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Brancaccio: “Per il Superbonus serve una proroga di 2-3 mesi. Le famiglie rischiano l’ipoteca”

La presidente dell’Ance (costruttori): “I lavori in bilico sono soprattutto nelle periferie dove vivono nuclei con redditi medio-bassi. Se un lavoro non si chiude, l’Agenzia delle entrate deve recuperare dai singoli cittadini”
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ROMA — «Chiediamo al governo una mini proroga di due o tre mesi per completare quella parte di lavori legati al Superbonus che ancora può essere finita», dice Federica Brancaccio, presidente dell’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori. «Ci sono 30 mila condomini in bilico e 300 mila famiglie che rischiano di andare in contenzioso».

Presidente, qual è la situazione nei cantieri?

«Nell’ultimo mese siamo stati subissati di mail, lettere, messaggi. Si è innescata una corsa terribile per ultimare i lavori entro l’anno, mettendo a rischio la sicurezza e la qualità stessa dei lavori».

Il ministro Giorgetti dice che il Superbonus costa 4,5 miliardi al mese. E che quest’anno si sforerà di 20 miliardi il conto della Nadef.

«Non abbiamo accesso ai dati di contabili…

ROMA — «Chiediamo al governo una mini proroga di due o tre mesi per completare quella parte di lavori legati al Superbonus che ancora può essere finita», dice Federica Brancaccio, presidente dell’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori. «Ci sono 30 mila condomini in bilico e 300 mila famiglie che rischiano di andare in contenzioso».

Presidente, qual è la situazione nei cantieri?

«Nell’ultimo mese siamo stati subissati di mail, lettere, messaggi. Si è innescata una corsa terribile per ultimare i lavori entro l’anno, mettendo a rischio la sicurezza e la qualità stessa dei lavori».

Il ministro Giorgetti dice che il Superbonus costa 4,5 miliardi al mese. E che quest’anno si sforerà di 20 miliardi il conto della Nadef.

«Non abbiamo accesso ai dati di contabilità della Ragioneria. Ma un mese fa, dai nostri calcoli, c’era ancora spazio rispetto al limite Nadef di 40 miliardi. Non crediamo che l’impennata finale abbia fatto crescere la spesa così tanto».

Volete che il Superbonus non finisca?

«Mai preteso, anche perché è una misura a termine e con décalage naturale. Ma qui ci sono altre considerazioni da fare. In un anno e mezzo la situazione dei crediti incagliati non si è sbloccata. Erano 20-30 miliardi, in base alle nostre stime. Ora saranno meno, ma perché nel frattempo sono intervenuti intermediari che speculano e offrono alle imprese edili in ginocchio il 50-60%. Al Paese però costa sempre il 110%. Per questo chiedevmo un intervento della partecipate di Stato».

Perché parla degli incagli?

«Per dire che ci sono imprese a corto di liquidità e in grande difficoltà. Senza considerare il rallentamento nelle forniture, il rialzo dei tassi che rende più oneroso l’indebitamento, i ristori contro il caro materiali in ritardo. Aspettiamo ancora quelli del primo semestre 2022».

Per questo chiedete la proroga di 2-3 mesi?

«Permetterebbe di abbattere una grossa parte di contenziosi. Chi ha iniziato i lavori a settembre o in ottobre è irresponsabile e non va aiutato. Ma se mancano gli infissi perché arrivati tardi, sarebbe una follia lasciare i cantieri appesi».

Come giudica l’ipotesi di un ulteriore Sal, lo Stato di avanzamento lavori?

«Benvenuto, perché darebbe la possibilità alle imprese di fare un’ultima contabilizzazione, delle tre possibili col Superbonus, anche inferiore al 40% e scaricare il costo per lo Stato su quest’anno, col Patto di stabilità sospeso, anziché il prossimo. Pensiamo al paradosso di una ditta che ha un Sal al 60% ad ottobre e raggiunge il 95% a dicembre, anziché il 100%. Ebbene quel 35% con le regole attuali va al 2024 quando il Superbonus scende dal 110% al 70%».

Non è scontata una soluzione nel Milleproroghe, visto il peso del Superbonus sui conti pubblici.

«Se si blocca un cantiere perché senza risorse e il condominio non copre il 30% di differenza, quel cantiere chiude, la ditta fallisce, i lavoratori finiscono in Cassa integrazione. Quanto costa far fallire le imprese? Quanto costa il contenzioso che si aprirà con i condomini? Quanto costano gli ammortizzatori sociali? C’è poi un altro nodo, troppo sottovalutato».

Qual è?

«Se un lavoro legato al Superbonus non si chiude, l’Agenzia delle entrate deve recuperare i primi due Sal dai singoli cittadini. Cosa farà? Si ipotecano le case? Ricordiamoci che i lavori in bilico sono soprattutto quelli nelle periferie meno agiate dove i lavori sono iniziati dopo e dove vivono famiglie con redditi medio-bassi».

Un’eventuale sanatoria dei lavori che non hanno raggiunto il salto di due classi energetiche è una strada percorribile?

«Solo per evitare contenziosi. Per il resto mi sembra una beffa. Lo Stato avrebbe buttato via i soldi, senza raggiungere neanche lo scopo dell’efficientamento energetico».

Come vede il settore dell’edilizia nell’anno che viene?

«Ci sono segnali di flessione. E sono a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro. I lavoratori poi si ricollocheranno, ma non è automatico né scontato il travaso dai cantieri del Superbonus a quelli del Pnrr. Per questo invitiamo il governo ad evitare il boomerang».

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