Assalto alla manovra. Forza Italia vuole la proroga del Superbonus. Maratona notturna per gli ultimi fondi
di Giuseppe ColomboROMA - Un blitz alla manovra. Insidioso per il governo perché il contenuto è “radioattivo”, come l’ha definito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Non è un inedito, la proroga del Superbonus invocata da Forza Italia. Ma nelle ultime ore l’assalto al Tesoro si è fatto più velenoso. Perché portato avanti a ridosso della maratona notturna al Senato, il momento più delicato per la Finanziaria che deve correre verso Montecitorio se vuole incassare il via libera definitivo entro la fine dell’anno.
L’ultimo in ordine di tempo è il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, a tornare alla carica. Proprio nella tana di Giorgia Meloni, Atreju: "Stiamo lavorando perché nella manovra o in altri provvedimenti, come quello sulle proroghe, ci po…
ROMA - Un blitz alla manovra. Insidioso per il governo perché il contenuto è “radioattivo”, come l’ha definito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Non è un inedito, la proroga del Superbonus invocata da Forza Italia. Ma nelle ultime ore l’assalto al Tesoro si è fatto più velenoso. Perché portato avanti a ridosso della maratona notturna al Senato, il momento più delicato per la Finanziaria che deve correre verso Montecitorio se vuole incassare il via libera definitivo entro la fine dell’anno.
L’ultimo in ordine di tempo è il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, a tornare alla carica. Proprio nella tana di Giorgia Meloni, Atreju: "Stiamo lavorando perché nella manovra o in altri provvedimenti, come quello sulle proroghe, ci possa essere una breve proroga per il Superbonus che riguarda condomini che hanno già compiuto il 70%dei lavori”, dice il vicepremier.
Un elemento di disturbo lo aveva già tirato fuori, sabato, il senatore di Forza Italia Dario Damiani, uno dei tre relatori alla legge di bilancio. "Vediamo se questa norma tecnica può entrare già nella manovra”, recita il tentativo di riaprire la partita alla vigilia del rush finale che prenderà il via oggi in commissione Bilancio, a partire dalle undici e mezza di sera.
Eppure Giorgetti, appena martedì, era stato chiaro. E perentorio. Due messaggi, uno a distanza di poche ore dall’altro, per sbarrare la strada a qualsiasi ipotesi di un allungamento del 110%. E così i parlamentari di Forza Italia avevano fatto un passo indietro, senza però rinunciare alla loro battaglia: la nuova opzione puntava dritto al decreto Milleproroghe.
Un tentativo che però non ha fatto i conti con i tempi di conversione in legge del provvedimento. Sono di fatto incompatibili con la norma “salva-lavori” per i condomini che chiedono gli azzurri. Quella che prevede un Sal straordinario per certificare l’avanzamento dei lavori nel 2023, salvaguardando così l’agevolazione piena.
Anche in casa Forza Italia si sono resi conto della forzatura e per questo Damiani è ritornato a ventilare l’ipotesi di inserire la mini-proroga all’interno della manovra. Ma il Tesoro non ha cambiato idea.
Fonti parlamentari raccontano di un Giorgetti "furioso" per la lettura che è stata data alle sue ultime dichiarazioni. Il titolare del Mef si è limitato a rispondere con un “vediamo, stiamo monitorando” alla domanda su un possibile inserimento della norma “salva-condomini” nel Milleproroghe, dopo aver paragonato il 110% a Chernobyl.
Una posizione che i forzisti hanno letto come un’apertura. Da qui il pressing, destinato però a schiantarsi. Ieri sera non c’era la parola Superbonus nel pacchetto degli emendamenti riformulati che sarà votato oggi dalla commissione. Né a via XX settembre tira aria di un ripescaggio con il Milleproroghe.
Ci saranno invece nuove micro-norme nel fascicolo delle proposte sottoscritte dai relatori di maggioranza. Le coperture saranno assicurate dalle tabelle ministeriali vigenti. Le risorse sono già a bilancio, collocate appunto nei fondi ministeriali: in pratica si darà un’assegnazione specifica a voci di spesa generiche o si rimoduleranno alcuni impegni già previsti per fare spazio alle nuove misure.
Le risorse aggiuntive, invece, sono quelle del “tesoretto” da 100 milioni. Sempre attingendo dalle tabelle dei ministeri, il governo recupererà 50 milioni, in conto capitale, per riportare la dote a 100 milioni (gli altri 50 sono per spesa corrente, soldi “freschi”).
Negli scorsi giorni, infatti, il “tesoretto” era stato dimezzato per assicurare 50 milioni agli aumenti per le forze dell’ordine. Anche le opposizioni avranno la loro parte: in tutto 40 milioni, che Pd, M5S, Italia Viva, Azione e Avs hanno deciso di travasare su un emendamento “rosso”, in favore delle donne vittime di violenza.
I fondi andranno al potenziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio. La segretaria dem Elly Schlein sfida la maggioranza: "Usi il tesoretto come noi”. Ma l’appello è destinato a rimanere inascoltato.
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