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Serie e film italiani con la valigia: più del 51% le opere realizzate con coproduzioni estere

Una ricerca Anica e Apa fotografa come nel triennio 2020-2022 è arrivato a 103 milioni di euro il valore complessivo degli aiuti stranieri per opere cinematografiche e televisive, un più 49% rispetto ai 3 anni precedenti. E il made in Italy trionfa grazie alle nuove relazioni internazionali
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ROMA – Serie e film italiani i più amati dagli italiani e non solo. Con un trucco però. Farli viaggiare fuori dai confini ed entrare così a far parte delle coproduzioni internazionali. Una ricerca presentata oggi da Anica e Apa fotografa come proprio le coproduzioni che mettono insieme più Paesi ricoprono un ruolo fondamentale anche per l’Italia. Di più. Risultano di fatto il primo motore della circolazione estera dei titoli audiovisivi italiani. Considerando, infatti, i valori medi relativi ai trienni 2017-2019 e 2020-2022, si registra un incremento del 51% delle opere realizzate insieme a produttori esteri, con un aumento significativo del numero di Paesi coinvolti: 25 all’anno nel triennio 2020-2022, contro i 16 del triennio 2017 – 2020. Nel triennio 2020-2022 è arrivato a 103 milioni di euro il valore complessivo degli apporti esteri (da parte di produttori in posizione minoritaria e paritaria) per opere cinematografiche e televisive, addirittura un più 49% rispetto ai 69 milioni…

ROMA – Serie e film italiani i più amati dagli italiani e non solo. Con un trucco però. Farli viaggiare fuori dai confini ed entrare così a far parte delle coproduzioni internazionali. Una ricerca presentata oggi da Anica e Apa fotografa come proprio le coproduzioni che mettono insieme più Paesi ricoprono un ruolo fondamentale anche per l’Italia. Di più. Risultano di fatto il primo motore della circolazione estera dei titoli audiovisivi italiani. Considerando, infatti, i valori medi relativi ai trienni 2017-2019 e 2020-2022, si registra un incremento del 51% delle opere realizzate insieme a produttori esteri, con un aumento significativo del numero di Paesi coinvolti: 25 all’anno nel triennio 2020-2022, contro i 16 del triennio 2017 – 2020. Nel triennio 2020-2022 è arrivato a 103 milioni di euro il valore complessivo degli apporti esteri (da parte di produttori in posizione minoritaria e paritaria) per opere cinematografiche e televisive, addirittura un più 49% rispetto ai 69 milioni di euro registrati nel triennio 2017 – 2019.

Crescono le opportunità

«Continua il trend positivo per l’esportazione dei film italiani, a conferma della qualità delle nostre produzioni – spiega il presidente Anica Francesco Rutelli – deve essere considerato non come un punto d’arrivo, ma di partenza, per sviluppare ulteriori opportunità, in particolare per le coproduzioni internazionali. Occorre attrarre nuovi investitori e lavorare a prodotti con una sempre maggiore vocazione all’esportazione. I film italiani sono un prezioso strumento contemporaneo e per la promozione del made in Italy».

La fotografia degli ultimi 5 anni

Complessivamente e sulla base di dati in continuo aggiornamento, si stima che il numero di serie e film italiani prodotti nel 2022 con una qualche circolazione estera si collochi tra i 183 (stima minima) e i 203 (stima massima), per un valore complessivo legato all’export che si attesta fra i 106 milioni di euro (stima minima) e i 156 milioni di euro (stima massima), in netta crescita rispetto ai dati relativi al 2017, quando la circolazione estera valeva quasi solo un terzo del valore attuale.

I fattori di crescita

Secondo la ricerca sono quattro i fattori che, tra il 2017 e 2022, hanno determinato una crescita dei volumi di produzione e di circolazione estera: l’incremento della domanda di titoli a livello mondiale; l’ingresso nel mercato degli operatori globali VoD, che hanno un ruolo sempre più importante nella produzione di serie e film di finzione, documentario e animazione; il Tax Credit che è stato esteso (dal 2017) alle produzioni video-televisive e poi potenziato a ridosso della pandemia Covid-19 e infine l’ingresso sul mercato di capitali esteri che hanno spinto le imprese nazionali in un contesto di più ampie e intense relazioni internazionali.

La necessità di non fermarsi

Attenzione però a non fermarsi. Lo studio avverte di come l’impatto di questi quattro elementi tenderà fisiologicamente a ridursi nei prossimi anni. Sarà fondamentale il confronto tra gli operatori del settore e le Istituzioni, al fine di continuare a sostenere il potenziamento delle capacità produttive e distributive della nostra industria e di favorire la crescita del valore economico e culturale che l’audiovisivo nazionale può portare all’Italia nel contesto internazionale. «APA è da sempre attenta e dedita all’analisi dei dati dell’audiovisivo - ha dichiarato la Presidente Chiara Sbarigia - dati che ci hanno mostrato in questi anni un settore in evoluzione, con una struttura industriale che sta diventando sempre più solida e anche competitiva sul mercato internazionale. Crediamo quindi che l’impatto dei nostri film e delle nostre serie all’estero possa e debba continuare a crescere. La circolazione delle opere italiane all’estero racconta l’identità e la storia italiana, veicola il valore culturale del nostro Paese, potenzia le nostre imprese e valorizza le eccellenze artistiche».

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