Economia

L’AI s’è desta: arriva il supercomputer di Fastweb per sviluppare un ChatGPT italiano

I chip di Nvidia sono i più avanzati per addestrare e operare i grandi modelli linguistici di Intelligenza artificiale

I chip di Nvidia sono i più avanzati per addestrare e operare i grandi modelli linguistici di Intelligenza artificiale

 (reuters)

La società attiverà il primo calcolatore del nostro Paese con i potenti chip Nvidia: aziende e Pa lo potranno utilizzare per sviluppare le loro applicazioni, ma servirà anche ad addestrare un modello linguistico tricolore. Il principio della “sovranità nazionale” e la strizzata d’occhio al piano del governo sull’AI

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In un mondo delle telecomunicazioni in crisi di margini e utili, Fastweb prova a lanciarsi nella corsa all’oro dell’Intelligenza artificiale. E lo fa acquistando un supercomputer Nvidia, la fuoriserie delle macchine per addestrare e operare i grandi sistemi linguistici come quello alla base di ChatGPT, che sarà il primo del suo genere in Italia. La potenza di calcolo di questo supercomputer verrà messa a disposizione dei clienti, sia privati che Pubblica amministrazione, per sviluppare le loro applicazioni di AI. Ma Fastweb la userà anche per addestrare un fratellino minore di ChatGPT di “madrelingua” italiana, in teoria meglio attrezzato per padroneggiare le sfumature dell’idioma nazionale rispetto ai concorrenti di passaporto americano. Il progetto cavalca la tendenza economico-politica del tempo, che mette al primo posto la “sovranità nazionale” su dati e infrastrutture chiave. E si candida così ad essere uno dei poli del progetto di rete italiana dei supercomputer annunciato dal governo Meloni, che dovrebbe prendere forma nei prossimi mesi.

Le fuoriserie di Nvidia

Nel dettaglio, Fastweb ha annunciato di aver acquistato un sistema SuperPod composto da 31 stazioni di lavoro DGX Nvidia, ognuna delle quali contiene otto processori H100, per un totale di 248 chip. Si tratta di alcuni tra i microprocessori più avanzati della società americana, che grazie alla capacità di gestire una molteplicità di calcoli in parallelo si sono imposti negli ultimi mesi come l’infrastruttura alla base dei modelli di Intelligenza artificiale generativa sviluppati dai colossi americani del settore, da OpenAI, a Google a Meta. Sull’onda della AI-mania è scattata una corsa globale ad accaparrarsi questi chip, che ha visto muoversi grandi Stati come l’Arabia Saudita e società come la telco francese Iliad, che qualche mese fa ne ha acquistati un migliaio investendo 200 milioni di euro per creare il più potente supercomputer europeo per l’AI generativa. La macchina di Fastweb, che verrà installata in un data center in Lombardia alimentato per intero da fonti rinnovabili e dovrebbe essere operativa nella prima parte del 2024, ha un numero di processori – e quindi una potenza di calcolo - più limitata. Ma considerato che ognuno di essi costa decine di miglia di dollari l’investimento complessivo, che per ora la società non comunica, dovrebbe essere di alcune decine di milioni.

L’AI come servizio

Cosa farà Fastweb con questo supercomputer? Per prima cosa venderà l’accesso all’infrastruttura “come un servizio” ai clienti che vogliono utilizzare l’Intelligenza artificiale generativa. I campi di applicazione sono i più svariati, dalla ricerca, ai servizi finanziari, all’interazione con i clienti, e appoggiarsi su una infrastruttura italiana garantisce che i dati restino sempre sul territorio nazionale. “Fastweb rafforza la propria vocazione di abilitatore della trasformazione digitale del Paese e mette le basi per consentire lo sviluppo di servizi di Intelligenza artificiale attraverso un approccio di sovranità nazionale e sostenibilità”, ha detto il Ceo della società Walter Renna.

Parla come mangi

E in questa ottica di una AI “tricolore” va anche il progetto di sviluppare – grazie alla piattaforma che la stessa Nvidia mette a disposizione dei clienti – il primo grande modello linguistico addestrato nativamente in lingua italiana. Il tema non è secondario, visto che diversi studi hanno mostrato come il fatto di essere progettati e sviluppati da aziende americane, si potrebbe dire di “pensare” in inglese, renda ChatGPT e i suoi fratelli molto più competenti in quella lingua rispetto agli altri idiomi. Difficilmente il modello di Fastweb sarà in grado di competere alla frontiera della comprensione linguistica con gli stupefacenti modelli americani, ma faticherà a giocarsela anche con i più piccoli sfidanti europei (la francese Mistral, la tedesca Aleph Alpha), che dalla loro hanno squadre di ingegneri preparatissimi e finanziamenti da centinaia di milioni se non miliardi di dollari. Fastweb però scommette che possa essere comunque competitivo per chi cerca applicazioni meno sofisticate ma con la capacità di “cattura sfumature della lingua italiana e della specificità culturale nazionale”.

Il progetto del governo Meloni

La multinazionale si candida così anche ad essere uno dei soggetti privati coinvolti nella strategia nazionale per l’AI annunciata dal governo, che dovrebbe essere mesa su bianco – con relativi fondi – nelle prossime settimane, in tempo per farne uno dei temi chiave del G7 a presidenza italiana. Uno dei capitoli già annunciati, che dovrebbe replicare quanto fatto con il cloud nazionale e analoghi progetti di Svizzera e Regno Unito, sarà la creazione di una rete nazionale dei supercomputer, con al centro il grande calcolatore di Leonardo a Bologna – che al suo interno ha dei processori Nvidia della generazione precedente, gli A100 – e a fianco altri soggetti pubblici e aziende partner. Fastweb, che insieme ad Aruba aveva vinto la gara Pnrr per il cloud nazionale, salvo poi vederlo assegnato in maniera illegittima alla cordata alternativa composta da Tim, Leonardo e Cdp, proverà ad entrare in questa nuova partita.

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