadini e alle imprese. Non è uno strumento della politica».

Eppure da mesi si rincorrono solo voci di spartizione delle poltrone.

«È importante rimanere sempre all’interno del sistema di regole fissato dalla normativa che definisce quali sono gli organi dell’Istituto e quale ruolo svolgono, ovvero l’erogazione delle prestazioni ai cittadini. Sbaglia anche chi guarda all’Istituto come a un mezzo per dettare l’agenda alla politica. Nella storia recente, su questo fronte, si è qualche volta debordato. L’Inps garantisce tutele e diritti a tutti, soprattutto alle categorie sociali più deboli. Questo è anche un motivo di orgoglio per chi ci lavora con passione».

Teme un nuovo vertice politicizzato?

«L’Inps ha un sistema di governance “duale”. Il Civ è espressione delle parti sociali che rappresentano imprese e lavoratori: approva i bilanci e tutti i piani pluriennali e delinea le linee strategiche. Il Cda e il direttore generale sono invece nominati dal governo e a loro spetta l’amministrazione e la gestione. Questo modello di governance trova le sue ragioni nel fatto che l’Inps è finanziata principalmente dai contributi versati ogni mese da lavoratori e imprese. Su chi sono i soggetti della rappresentanza non si può dunque fare confusione».

Eppure le parti sociali non hanno avuto alcun ruolo nella giornata conclusiva di celebrazione dei 125 anni dell’Inps. Nessun rappresentante di imprese o sindacati ha parlato. Lo ritiene un vulnus? Un avviso?

«Il coinvolgimento delle parti sociali e dei patronati negli eventi collegati a queste celebrazioni poteva in effetti essere maggiore perché grazie al dialogo con questi importanti protagonisti si riesce a comprendere meglio il percorso fatto e la direzione verso cui è giusto andare».

Come si spiega la presenza, tra i relatori, di Rosario De Luca, presidente dei consulenti del lavoro e marito della ministra Calderone, e di Mario Vattani, il “console fascio-rock” che suonava sul palco di Casa Pound?

«Ho apprezzato molto l’apertura di queste celebrazioni, il 3 marzo, con la splendida lectio magistralis di Silvana Sciarra, presidente della Corte costituzionale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ha rimarcato il senso profondo della missione di un ente che è al servizio del Paese».

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