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Bollette, elettricità in calo dell’11% grazie alle rinnovabili e al nucleare francese

Tariffe previste in calo nei primi tre mesi dell’anno: in calo l’uso del gas e del carbone per la produzione di energia. n un anno la famiglia tipo risparmia fino a 684 euro
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ROMA – Soffia il vento e calano le bollette dell’elettricità. In estrema sintesi, si potrebbe così raccontare il nuovo aggiornamento delle bollette dell’elettricità, dove si prevede un calo del 10,8 per cento nei primi tre mesi dell’anno. Questo significa che negli ultimi dodici mesi presi in considerazione (dal primo aprile 2023 al 30 marzo dell’anno prossimo), le tariffe sono scese del 50 per cento, con un risparmio per la famiglia tipo di 684 euro.

Ma quali sono i motivi che hanno portato al calo delle bollette dell’elettricità? Fondamentalmente, grazie alle piogge ma soprattutto grazie a una maggiore “ventosità” rispetto all’autunno scorso, la domanda di energia in Italia è stata soddisfatta in misura maggiore dagli impianti eolici e idroelettrici. Nonché da un aumento dell’import di energia nucleare dalla Francia.

ROMA – Soffia il vento e calano le bollette dell’elettricità. In estrema sintesi, si potrebbe così raccontare il nuovo aggiornamento delle bollette dell’elettricità, dove si prevede un calo del 10,8 per cento nei primi tre mesi dell’anno. Questo significa che negli ultimi dodici mesi presi in considerazione (dal primo aprile 2023 al 30 marzo dell’anno prossimo), le tariffe sono scese del 50 per cento, con un risparmio per la famiglia tipo di 684 euro.

Ma quali sono i motivi che hanno portato al calo delle bollette dell’elettricità? Fondamentalmente, grazie alle piogge ma soprattutto grazie a una maggiore “ventosità” rispetto all’autunno scorso, la domanda di energia in Italia è stata soddisfatta in misura maggiore dagli impianti eolici e idroelettrici. Nonché da un aumento dell’import di energia nucleare dalla Francia.

Questo ha portato a un minor utilizzo del gas naturale nelle centrali a ciclo combinato, al contrario di quanto accaduto un anno fa, quando le piogge scarse e il vento intermittente avevano fatto crollare la produzione di energia rinnovabile. Non a caso, gli impianti di stoccaggio (dove viene immagazzinata la materia prima in vista della stagione fredda) sono pieni per oltre il 90 per cento della loro capacità.

In buona sostanza, le centrali a gas hanno funzionato nettamente meno rispetto a un anno fa. Al contrario gli impianti idroelettrici ed eolici hanno lavorato tantissimo, offrendo così energia a basso costo rispetto agli impianti a gas, facendo abbassare i prezzi all’ingrosso. A novembre, le rinnovabili hanno soddisfatto il 41% della domanda di elettricità contro il 36% di ottobre.

Tutto questo non ha solo benefici per l’ambiente – limitando le emissioni inquinanti delle centrali a gas – ma ha portato a un calo dei prezzi complessivi sulla Borsa elettrica. Da qui il calo per le bollette per i prossimi tre mesi.

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