Doppio progetto di Leonardo per la Difesa: carro armato europeo e il caccia Tempest
di Luca Pagni , Antonello GuerreraDa un lato «l’alleanza strategica» per lo sviluppo del primo carro armato frutto della collaborazione tra imprese europee. Dall’altra, la firma del primo trattato tra Italia, Regno Unito e Giappone per il progetto del caccia di ultima generazione Tempest. In entrambi i casi è coinvolto Leonardo, secondo gruppo della manifattura italiana per numero di dipendenti, nonché leader del settore Difesa, Sicurezza ed Aviazione.
Il tutto racchiuso in poche ore. Ieri pomeriggio a Roma è stato annunciata l’alleanza tra Knds, società franco-tedesca, con Leonardo. Obiettivo: la creazione di una joint venture per la creazione di un nuovo mezzo corazzato, all’interno del programma Main Battle Tank, che si basa sullo sviluppo del Leopard 2 tedesco. Leonard…
Da un lato «l’alleanza strategica» per lo sviluppo del primo carro armato frutto della collaborazione tra imprese europee. Dall’altra, la firma del primo trattato tra Italia, Regno Unito e Giappone per il progetto del caccia di ultima generazione Tempest. In entrambi i casi è coinvolto Leonardo, secondo gruppo della manifattura italiana per numero di dipendenti, nonché leader del settore Difesa, Sicurezza ed Aviazione.
Il tutto racchiuso in poche ore. Ieri pomeriggio a Roma è stato annunciata l’alleanza tra Knds, società franco-tedesca, con Leonardo. Obiettivo: la creazione di una joint venture per la creazione di un nuovo mezzo corazzato, all’interno del programma Main Battle Tank, che si basa sullo sviluppo del Leopard 2 tedesco. Leonardo avrà il ruolo di sviluppare la parte di digitalizzazione e delle componenti elettroniche. Il tutto compreso nel programma politico più ampio della nascita di una Difesa europea.
Nella notte, invece, la firma tra i governo di Roma, Tokyo e Londra sullo sviluppo del Tempest, a conferma dell’impegno preso dai tre Paesi un anno fa e che ora andrà al vaglio dei singoli parlamenti. Sinora Roma ha immesso oltre 7 miliardi di euro nel progetto. Prima di partire per il Giappone, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha parlato di «accordo favorevole all’Italia, altrimenti non andrei a firmarlo…».
In effetti, è il punto principale di questo passaggio: i tre Paesi partecipanti devono spartirsi la “torta” di investimenti, ricerca, brevetti, sviluppo, indotto. Che non riguarderà solo il “diamante” Tempest, la cui parte italiana è affidata a Leonardo, ma anche tutta la tecnologia avveniristica che ne scaturirà.
Oggi ne sapremo di più, ma pare che tutte le parti siano soddisfatte e abbiano raggiunto una intesa che assicuri a Italia, Regno Unito e Giappone una fetta del 33% ciascuno del progetto. Il quartier generale di Tempest/Gicap sarà a Londra mentre all’Italia spetterà la prima presidenza, a rotazione, di supervisione del progetto. Ancora dubbia l’apertura a potenziali nuovi partner come l’Arabia Saudita: gli inglesi spingono molto, mentre Italia e Giappone restano cauti.