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I simboli del Natale: dalla Coca Cola alla Esselunga, ecco chi c’è dietro il marketing delle Feste

Dietro Babbo Natale, le palline decorative e gli spot più famosi ecco svelati i nomi delle aziende che hanno ideato i miti del 25 dicembre. E quanto ci hanno guadagnato
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ROMA – Mentre sotto l’albero si discute del marketing di casa Ferragni non va dimenticato che il Natale è spesso proprio una questione di marketing. La musica che ci commuove? Il roboante “oh oh” di Babbo Natale? Tutto studiato a tavolino. Il Natale come colossale business in cui a festeggiare sono soprattutto le aziende.

A fare la fortuna del 25 dicembre – non a caso – sono da sempre le immagini simboliche: Babbo Natale in cima alla lista. I biglietti di auguri e le decorazioni appena un passo indietro. Le prime palline decorative furono ideate dal grande magazzino FW Woolworth che decise di produrle in Germania e di venderle a buon mercato. Ed è la bevanda meno invernale che ci sia – la Coca Cola - ad essere “responsabile” della figura di Babbo Natale come lo conosciamo tutti. Fu infatti il disegnatore Fred Mizen a realizzare il personaggio che diventò protagonista delle campagne di advertising Coca-Cola. Prima di allora, Santa Claus era raffigurato come un elfo, piccolo, magro e …

ROMA – Mentre sotto l’albero si discute del marketing di casa Ferragni non va dimenticato che il Natale è spesso proprio una questione di marketing. La musica che ci commuove? Il roboante “oh oh” di Babbo Natale? Tutto studiato a tavolino. Il Natale come colossale business in cui a festeggiare sono soprattutto le aziende.

A fare la fortuna del 25 dicembre – non a caso – sono da sempre le immagini simboliche: Babbo Natale in cima alla lista. I biglietti di auguri e le decorazioni appena un passo indietro. Le prime palline decorative furono ideate dal grande magazzino FW Woolworth che decise di produrle in Germania e di venderle a buon mercato. Ed è la bevanda meno invernale che ci sia – la Coca Cola - ad essere “responsabile” della figura di Babbo Natale come lo conosciamo tutti. Fu infatti il disegnatore Fred Mizen a realizzare il personaggio che diventò protagonista delle campagne di advertising Coca-Cola. Prima di allora, Santa Claus era raffigurato come un elfo, piccolo, magro e verde.

Le migliori campagne di sempre

Quali sono “The best Christmas marketing campaigns ever”? Ma soprattutto quelle che hanno reso di più alle aziende entrando nella storia del business? Sicuramente quella di Monty il pinguino simbolo delle pubblicità natalizie della catena britannica John Lewis nel 2014. Digital Uncovered aveva riferito che le vendite di John Lewis erano aumentate del 5,5% su base annua rispetto a un aumento del mercato medio dell'1,5% e che avevano anche registrato una settimana di vendite record, incassando per la prima volta 175 milioni di sterline. La campagna aveva prodotto un ROI di profitto di 7,44 sterline per ogni sterlina spesa e 141 milioni di entrate e generato 349 milioni di “impression”, in aumento del 320% rispetto all'anno precedente.

Anche Google ha saputo sfruttare l'amore del pubblico per i classici natalizi e la tendenza per tutto ciò che è nostalgico, con un tocco moderno. Un analisi AcuityAds di AdAge aveva rivelato che la campagna Home Alone Again era stata l’annuncio natalizio più visto del 2018, accumulando 70,7 milioni di visualizzazioni. McDonalds nel 2020 aveva ideato la storia di una madre single che cercava di convincere il figlio adolescente a impegnarsi con le tradizioni familiari, mentre in sottofondo veniva riprodotta una versione essenziale di "Forever Young" di Becky Hill. Risultato? Oltre 1,8 milioni di visualizzazioni su Youtube, 37,6 mila mi piace su Twitter e settemila retweet. Il grande magazzino Marks and Spencer nel 2019 aveva ideato una serie digitali sui social media, in occasioni delle feste che avevano accumulato oltre 1,3 milioni di visualizzazioni su Youtube e 821.000 visualizzazioni su Facebook.

Da Apple a Google

Sempre Coca Cola tra furgoni rossi, luci natalizie e orsi polari, è stata in grado ogni anno di rinnovare le sue idee sulla “magia del Natale”. Non è da meno Apple che stupisce regolarmente con idee sotto l’albero. Nel 2013 ha fatto una intera campagna quasi “anti tecnologia”. Protagonista un adolescente ossessionato dal proprio smartphone che si isola dai festeggiamenti durante il Natale. A fine spot però, arriva la rivelazione: grazie al suo nuovo iPhone, il ragazzo realizzava un video strappalacrime che regala a tutta la famiglia. Standing ovation.
E ancora nel 1996 M&M’s lanciò una pubblicità con Babbo Natale che sveniva alla vista di Red e Yellow, i portavoce del brand. Nel 2017 ha rilasciato un sequel che rispondeva finalmente alla domanda: “Che cosa succede dopo che Babbo Natale sviene”?. Ed Esselunga- prima ancora della famosa pesca – nel 2016 ha realizzato uno spot del regista Chris Colombus, (autore di “Harry Potter” e di ”Mamma ho perso l’aereo”) ambientato al Polo Nord dove Babbo Natale era in crisi per una slitta troppo piccola per i tantissimi regali da portare ai bambini. La soluzione? Utilizzare un camion Esselunga!

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