✕

Manovra, ultimo round. Ma si litiga sul “tesoretto”

(ansa)

Ascolta l'audio

In arrivo le modifiche. Tensione nella maggioranza per i cento milioni tagliati alle forze politiche
2 minuti di lettura

ROMA - La manovra è appesa a 50 milioni. Quelli della “mancia” che il governo ha promesso ai parlamentari. Dovevano essere cento, ma la metà è stata spostata all’ultimo minuto, sugli aumenti per le forze dell’ordine.

Tutti soddisfatti nella maggioranza, per il segnale. Ma insieme ai festeggiamenti sono arrivati anche i malumori, quando è maturata la consapevolezza che la dote per le modifiche si è rimpicciolita. E così domenica, i capigruppo e i relatori hanno passato la giornata al telefono per aggiornare la lista delle richieste alla vigilia della settimana decisiva in commissione Bilancio, al Senato.

Fonti di maggioranza raccontano che il governo avrebbe già garantito il ripristino dei 50 milioni tagliati al “tesoretto”. Ma si tratterebbe di …

ROMA - La manovra è appesa a 50 milioni. Quelli della “mancia” che il governo ha promesso ai parlamentari. Dovevano essere cento, ma la metà è stata spostata all’ultimo minuto, sugli aumenti per le forze dell’ordine.

Tutti soddisfatti nella maggioranza, per il segnale. Ma insieme ai festeggiamenti sono arrivati anche i malumori, quando è maturata la consapevolezza che la dote per le modifiche si è rimpicciolita. E così domenica, i capigruppo e i relatori hanno passato la giornata al telefono per aggiornare la lista delle richieste alla vigilia della settimana decisiva in commissione Bilancio, al Senato.

Fonti di maggioranza raccontano che il governo avrebbe già garantito il ripristino dei 50 milioni tagliati al “tesoretto”. Ma si tratterebbe di risorse in conto capitale, per gli investimenti. Non soldi “freschi”. Un mix che non piace a Fratelli d’Italia. Perché - è la critica che trapela - gli accordi erano altri e cioè cento milioni in spesa corrente, di fatto liberi da vincoli. Da dividere sì con le opposizioni, ma comunque facilmente spendibili.

"La differenza è sostanziale, i patti erano altri”, chiosa una fonte parlamentare del partito di Giorgia Meloni. FdI non farà le barricate, ma l’insofferenza non viene nascosta.

In casa Forza Italia, invece, la traccia è quella della preoccupazione, per il reintegro dei fondi spostati altrove. Gli azzurri vogliono essere sicuri che alla fine le risorse ammonteranno in tutto a 100 milioni l’anno, dal 2024 al 2026, come Palazzo Chigi aveva promesso: poco conta la distinzione tra investimenti e spesa corrente, l’importante è che l’importo della scorta ritorni al livello iniziale.

Anche perché, e qui i timori aumentano, è sui 100 milioni che si regge la spartizione concordata, nelle retrovie, con Pd, M5S, Italia Viva e Avs.

Già i fondi sono ritenuti insufficienti dalle opposizioni: se poi ballano o comunque cambiano, in parte, connotazione, il rischio è rimettere in discussione una bozza di intesa che assegna 60 milioni alla maggioranza e 40 al fronte opposto. Un problema enorme per la Finanziaria impantanata a Palazzo Madama. Più l’accordo sul “tesoretto” ritarda, più a rilento procede l’iter in commissione.

Dove oggi è atteso un emendamento sugli investimenti che dovrebbe indicare "una diversa strutturazione dei costi per il Ponte sullo Stretto a carico dello Stato e delle Regioni”, stando a quanto riferito mercoledì scorso dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.

Ma la partita è ancora lunga. Nei prossimi giorni sono attesi altri emendamenti, quelli dei relatori. Altre modifiche, altre intese da trovare nella maggioranza. Con il fiato sul collo perché l’aula del Senato aspetta la manovra il 18 dicembre, tra una settimana.

Il testo deve arrivare dalla commissione Bilancio, dove oggi pomeriggio si proverà ad avviare l’illustrazione degli emendamenti. Ma le incognite sono ancora troppe per andare oltre.

E così, nelle ultime ore, nel governo si è fatta sempre più forte la convinzione che bisognerà riaprire l’aula della Camera tra Natale e Capodanno, per il via libera definitivo alla Finanziaria. Doveva essere la manovra sprint. È diventata la manovra al rallentatore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi i commenti