Assegno di inclusione: quanto vale, chi ne ha diritto e come fare domanda
a cura della redazione EconomiaMILANO – A partire dal primo gennaio 2024 debutta l’Assegno di inclusione (Adi), la misura di contrasto alla povertà che andrà a sostituire il Reddito di Cittadinanza. Il ministero del Lavoro ha pubblicato una guida che dettaglia tutte le informazioni da sapere per accedere al sussidio. Da lunedì 18 dicembre è possibile presentare le domande.
Chi ne ha diritto
Possono accedere all’Assegno i cittadini europei, o titolari di permesso di soggiorno, che siano residenti in Italia da almeno 5 anni, di cui 2 in modo continuativo. Non bisogna avere sentenze definitive di condanna nei 10 anni precedenti o essere sottoposti a misure cautelari.
I limiti di reddito e la composizione del nucleo familiare
Ne hanno diritto i nuclei con Isee fino a 9360 euro con un reddito familiare non superiore ai 6000…
MILANO – A partire dal primo gennaio 2024 debutta l’Assegno di inclusione (Adi), la misura di contrasto alla povertà che andrà a sostituire il Reddito di Cittadinanza. Il ministero del Lavoro ha pubblicato una guida che dettaglia tutte le informazioni da sapere per accedere al sussidio. Da lunedì 18 dicembre è possibile presentare le domande.
Chi ne ha diritto
Possono accedere all’Assegno i cittadini europei, o titolari di permesso di soggiorno, che siano residenti in Italia da almeno 5 anni, di cui 2 in modo continuativo. Non bisogna avere sentenze definitive di condanna nei 10 anni precedenti o essere sottoposti a misure cautelari.
I limiti di reddito e la composizione del nucleo familiare
Ne hanno diritto i nuclei con Isee fino a 9360 euro con un reddito familiare non superiore ai 6000 euro. Limiti, questi, uguali a quelli previsti per il Reddito di Cittadinanza. Cambiano invece le regole relative alla composizione del nucleo. L’Assegno va infatti a quelli con un minore o una persona di età superiore ai 59 anni, oppure disabile o ancora inserita in programmi di assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali.
Quanto ai requisiti patrimoniali, il patrimonio immobiliare ai fini Imu non deve essere superiore a 30 mila euro al netto del valore della casa di abitazione, con importo massimo detraibile di 150 mila euro. Il patrimonio mobiliare non deve invece superare i 6000 euro, tetto che sale di 2000 euro per ogni componente del nucleo successivo al primo fino ai 10 mila euro.
Quanto vale l’Assegno di inclusione
L’Assegno vale un massimo di 6000 euro annui, che possono salire a 7560 se il nucleo è composto solo da persone oltre i 67 anni oppure da persone over 67 e da persone in condizione di disabilità. A questo importo si somma poi un contributo fino a 3.360 euro annui per il canone di affitto Il beneficio economico non può essere, comunque, inferiore a euro 480 annui. L’Assegno di inclusione può durare al massimo 18 mesi e può essere rinnovato, dopo una sospensione di un mese, per altri dodici mesi
Come fare domanda
Le domande possono essere presentate autonomamente dal 18 dicembre sul sito dell’Inps attraverso lo Spid. Da gennaio sarà invece possibile presentare l’istanza attraverso i Caf. Insieme alla domanda si deve avviare anche il percorso di attivazione iscrivendosi alla “piattaforma di attivazione per l’inclusione sociale e lavorativa” presente nel Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl)
L’erogazione dell’Adi avviene poi attraverso la carta di pagamento elettronico ricaricabile “Carta di inclusione”. La carta viene consegnata negli uffici postali, a seguito dell’accredito del primo pagamento. L’avviso ai beneficiari avviene attraverso il portale Siisl o via sms o mail.
Il patto
Una volta fatto l’accesso alla domanda e l’iscrizione al Siisl, è necessaria la sottoscrizione del cosiddetto Pad del nucleo familiare: il Patto di attivazione digitale. Da questo Patto consegue la definizione di un percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa, alla cui partecipazione è subordinata l’erogazione dell’Adi (i beneficiari devono presentarsi per il primo appuntamento presso i servizi sociali entro 120 giorni dalla sottoscrizione del Pad). Sulle specifiche del percorso, il dettaglio ulteriore è fornito sempre dal Ministero: le persone tra 18 e 59 anni, con responsabilità genitoriali attivabili al lavoro, saranno indirizzate ai Centri per l'impiego o ai soggetti accreditati ai servizi per il lavoro per la sottoscrizione del Patto di servizio personalizzato (Psp). Il percorso di politica attiva può prevedere anche la partecipazione a Progetti utili alla collettività (Puc). I non attivabili al lavoro dovranno presentarsi ogni 90 giorni ai servizi sociali per aggiornare la propria posizione.