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Bankitalia, Panetta pesca in America: nel direttorio l’economista della Fed Chiara Scotti

Chiara Scotti, oggi alla Federal Reserve di Dallas, sarà il nuovo vice direttore generale di Bankitalia

 

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Per la sua prima nomina il governatore guarda all’estero: a prendere il posto di vice direttore generale sarà l’attuale direttrice della ricerca della Federal Reserve di Dallas. Lodigiana, 46 anni, esperta di politica monetaria, ha fatto tutta la carriera negli Usa
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ROMA – “Dobbiamo aprirci al cambiamento”, aveva scritto Fabio Panetta ai colleghi nel primo messaggio da governatore. E la sua prima decisione di peso, la nomina del nuovo vice direttore generale, è in linea con quel principio. Panetta ha chiamato nel direttorio a cinque, l’organo collegiale al vertice di Bankitalia, un’economista esterna alla banca. Scelta di rottura rispetto alle consuetudini di Via Nazionale e considerati i molti candidati interni con il curriculum per aspirare al grande salto. Si tratta di Chiara Scotti, esperta di macroeconomia e politica monetaria, attualmente vice presidente della Federal Reserve di Dallas, una delle dodici banche regionali che compongono il sistema della Banca centrale americana. La nomina andrà ora validata dal presidente della Repubblica e oltre a dare al direttorio un profilo più internazionale e anagraficamente più giovane, riequilibrerà anche la rappresentanza di genere. Scotti sarà la seconda donna su cinque membri, insieme all’altra vi…

ROMA – “Dobbiamo aprirci al cambiamento”, aveva scritto Fabio Panetta ai colleghi nel primo messaggio da governatore. E la sua prima decisione di peso, la nomina del nuovo vice direttore generale, è in linea con quel principio. Panetta ha chiamato nel direttorio a cinque, l’organo collegiale al vertice di Bankitalia, un’economista esterna alla banca. Scelta di rottura rispetto alle consuetudini di Via Nazionale e considerati i molti candidati interni con il curriculum per aspirare al grande salto. Si tratta di Chiara Scotti, esperta di macroeconomia e politica monetaria, attualmente vice presidente della Federal Reserve di Dallas, una delle dodici banche regionali che compongono il sistema della Banca centrale americana. La nomina andrà ora validata dal presidente della Repubblica e oltre a dare al direttorio un profilo più internazionale e anagraficamente più giovane, riequilibrerà anche la rappresentanza di genere. Scotti sarà la seconda donna su cinque membri, insieme all’altra vice direttore generale Alessandra Perrazzelli, avvocato chiamato dall’ex governatore Ignazio Visco nel 2019.

Da Lodi alla Federal Reserve

Originaria di Lodi, 48 anni, dopo una laurea in politica economica alla Bocconi di Milano Chiara Scotti ha vissuto tutta la sua carriera professionale negli Stati Uniti. Specializzazione e poi dottorato di ricerca in macroeconomia all’Università della Pennsylvania, poi subito dopo l’ingresso alla Federal Reserve nella sede centrale di Washington. Negli ultimi anni Scotti è stata consigliere speciale del vice governatore Richard Clarida, nominato da Trump nel 2018, quindi vice direttore della divisione sulla stabilità finanziaria. “Qui niente mi è precluso perché sono una donna, in passato invece ho dovuto spesso lavorare il doppio di un uomo per essere apprezzata allo stesso modo”, raccontava qualche tempo fa Scotti al quotidiano di Lodi Il Cittadino. Le sue ricerche si sono specializzate progressivamente sui temi della politica monetaria e della comunicazione delle Banche centrali, argomento che si è dimostrato centrale in questi ultimi mesi in cui i guardiani delle monete e dell’inflazione non sempre sono stati in grado di governare al meglio le aspettative dei mercati. Da quest’anno poi Scotti era passata alla Fed di Dallas, con il ruolo di vicepresidente e la guida della divisione di ricerca, oltre al ruolo di consigliere della presidente Lorie Logan.

Scelta di rottura

Scotti andrà a prendere il posto di Piero Cipollone, vice direttore generale che ha sostituito proprio Panetta nell’esecutivo della Bce a Francoforte. E si affiancherà agli altri quattro membri in carica del direttorio: Panetta, il direttore generale Luigi Federico Signorini e i due vice direttori Paolo Angelini e Alessandra Perrazzelli. Dopo la proposta del governatore, la nomina è stata deliberata all’unanimità dl consiglio generale di Bankitalia. E se molti si aspettavano da parte di Panetta un esordio cauto, attento a non scuotere la struttura, la nomina è decisamente un inedito. E’ vero che la stessa Perrazzelli veniva dall’esterno, ma in quel caso si trattava di un avvocato, un professionista dalle competenze diverse. Qui invece si guarda fuori per un profilo da economista che decisamente non manca all’interno di Via Nazionale, il cui ufficio studi è considerato il sancta sanctorum dell’istituto. In corsa per il direttorio, nelle scorse settimane, venivano dati Sergio Nicoletti Altimari, che guida proprio il dipartimento Economia e statistica, Luigi Cannari, a capo dei Sistemi di pagamento, Magda Bianco, che si occupa di Tutela della clientela, tutti economisti di peso, ma anche Gian Luca Trequattrini, uomo di struttura che come capo di gabinetto del direttorio ha lavorato a lungo con l’attuale governatore. E invece Panetta ha deciso di sparigliare le carte con un nome che, per curriculm e carriera, appare in linea con la sua visione per la nuova Bankitalia: più moderna e inserita in dinamiche che vanno oltre i confini italiani, ma anche quelli europei.

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