Manovra, primo via libera alle modifiche in Senato. Dalle pensioni al Ponte, tutte le novità
di Giuseppe ColomboROMA - L’ultimo voto sugli emendamenti arriva all'alba. Alle 5.43. E la manovra esce così dal tunnel notturno della commissione Bilancio del Senato. In mattinata, il mandato al relatore a riferire in Aula completa l’iter: il provvedimento dovrebbe arrivare mercoledì 20 dicembre. Così la seconda legge di bilancio del governo Meloni è pronta a correre verso l’emiciclo di Palazzo Madama, dove venerdì è chiamata alla prova della fiducia, prima del via libera finale.
Va di fretta, la Finanziaria. Ad attenderla c’è la Camera, che dovrà accendere il disco verde definitivo. Tra Natale e il 30 dicembre. A ridosso del burrone dell’esercizio provvisorio.
Tirati, i volti dei senatori che per tutta la notte hanno votato …
ROMA - L’ultimo voto sugli emendamenti arriva all'alba. Alle 5.43. E la manovra esce così dal tunnel notturno della commissione Bilancio del Senato. In mattinata, il mandato al relatore a riferire in Aula completa l’iter: il provvedimento dovrebbe arrivare mercoledì 20 dicembre. Così la seconda legge di bilancio del governo Meloni è pronta a correre verso l’emiciclo di Palazzo Madama, dove venerdì è chiamata alla prova della fiducia, prima del via libera finale.
Va di fretta, la Finanziaria. Ad attenderla c’è la Camera, che dovrà accendere il disco verde definitivo. Tra Natale e il 30 dicembre. A ridosso del burrone dell’esercizio provvisorio.
Tirati, i volti dei senatori che per tutta la notte hanno votato gli emendamenti alla Finanziaria. Doveva essere la manovra blindata in Parlamento. Così aveva giurato Giorgia Meloni. Da approvare entro il 15 dicembre, in tempi record.
E invece il governo si è ritrovato con il fiato corto. Obbligato ad intervenire per raddrizzare in corsa, seppure in parte, norme che si sono dimostrate subito frettolose. E azzardate. L’intervento più contestato: il taglio alle pensioni di 732 mila lavoratori pubblici in vent’anni. La correzione, quindi, per tamponare il danno. E per rispondere alle proteste di medici e infermieri, le più “calde”.
Pensioni. Il taglio e il salvataggio dei medici
Alla fine dal taglio si salvano tutti coloro che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia e anticipata entro il 31 dicembre di quest’anno. La tutela si estende anche a chi andrà in pensione di vecchiaia, a 67 anni, dal 2024 in poi.
Per i camici bianchi c’è un’ulteriore ciambella di salvataggio: per chi andrà in pensione anticipata dall’anno prossimo, il taglio è ridotto di un 36esimo per ogni mese in più al lavoro, fino ad azzerarsi con tre anni di lavoro in più.
I medici potranno restare al lavoro fino a 70 anni: sfuma invece all’ultimo minuto l’idea di allungare la permanenza sul posto di lavoro, sempre su base volontaria, a 72 anni. La scure colpisce invece tutti gli altri dipendenti pubblici che andranno in pensione anticipata: l’assegno sarà ridotto.
Il Ponte di Salvini
Tra le modifiche approvate dalla commissione Bilancio del Senato c’è anche una rimodulazione dei fondi stanziati dalla Finanziaria per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Punto a favore di Matteo Salvini, che ha insistito per garantire all’opera una copertura di 11,6 miliardi.
Non tutti, però, arriveranno dal bilancio dello Stato, come era scritto nella versione della manovra approvata dal Consiglio dei ministri il 16 ottobre. Lo Stato metterà sul piatto 9,3 miliardi, mentre 2,3 miliardi saranno a carico del Fondo di sviluppo e coesione: 718 milioni arriveranno dai ministeri, 1,6 miliardi invece da Calabria e Sicilia.
Affitti brevi. La cedolare secca sale al 26%
Si salva solo il primo immobile messo in affitto per brevi periodi (meno di un mese). In questo caso, l’aliquota della cedolare secca resta al 21%. Dalla seconda casa in poi, invece la tassa sale al 26%. Qui la bandierina la pianta Forza Italia, che ha spinto per salvare il primo immobile.
Ma l’aumento della cedolare non è la sola novità del pacchetto sulla casa. Rispunta l’Imu, l’imposta malvista dal centrodestra. Per 211 piccoli Comuni ci sarà più tempo per fissare le aliquote: solo per il 2023, le delibere saranno ritenute valide se inserite nel portale del federalismo fiscale entro il 30 novembre. Il termine per la pubblicazione è spostato al 15 gennaio 2024. Per i cittadini c’è il rischio di pagare di fatto una terza rata dell’Imu se la differenza, rispetto alle vecchie aliquote, sarà positiva.
Arriva anche uno stanziamento da 100 milioni per il disagio abitativo: verranno utilizzati per elaborare “modelli sperimentali di edilizia residenziale pubblica". Ok anche all’emendamento dei relatori che privilegia le famiglie numerose nell’erogazione delle garanzie statali per accendere il mutuo prima casa.
ll Tesoro ferma l’assalto sul Superbonus
Forza Italia ci ha provato fino all’ultimo minuto, ma nel pacchetto delle modifiche non è entrata la richiesta di un Sal straordinario per certificare l’avanzamento dei lavori nel 2023, salvaguardando così l’agevolazione piena. Appena qualche giorno fa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ricordato il costo del 110% per lo Stato: a fine anno supererà i 100 miliardi.
Le opposizioni unite: 40 milioni per la lotta alla violenza contro le donne
Pd, M5S, Italia Viva, Azione e Avs sottoscrivono un emendamento comune per destinare 40 milioni a misure per il contrasto alla violenza di genere. Dal potenziamento delle case rifugio e dei centri antiviolenza all’incremento del reddito di libertà per le donne vittime di violenza.
Sempre le opposizioni – con tre emendamenti riformulati di Pd, M5S e Iv - ottengono 2 milioni di risorse per il sequenziamento genetico per malattie rare e tumori. Non entra, lamenta il dem Nicita la proroga dello smart working per i lavoratori fragili nel pubblico. E’ invece bipartisan la modifica che dà il via libera all'aumento della dotazione per il fondo Alzheimer: 4,9 milioni di euro per il 2024 e 15 milioni sia per il 2025 che per il 2026.