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Macchi: “L’Italia è strategica cresciamo con AI e talenti”

Dopo Ammagamma, Accenture ha annunciato l’acquisizione di altre due società attive con la Pa
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Accenture ha scommesso sull’Italia fin dalla fine degli Anni 50, conta 22mila dipendenti sparsi da Nord a Sud e ha tra i suoi clienti i principali gruppi industriali e finanziari del Paese. Oggi vede nell’Italia l’opportunità di un’ulteriore crescita che porterà il gruppo ad assumere altre 4mila persone entro il prossimo anno.«Siamo un’azienda italiana da oltre 60 anni, inserita in un network internazionale. Il mio ruolo, oltre a guidare questa squadra, è di attirare investimenti nel Paese. Per Accenture, l’Italia è il quarto mercato dietro Stati Uniti, Regno Unito e Giappone. Siamo davanti a Germania e Francia. Abbiamo un importante ruolo nella modernizzazione e nella digitalizzazione del Paese. E la nuova frontiera si chiama Intelligenza artificiale». A parlare è Mauro Macchi, in Accenture da subito dopo gli studi universitari in California, ora amministratore delegato e presidente per l’Italia. Nei giorni scorsi ha annunciato l’acquisizione di Ammagamma, una società con sede a Mode…

Accenture ha scommesso sull’Italia fin dalla fine degli Anni 50, conta 22mila dipendenti sparsi da Nord a Sud e ha tra i suoi clienti i principali gruppi industriali e finanziari del Paese. Oggi vede nell’Italia l’opportunità di un’ulteriore crescita che porterà il gruppo ad assumere altre 4mila persone entro il prossimo anno.«Siamo un’azienda italiana da oltre 60 anni, inserita in un network internazionale. Il mio ruolo, oltre a guidare questa squadra, è di attirare investimenti nel Paese. Per Accenture, l’Italia è il quarto mercato dietro Stati Uniti, Regno Unito e Giappone. Siamo davanti a Germania e Francia. Abbiamo un importante ruolo nella modernizzazione e nella digitalizzazione del Paese. E la nuova frontiera si chiama Intelligenza artificiale». A parlare è Mauro Macchi, in Accenture da subito dopo gli studi universitari in California, ora amministratore delegato e presidente per l’Italia. Nei giorni scorsi ha annunciato l’acquisizione di Ammagamma, una società con sede a Modena che impiega ingegneri, filosofi e storici per lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale. E ora due società specializzate nella Pa.

Viste le ultime mosse, possiamo dire che la prima leva di crescita in Italia per un gruppo consolidato come il vostro sono le acquisizioni?

«La crescita organica continua come da previsioni, ma nel 2024 faremo altre acquisizioni molto mirate. Comprare società che vanno male è semplice, noi invece puntiamo su società con grandi talenti e una forte specializzazione. Ammagamma ne è un esempio, è un bel gruppo di esperti in dati, machine learning, creatività e intelligenza artificiale che in dieci anni ha raccolto la stima e la fiducia di molti amministratori delegati. Sono a Modena, ma noi
ne faremo un centro con possibilità di sviluppo a livello internazionale. L’operazione si inserisce nel piano di investimenti da 3 miliardi di dollari che Accenture prevede di attuare nel mondo per supportare le organizzazioni nell’applicazione su larga scala dell’Intelligenza artificiale».

Dopo Ammagamma due società focalizzate sulla PA, perché?

«Customer Management IT e SirfinPA offrono servizi e soluzioni tecnologiche avanzate nei settori della Giustizia e della pubblica sicurezza. Vogliamo ribadire la nostra vicinanza alla Pubblica amministrazione, nel pieno di un percorso di trasformazione che coinvolge persone, modelli organizzativi e processi. La PA sta compiendo passi da gigante: oggi si realizzano progetti concreti e misurabili un tempo a esclusivo appannaggio del mondo privato. Oltre alle acquisizioni, continuiamo a supportare la crescita e la competitività del Paese attraverso la creazione di nuovi asset specializzati come i due nuovi centri di Intelligenza artificiale generativa di Roma e Milano».

Avete intenzione di investire anche nel Sud Italia?

«Il Sud è un’altra leva di crescita, legata sia alle opportunità del Pnrr sia ai nuovi investimenti dei grandi gruppi internazionali, ma anche alle università locali diventati veri e propri volani per via dei tanti talenti che formano. Negli Advanced Technology Center di Napoli e Cagliari e nel Cyber Fusion Center (Napoli) lavorano oggi 3.500 persone. Le nuove città sono Bari e Cosenza, dove Accenture sta sviluppando due poli di competenze specialistiche per le professioni del futuro. Puntiamo ad impiegare al Sud
oltre 5.000 talenti nei prossimi tre anni in competenze chiave, connesse ai temi della security, del cloud, dell’Intelligenza artificiale, degli analytics e su ambiti quali e-health e sostenibilità».

Sono tutte professioni del futuro?

«Sì, secondo una nostra ricerca, l’introduzione dell’Intelligenza artificiale generativa nel mercato del lavoro italiano avrà due impatti nei prossimi dieci anni. La creazione di circa 2,5 milioni di nuovi posti lavoro per effetto della crescita generata dalla maggior produttività e dalla domanda di nuovi mestieri. E la necessità di riqualificare e potenziare le competenze digitali di circa il 60% della forza lavoro attraverso programmi di Upskilling e Reskilling».

Ormai non si parla altro che di intelligenza artificiale.

«Accenture significa “Accento sul futuro” ed è un po’ come dire che per il nostro dna siamo naturalmente portati ad anticipare i tempi, perché dobbiamo far sì che i nostri clienti siano pronti alle sfide del futuro. Dobbiamo arrivare prima con idee, competenze e tecnologie, che si evolvono in maniera sempre più rapida. L’Intelligenza artificiale è uno di quei salti tecnologici, come è stato in passato il mobile, che permettono a chi possiede le competenze di essere più avanti. Se prima ogni progetto doveva essere mobile e digitale, ora tutto deve essere potenziato dall’AI».

Quale scenario dobbiamo aspettarci?

«Il 2023 sarà ricordato come l’anno della sperimentazione, mentre nei prossimi due anni assisteremo all’adozione di quello che è stato testato finora e potranno arrivare i primi ricavi, alimentando ulteriormente la domanda. Ad oggi il 30% delle aziende ha adottato il cloud, all’aumentare della migrazione, con sempre maggiori e migliori dati disponibili, l’Intelligenza artificiale potrà aumentare la capacità di differenziare prodotti e servizi. Nel 2026 e 2027 assisteremo poi allo sviluppo su larga scala».

Come giudica l’accordo politico per l’AI Act, il regolamento Ue sull’Intelligenza artificiale?

«Seppur non sia ancora stato ufficializzato il testo definitivo, Accenture guarda positivamente agli sforzi messi in campo dall’Europa, perché il nuovo regolamento rappresenta un passaggio epocale che supera la frammentarietà geografica e mira a riempire l’attuale vuoto normativo. Uno scenario chiaro favorisce sempre gli investimenti».

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