Economia

Mutui, così i tassi al picco hanno frenato il mercato immobiliare. Ora si aspetta la svolta Bce

Mutui, così i tassi al picco hanno frenato il mercato immobiliare. Ora si aspetta la svolta Bce
(ansa)

I dati Bankitalia hanno certificato costi di finanziamento ai massimi da 15 anni. Gli effetti della stretta monetaria hanno bisogno di tempo per scaricarsi in pieno sulle famiglie e le imprese

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I tassi di interesse dovrebbero aver raggiunto il picco, ma gli effetti della stretta monetaria della Bce – la più violenta della storia – non hanno ancora finito di scaricarsi su famiglie e imprese. Lo confermano gli ultimi dati sul costo del credito, relativi ad ottobre, pubblicati ieri dalla Banca d’Italia. Raccontano che il tasso medio dei mutui per l’acquisto di una casa (il Taeg, comprensivo delle spese), si è arrampicato al 4,72%, contro il 4,65% di settembre. Siamo ai livelli più alti da quasi 15 anni, denunciano le associazioni dei consumatori. Mentre il tasso dei prestiti alle aziende è arrivato al 5,46%, dal 5,35% del mese precedente. Solo il credito al consumo pare essersi stabilizzato: il 10,46% di ottobre rappresenta una riduzione di cinque centesimi.

Proprio ottobre è stato il mese in cui la Bce ha messo in pausa il rialzo dei tassi, arrivati al 4,5%. E nella riunione di giovedì prossimo Francoforte terrà la barra dritta, considerato che l’inflazione nell’eurozona sta scendendo rapida mentre l’economia galleggia appena sopra il livello recessione. I numeri avvalorano l’ipotesi di una stretta arrivata al picco, sufficiente a riportare l’inflazione all’obiettivo del 2%. Ma mercati e famiglie attendono ora indicazioni sul cambio di rotta, cioè il momento in cui la Bce inizierà a tagliare i tassi, con le colombe che spingono per anticipare, nel timore che la recessione si materializzi, e i falchi che chiedono di resistere, per paura di colpi di coda dei prezzi.

Di sicuro gli effetti collaterali di questa amara medicina non saranno facili da smaltire. I più pesanti sono per le famiglie che, prima dell’impennata del costo del denaro, avevano acceso un mutuo a tasso variabile: rispetto a gennaio del 2022 la rata è salita fino al 65% e secondo un’indagine di Facile.it sarebbero ben 200 mila i nuclei che non sono riusciti ad onorarne una. Oltre 90 mila famiglie poi dicono che, se i tassi restassero a questi livelli, non riuscirebbero a ripagare il debito. Per chi invece una casa la vorrebbe comprare ora il costo del mutuo è diventato il primo ostacolo: nei primi nove mesi dell’anno le compravendite di abitazioni in Italia sono scese del 10%, con un’incidenza molto più bassa di quelle finanziate, e a ottobre i prestiti alle famiglie sono diminuiti dell’1,1% su base annuale.

Il flusso di credito si è ridotto in modo ancora più deciso verso le imprese: -5,5% a ottobre. La frenata è un po’ più contenuta rispetto a settembre, ma dura da diversi mesi, mettendo in discussione i piani di investimento. Raffreddare l’economia è l’effetto desiderato della stretta monetaria. Congelarla, però, rischia di ritardare la ripartenza oltre il necessario.

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