Blitz nella maggioranza per dare il via libera alla direttiva Ue sull’efficientamento energetico: l’Italia taglierà i consumi dell’1,9%
di Antonio FraschillaRoma — Un blitz di Forza Italia, ma con la regia di una manina a Palazzo Chigi. Obiettivo? recepire senza fare tanto clamore la contestata direttiva europea sull’efficientamento energetico che impone di ridurre i consumi, soprattutto delle imprese e della pubblica amministrazione, dell’1,9 per cento al 2030 in tutto il Paese.
Fratelli d’Italia e Lega avevano contestato lo scorso autunno la direttiva approvata all’Europarlamento e che fissa il 2025 come data ultima per il recepimento: pena una procedura di infrazione da parte di Bruxelles. Ma la maggioranza di centrodestra e il governo Meloni se da un lato formalmente hanno contestato la direttiva, nel concreto provano adesso a recepirla subito senza fare troppa pubblicità.
In questi giorni è…
Roma — Un blitz di Forza Italia, ma con la regia di una manina a Palazzo Chigi. Obiettivo? recepire senza fare tanto clamore la contestata direttiva europea sull’efficientamento energetico che impone di ridurre i consumi, soprattutto delle imprese e della pubblica amministrazione, dell’1,9 per cento al 2030 in tutto il Paese.
Fratelli d’Italia e Lega avevano contestato lo scorso autunno la direttiva approvata all’Europarlamento e che fissa il 2025 come data ultima per il recepimento: pena una procedura di infrazione da parte di Bruxelles. Ma la maggioranza di centrodestra e il governo Meloni se da un lato formalmente hanno contestato la direttiva, nel concreto provano adesso a recepirla subito senza fare troppa pubblicità.
In questi giorni è in votazione alla Camera il dl «delega al governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea». L’accordo tra i partiti di maggioranza era quello di non presentare emendamenti. Ma ad un tratto i due relatori di maggioranza, la deputata di FdI Lucrezia Mantovani e il collega della Lega Stefano Candiani, scorrendo il fascicolo degli emendamenti ne hanno trovato uno firmato dalla deputata di Forza Italia Cristina Rossello: un testo brevissimo che prevede il recepimento della «direttiva UE 2023/1791».
Tra l’altro un recepimento senza alcuna modifica, come invece hanno fatto altri Paesi, ad esempio la Francia, che hanno accolto la direttiva allungando alcune scadenze proprio per evitare di mettere sotto pressione il sistema produttivo e rischiare poi sanzioni. La direttiva prevede per gli Stati membri una riduzione dei consumi energetici dell’11,7 per cento entro il 2030 in tutta l’area Ue: per l’Italia la riduzione annuale del consumo energetico deve arrivare all’1,9 per cento, ma potrà escludere trasporti pubblici e forze armate.
L’Italia dovrà ristrutturare ogni anno almeno il 3 per cento della superficie totale degli immobili di proprietà di enti pubblici e anche le imprese dovranno ridurre i consumi investendo in parte loro capitali e in parte accedendo a un pacchetto di incentivi: ad esempio le aziende con un consumo annuo medio di energia superiore a 23 Gigawattora dovranno avviare un piano di rientro del 3 per cento entro 4 anni, mentre le aziende che consumano circa 2,8 Gigawattora avranno solo tre anni di tempo. Insomma, una rivoluzione che tocca tutto il settore produttivo e anche della pubblica amministrazione.
Sia Candiani sia Mantovani sono saltati su dalla sedia quando hanno visto l’emendamento e dal ministero dell’Ambiente hanno detto di non sapere nulla. Alla Camera si vocifera di un testo arrivato direttamente da Palazzo Chigi attraverso Forza Italia. Ancora Matteo Salvini non è stato messo a conoscenza di quanto accaduto: ma si annunciano già nuove tensioni in maggioranza. La votazione del testo è attesa in settimana.