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Bollette, torna l’Iva sulle forniture di gas: da gennaio tornano gli aumenti

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Il governo non ha rinnovato lo sconto che aveva portato l’aliquota dal 22 al 5%, risparmiando oltre 1,5 miliardi. I prezzi del metano sono in discesa, ma rimane l’incognita di quanto farà freddo in inverno e della liberalizzazione del mercato
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ROMA – A Palazzo Chigi, così come al ministero del Tesoro, hanno guardato le previsioni dei prezzi del gas naturale per i primi mesi dell’anno prossimo e non hanno avuto dubbi: “Si può fare”. Ma se cercate nel testo della manovra appena approvata, non troverete traccia del provvedimento che farà risparmiare qualche miliardo alle casse dell’Erario, facendolo ricadere sui consumatori.
Ma come è possibile e di cosa si tratta esattamente? In buona sostanza, il Governo ha “tralasciato” di rinnovare per altri tre mesi la sterilizzazione dell’Iva che grava sulle bollette del metano. L’effetto pratico è immediato e si vedrà a partire dal primo gennaio: l’Imposta – che era stata limitata al 5% - torna a prezzo piano, con una aliquota fino al 22 per cento.

E’ stato uno dei provvedimenti introdotti dal governo Draghi per limitare gli effetti del caro prezzi dell’energia, causati prima dalla ripresa globale dell’economia, dopo la fine dell’emergenza Covid, e dall’invasione dell’Ucraina poi. Soprat…

ROMA – A Palazzo Chigi, così come al ministero del Tesoro, hanno guardato le previsioni dei prezzi del gas naturale per i primi mesi dell’anno prossimo e non hanno avuto dubbi: “Si può fare”. Ma se cercate nel testo della manovra appena approvata, non troverete traccia del provvedimento che farà risparmiare qualche miliardo alle casse dell’Erario, facendolo ricadere sui consumatori.
Ma come è possibile e di cosa si tratta esattamente? In buona sostanza, il Governo ha “tralasciato” di rinnovare per altri tre mesi la sterilizzazione dell’Iva che grava sulle bollette del metano. L’effetto pratico è immediato e si vedrà a partire dal primo gennaio: l’Imposta – che era stata limitata al 5% - torna a prezzo piano, con una aliquota fino al 22 per cento.

E’ stato uno dei provvedimenti introdotti dal governo Draghi per limitare gli effetti del caro prezzi dell’energia, causati prima dalla ripresa globale dell’economia, dopo la fine dell’emergenza Covid, e dall’invasione dell’Ucraina poi. Soprattutto la guerra scatenata dalla Russia, principale fornitore di gas naturale della Ue, ha portato a record storici nelle quotazioni del gas: la punta massima è stata raggiunta nell’agosto del 2022, quando i prezzi hanno superato i 300 euro al megawattora sul mercato europeo. Una corsa sfrenata, visto che soltanto prima l’anno prima le quotazioni erano attorno ai 20 euro.
Gli interventi pubblici dei Paesi della Ue ha limitato l’esborso per imprese e consumatori. Tra le varie iniziative, la sterilizzazione delle imposte, a partire dall’Iva al 22%. Provvedimento poi confermato anche da parte del governo Meloni e reiterato fino a tutto il 2023. Cosa che è avvenuta anche per le bollette dell’elettricità.


Invece, puntando sul calo delle quotazioni nell’ultima parte dell’anno (e considerando anche il mancato introito per le casse dello Stato che non è di poco conto), il governo non ha rinnovato “lo sconto” in bolletta. Dal punto di vista del governo, si tratta di un “risparmio” non da poco. Solo negli ultimi tre mesi, il provvedimento in favore dei consumatori è costato oltre 1,5 miliardi.
Ma il governo ha fatto i calcoli giusti, oppure si profila una stangata per i consumatori? In effetti, i prezzi del gas sono scesi e non di poco: da ottobre, il calo è stato di oltre il 40%, da 57 ai 32 euro al megawattora. E i derivati per la prima parte del 2024 (di fatto, il prezzo al quale gli investitori si scambiano le consegne per i prossimi mesi) al momento non superano i 35 euro.


I primi effetti dei ribassi della materia prima si vedranno positivamente e in modo netto con la bolletta di dicembre (dove si applica ancora l’Iva al 5%); ma è anche vero che i mesi di gennaio e febbraio (dove l’Iva salirà al 22%) sono i più onerosi per i consumatori, perché il freddo solitamente raggiunge il suo picco soprattutto nelle regioni del Nord e nelle zone più elevate anche al centrosud. Inevitabilmente, ci sarà un rimbalzo negativo per le tasche dei consumatori.
Per cui il governo ha fatto un calcolo che lo vedrà premiato nel breve, ma che potrebbe avere ripercussioni negative, con strascichi di polemiche, a partire dalla fine di gennaio.

Senza considerare che la liberalizzazione completa del mercato delle forniture di gas non è stata rinviata a l’estate, come avvenuto per l’elettricità. E le incognite di quello che accadrà con il passaggio al mercato libero rimangono tutte.

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