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L’inflazione frena la corsa, e le famiglie tornano a spendere

Ripartono le vendite di elettrodomestici, auto e mobili. Ma sui consumi c’è ancora prudenza
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Rosaria Amato

ROMA — Il forte calo dei beni energetici continua a raffreddare l’inflazione, che a novembre si ferma allo 0,7% su base annua, tornando vicinissima ai livelli di febbraio 2021, prima che si innescasse la corsa dei prezzi. E rispetto a ottobre l’Istat rileva un calo dello 0,5%. Ma per le famiglie è presto per tirare un sospiro di sollievo: il “carrello della spesa”, costituito dai beni alimentari, per la cura della casa e della persona, viaggia ancora al ritmo del 5,4% annuo.

L’inflazione gioca un ruolo importante anche nel significativo aumento degli acquisti di beni durevoli registrato quest’anno dall’Osservatorio Findomestic, realizzato con Prometeia: in valore la crescita è del 9,4%, ma i volumi si fermano al 2,3%. Una crescita che comunque a fine 2023 farà raggiungere i 75 miliardi alla spesa delle famiglie, un record per i beni durevoli, che arrivano a quota 9,2% sul totale dei consumi, il livello massimo in 30 anni (nel 1993 era al 6,2%) con l’unica eccezione del…

Rosaria Amato

ROMA — Il forte calo dei beni energetici continua a raffreddare l’inflazione, che a novembre si ferma allo 0,7% su base annua, tornando vicinissima ai livelli di febbraio 2021, prima che si innescasse la corsa dei prezzi. E rispetto a ottobre l’Istat rileva un calo dello 0,5%. Ma per le famiglie è presto per tirare un sospiro di sollievo: il “carrello della spesa”, costituito dai beni alimentari, per la cura della casa e della persona, viaggia ancora al ritmo del 5,4% annuo.

L’inflazione gioca un ruolo importante anche nel significativo aumento degli acquisti di beni durevoli registrato quest’anno dall’Osservatorio Findomestic, realizzato con Prometeia: in valore la crescita è del 9,4%, ma i volumi si fermano al 2,3%. Una crescita che comunque a fine 2023 farà raggiungere i 75 miliardi alla spesa delle famiglie, un record per i beni durevoli, che arrivano a quota 9,2% sul totale dei consumi, il livello massimo in 30 anni (nel 1993 era al 6,2%) con l’unica eccezione del 9,4% del 2021, in una situazione però anomala, in cui molti servizi non erano accessibili per via della pandemia.

A dominare gli acquisti di beni durevoli di quest’anno sono le automobili, sia nuove che usate (rispettivamente +18,2 e +18,8%), un rimbalzo dovuto alle difficoltà dell’anno scorso, che aveva visto una forte riduzione dell’offerta, dovuta alla scarsità della componentistica. Il mercato della mobilità (che include anche le moto) nel 2023 vale 41 miliardi di fatturato. Eppure, spiega Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic, non riesce ancora a recuperare i livelli pre-Covid: «Una prima ragione è costituita dai forti aumenti di prezzi, si arriva fino al 34%. Ma anche per chi può permettersi una nuova auto, pesa l’incertezza tecnologica: se voglio acquistare un’ibrida non conosco le varie tipologie, se scelgo un’elettrica sono sempre di più le famiglie che dubitano che si tratti davvero di una soluzione ecologica, e poi ci sono tutti i problemi legati alla ricarica».

In moderato calo il settore casa, dove però tengono ancora grandi elettrodomestici e mobili, sostenuti dagli incentivi per le ristrutturazioni, mentre cala l’elettronica, in auge durante la pandemia, per far fronte alla Dad e allo smart working. Nel complesso però a spendere sono soprattutto le famiglie con redditi medio-alti che puntano all’alto di gamma, per esempio ad elettrodomestici a forte risparmio energetico. Il grosso delle famiglie è prudente: teme ancora l’inflazione, guarda con preoccupazione agli effetti delle guerre. «Quello che ci aspettiamo per il 2024 - conclude Bardazzi - è che prosegua il trend di rallentamento dei consumi iniziato a metà di quest’anno: il 45% delle famiglie lamenta problemi economici, 9 su 10 cercano di controllare le spese».

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