Mamma, quanto costava poco la spesa. I conti di Kevin alla prova dell’inflazione
di Flavio BiniMILANO – Latte, succo d’arancia, pane, maccheroni, detersivo per il bucato, pellicola trasparente, carta igienica, soldatini, una cena pronta, della carta per asciugare. Un carrello pieno e un conto molto modesto: 19 dollari e 83 centesimi. È quanto paga il piccolo Kevin McCallister, al supermercato, in una famosissima scena di Mamma ho perso l’aereo, una dei film di Natale per eccellenza. Nelle ultime settimane, insospettabilmente, la scena della pellicola è diventata anche involontariamente un paniere di riferimento per confrontare l’andamento dei prezzi tra il 1990, anno di uscita del film, e oggi. Anche chi ha poca dimestichezza con i principali indicatori economici noterà che oggi, a differenza di quanto accade al protagonista del film, è impossibile riempire un carrello spendendo così poco. La risposta sta proprio nella dinamica dei prezzi. E anche un film come “Mamma ho perso l’aereo” può essere un indicatore utile per osservare come si sia mossa l’inflazione da allora ad ogg…
MILANO – Latte, succo d’arancia, pane, maccheroni, detersivo per il bucato, pellicola trasparente, carta igienica, soldatini, una cena pronta, della carta per asciugare. Un carrello pieno e un conto molto modesto: 19 dollari e 83 centesimi. È quanto paga il piccolo Kevin McCallister, al supermercato, in una famosissima scena di Mamma ho perso l’aereo, una dei film di Natale per eccellenza. Nelle ultime settimane, insospettabilmente, la scena della pellicola è diventata anche involontariamente un paniere di riferimento per confrontare l’andamento dei prezzi tra il 1990, anno di uscita del film, e oggi. Anche chi ha poca dimestichezza con i principali indicatori economici noterà che oggi, a differenza di quanto accade al protagonista del film, è impossibile riempire un carrello spendendo così poco. La risposta sta proprio nella dinamica dei prezzi. E anche un film come “Mamma ho perso l’aereo” può essere un indicatore utile per osservare come si sia mossa l’inflazione da allora ad oggi.
A innescare il dibattito è stato nelle scorse settimane un utente che su TikTok ha provato a ripetere la stessa identica spesa oggi, trovandosi a spendere 68 dollari e 99 centesimi, più del triplo di quanto speso da Kevin nel film. Il sito americano Poynter, autorevole punto di riferimento per i media e per il fact checking, ha provato a ripetere lo stesso esperimento cercando di essere il più possibile preciso nella comparazione dei prodotti.
Il conto del 2023
Innanzitutto si è recato nello stesso identico supermercato scelto dal protagonista del film, il the Grand Food Center a Winnetka, in Illinois, a pochi minuti a piedi dalla – ipotetica – casa dei McCallister in “Mamma ho perso l’aereo”. Il sito ha provato a comparare gli stessi prodotti, dove disponibili, o i più simili esistenti. Calibrando poi i prezzi anche in funzione delle differenti confezioni. Una confezione grande la metà allo stesso costo, per capirsi, significa prezzi raddoppiati. In questo modo ha sterilizzato gli effetti della shrinkinflation, la tendenza delle aziende a ridurre le confezioni a parità di prezzo per mascherarne l’effetto in temrini reali.
Persino il buono da un euro usato da Kevin da applicare al succo di arancia viene indicizzato all’inflazione, calcolato quindi a 2 dollari e 35. Il risultato è che la stessa spesa oggi varrebbe 56,84 dollari. Secondo l’ufficio nazionale di statistica usa i prezzi sono cresciuti di 2,35 volte, cioè poco più che raddoppiati, quindi la stime di Poynter è coerente, quella del TikToker un po’ meno. Nel complesso quindi la spesa di Kevin ricorda, anche a chi ha poca dimestichezza con gli indicatori economici, che 30 anni fa i prezzi erano più che dimezzati rispetto ad oggi.