Economia

Auto con la spina, Tesla rischia il sorpasso della cinese Byd

Auto con la spina, Tesla rischia il sorpasso della cinese Byd
(ansa)

Il gruppo fondato dal miliardario Wang Chuanfu sta per spodestare la Casa di Elon Musk. Merito delle auto low cost da 10 mila dollari che dominano il Paese del Dragone. Mentre negli Usa la corsa all’elettrico ha toccato il picco

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TORINO – Byd è a un soffio dal prendere a Tesla il primato della vendita di auto elettriche. Fra pochi giorni si tirerà una linea e si faranno i conti, anche se per gli analisti il risultato, che oggi pere confermato, era già scontato a inizio a ottobre. I dati di fine settembre indicavano Tesla ancora in vantaggio per circa 3 mila unità rispetto alla società cinese. Un soffio. Insomma, Elon Musk sarà costretto a cedere la corona di Re delle vetture elettriche a Wang Chuanfu, il cinese miliardario fondatore del primo marchio del Paese del Dragone e leader mondiale del settore. E non c’è guerra dei prezzi, con il taglio dei listini del 25% e politiche di sconti mirati, o crisi dell’elettrico che tenga.

Byd è già numero uno mondiale dall’anno scorso per vendite di veicoli elettrificati, cioè elettriche pure come le Tesla e vetture ibride plug-in con motore termico ed elettrico e la batteria da ricaricare. I numeri del 2022: 1,8 milioni Byd contro 1,32 di Tesla. Obiettivo 2023 dichiarato da Musk: 1,8 milioni di pezzi. Per gli esperti si tratta di un traguardo non raggiungibile, tanto che anche a Wall Street i dubbi si sono fatti sentire sull’andamento del titolo della casa di Austin. E poi la partita principale Musk l’ha giocata in casa del “nemico”, in Cina, dove, stando ai dati del World Economic Forum, l’anno scorso è stato prodotto il 64% di tutti i veicoli elettrici mondiali e dove ne è stato venduto il 59%. Tesla vende solo modelli Premium, mentre Byd ha focalizzato la sua crescita su più modelli elettrici a prezzi accessibili, come le vetture a 73 mila yuan, circa 10 mila dollari. La risposta di Chuanfu ad un eccessivo rialzo dei prezzi sull’elettrico grazie al fatto che Byd si produce le batterie in casa.

L'atteso sorpasso conferma l'ascesa della Cina nell'industria automobilistica mondiale. Se finora i costruttori cinesi sono rimasti nell'ombra rispetto a colossi come General Motors, Toyota e Volkswagen, nel 2023 c’è stata la svolta. La Cina ha superato il Giappone nelle esportazioni di auto passeggeri. Dei 3,6 milioni di veicoli esportati all'estero da Pechino nei primi dieci mesi dell'anno, circa 1,3 milioni sono state vetture elettriche. "Il contesto competitivo dell'industria auto è cambiato. Non si tratta più della grandezza e della storia di una casa automobilistica. Quello che conta è la velocità a cui di può innovare", afferma Bridget McCarthy dell'hedge fund Snow Bull Capital a Bloomberg, sottolineando che Byd ha iniziato a prepararsi molto tempo fa per essere veloce e ora il resto dell'industria è costretto a inseguirla.

D’altra parte, negli Stati Uniti la corsa all’elettrico sta rallentando. Le vendite sono sì in crescita del 50% nella media dell’anno, ma se si guarda il grafco mese per mese si nota che il boom sembra aver raggiunto un tetto e poi essersi assopito: dal +74% di ottobre 2022 si è scesi al +42% di novembre 2023. Dice il Wall Street Journal che addirittura “auto e camion elettrici si stanno accumulando nei parcheggi dei concessionari”, che impiegano tre settimane in più per vendere un veicolo con la spina piuttosto che uno a benzina, “inducendo le aziende automobilistiche a rivedere i loro piani di investimento”.

Il successo di Byd in casa è però difficile da replicare in molti mercati esteri. L'Europa infatti potrebbe unirsi agli Stati Uniti e imporre dazi più alti sulle importazioni di veicoli cinesi. In molti altri Paesi il mercato dell'elettrico è ancora agli albori e quindi non redditizio. Gli Stati Uniti sono praticamente vietati a Byd alla luce delle tensioni commerciali fra Washington e Pechino.

Fra gli estimatori stranieri di Byd c'è però Warren Buffett. Nel 2008 l'oracolo di Omaha ha investito 230 milioni di dollari per rilevare il 10% della società. Un investimento più che redditizio visto che lo scorso anno la quota di Berkshire Hathaway nel costruttore cinese valeva 8 miliardi.

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