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“Addio posto fisso i freelance cambieranno il mondo”

Hayden Brown

 (reuters)
“Oggi le persone vogliono flessibilità e controllo su come, dove e per chi lavorano e declinano i percorsi di carriera in modo nuovo”, dice la manager al vertice della start up Upwork, che il prossimo anno raggiungerà il punto di pareggio. “Millennials e Gen Z sono autonomi e meno legati all’azienda, la loro sicurezza è il bagaglio di competenze”
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Il mondo del lavoro sta cambiando. Il contratto sociale tra datori e dipendenti si è alterato e le nuove generazioni ne pagano il prezzo. Sono passati i tempi in cui la maggior parte delle persone entrava in età acerba in azienda e ci restava fino alla pensione. Nel 2027, secondo le previsioni di Statista, il 51% della forza lavoro statunitense sarà freelance. Secondo i dati Resume Builder, negli Usa, il 40% delle imprese sta assoldando freelance in sostituzione dei licenziamenti e il 53% ha convertito posizioni a tempo pieno in figure a contratto. Ne è consapevole Hayden Brown, 37 anni, da gennaio 2020 amministratrice e presidente di Upwork, la più grande piattaforma globale di freelance online, che mette in contatto imprese e liberi professionisti. «Le persone vogliono flessibilità e controllo su come, dove e per chi lavorano e declinano i percorsi di carriera in modo nuovo», dichiara, convinta che il miraggio di un impiego in ufficio 9-17 sia tramontato. «I Millennials e la Gen Z h…

Il mondo del lavoro sta cambiando. Il contratto sociale tra datori e dipendenti si è alterato e le nuove generazioni ne pagano il prezzo. Sono passati i tempi in cui la maggior parte delle persone entrava in età acerba in azienda e ci restava fino alla pensione. Nel 2027, secondo le previsioni di Statista, il 51% della forza lavoro statunitense sarà freelance. Secondo i dati Resume Builder, negli Usa, il 40% delle imprese sta assoldando freelance in sostituzione dei licenziamenti e il 53% ha convertito posizioni a tempo pieno in figure a contratto. Ne è consapevole Hayden Brown, 37 anni, da gennaio 2020 amministratrice e presidente di Upwork, la più grande piattaforma globale di freelance online, che mette in contatto imprese e liberi professionisti. «Le persone vogliono flessibilità e controllo su come, dove e per chi lavorano e declinano i percorsi di carriera in modo nuovo», dichiara, convinta che il miraggio di un impiego in ufficio 9-17 sia tramontato. «I Millennials e la Gen Z hanno un’idea di empowerment personale intorno al quale costruire la carriera. Sono autonomi e meno legati all’azienda; la loro sicurezza si fonda su un personale portfolio di competenze». A causa della nuova necessità, figlia anche della pandemia, di riappropriarsi del controllo sul proprio lavoro, «non stupisce che l’attività freelance cresca, e con essa Upwork», dove 10 mila diversi skill, in più di 180 Paesi, vengono incrociati tra domanda e offerta di milioni di professionalità (il 73% con una laurea) e imprese.

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Le priorità davanti al lavoro

Nel suo profilo su X, Brown definisce le sue passioni: la tecnologia e l’educazione delle sue figlie (6 e 8 anni) a essere forti. «Il lavoro è importante – dichiara – ma la famiglia, la salute e la felicità devono venire prima». Figlia di un padre che, negli anni ’60, si è arruolato nei Peace Corps in Nepal, e di una madre impegnata in progetti di empowerment femminile, Hayden, nata in una cittadina del Massachusetts, ha vissuto parte della sua infanzia a Kathmandu dove i suoi lavoravano nella cooperazione internazionale, «per cambiare il mondo». «I miei genitori hanno istillato in me l’importanza dell’avere, nella vita, un impatto sugli altri. Fare la differenza rientra nell’etica che ho ereditato». Nonostante un imprinting votato al no profit, una volta laureata in Scienze Politiche a Princeton, al debutto nel mondo del lavoro, si è rivolta al privato, iniziando la carriera come analista a McKinsey. «Attraverso l’esperienza dei miei genitori, nelle Ong, ne avevo visto le luci ma anche le ombre in termini di burocrazia, lentezza decisionale e limiti nell’accesso ai talenti» È quindi persuasa che, nel mondo delle imprese, può incidere ancor più profondamente nella vita delle persone.

Una volta, durante gli anni a McKinsey, un superiore le restituì un feedback severo, criticandola per il suo approccio con i clienti non abbastanza aggressivo. Lei, nonostante la giovane età, decise che quello non sarebbe stato il suo stile e che avrebbe trovato modalità alternative per raggiungere gli obiettivi. Su Linkedin si descrive «fortemente impegnata nell’avanzamento di donne e minoranze, nella leadership d’impresa e tecnologica e nella costruzione di uno spazio di lavoro inclusivo».

I passi fatti in 12 anni

Nel 2007 è approdata in Microsoft dove si è occupata delle strategie m&a, seguendo grosse operazioni tra cui l’offerta da 45 miliardi di dollari su Yahoo e l’investimento da 240 milioni in Facebook. Alla ricerca di un lavoro orientato a una missione, nel 2011, dopo aver sostenuto colloqui con 60 aziende nella Bay Area di San Francisco, ha accettato l’offerta dell’allora start up Upwork, accogliendo la sfida «di convincere le imprese a fidarsi del lavoro online». In questi 12 anni è stata responsabile prodotto, design e marketing, fino a raggiungere il vertice dove riceve un compenso annuo di 8,47 milioni di dollari (6,5% di stipendio e 93,5% di stock option della società, di cui detiene lo 0,8%). Il suo patrimonio è stimato a 28 milioni di dollari, una cifra ben lontana dal bilancio familiare della sua infanzia, quando con i genitori faceva vacanze squattrinate in tenda, in giro per il mondo «campeggiando nel giardino di qualcuno». Upwork, apprezzata dagli utenti per la libertà e la flessibilità delle offerte, viene criticata per le tariffe elevate richieste dalla piattaforma, per l’eccessiva concorrenza tra freelance e per i ritardi nei pagamenti. Ha chiuso il 2022 con ricavi di 618 milioni di dollari e una perdita netta di 90 milioni. Per quest’anno le previsioni sono per una crescita del fatturato a 680 milioni e un ritorno alla redditività nel secondo semestre.

Un futuro nell’AI

Diventare leader nei lavori legati all’intelligenza artificiale è l’obiettivo di Brown. «Nel secondo trimestre 2023 la crescita delle offerte legate all’AI è stata del 1000%, mentre le ricerche in quest’ambito sono aumentate del 1300%» riferisce parlando di tassi «inimmaginabili» e individuando «un ambito di vera forza e crescita rapidissima» in un mercato ancora agli albori che coinvolge non solo imprese e professionisti della tecnologia ma anche competenze nelle traduzioni, nel design e nei servizi creativi che utilizzano l’intelligenza artificiale per migliorare qualità e velocità dei loro prodotti. Brown a otto anni creò la sua prima impresa: si chiamava “Hayden’s house cleaning” e forniva, per un o due dollari all’ora, piccoli servizi per il vicinato: un aiuto a un anziano nel riporre la spesa, una mano a genitori affannati. Il lavoro di quel tempo «mi consentiva, la domenica, di comprarmi il gelato e di sentirmi grande». E quello di oggi? «Mi consente di rendere il mondo un posto migliore per lavorare, un freelance alla volta».

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