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Manovra “con prudenza”, la Camera ha approvato la legge di bilancio 2024. Ma c’è l’ipoteca del deficit

(ansa)
Con 200 voti a favore diventa legge. E Meloni ringrazia anche le opposizioni
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ROMA - Sulla seconda Finanziaria della destra al governo, il bollino della “prudenza” lo appone Giancarlo Giorgetti. Si distende, il volto del ministro dell’Economia quando l’aula della Camera dà il via libera definitivo. I sì sono 200, i contrari invece 112, tre gli astenuti.

La manovra è legge. E Giorgetti si affretta a rivendicare il risultato: "Proseguiamo su un percorso di prudenza, responsabilità e fiducia, avanti così”. Ma le parole travalicano i festeggiamenti.

Sono anche, se non soprattutto, un warning alla maggioranza. Perché il percorso della legge di bilancio in Parlamento è stato contorto, terminato a due giorni dall’esercizio provvisorio, quando invece la linea degli “zero emendamenti” avrebbe dovuto garantire il via libera entr…

ROMA - Sulla seconda Finanziaria della destra al governo, il bollino della “prudenza” lo appone Giancarlo Giorgetti. Si distende, il volto del ministro dell’Economia quando l’aula della Camera dà il via libera definitivo. I sì sono 200, i contrari invece 112, tre gli astenuti.

La manovra è legge. E Giorgetti si affretta a rivendicare il risultato: "Proseguiamo su un percorso di prudenza, responsabilità e fiducia, avanti così”. Ma le parole travalicano i festeggiamenti.

Sono anche, se non soprattutto, un warning alla maggioranza. Perché il percorso della legge di bilancio in Parlamento è stato contorto, terminato a due giorni dall’esercizio provvisorio, quando invece la linea degli “zero emendamenti” avrebbe dovuto garantire il via libera entro la metà di dicembre.

E non sono mancate le pressioni, soprattutto da parte di Forza Italia, per riaprire i saldi che il Tesoro aveva blindato. Leggere Superbonus e l’assalto dei forzisti che Giorgetti è riuscito a piegare solo sul filo del rasoio.

Ecco, reiterare il messaggio della manovra seria e responsabile serve all’inquilino di via XX settembre per ricordare a Fratelli d’Italia, Lega e FI che la politica economica deve restare mite.

Il segnale all’Europa e ai mercati è stato messo in salvo, ma ora c’è il Patto di stabilità da onorare. Quindi la correzione del deficit e la riduzione del debito messe nero su bianco nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, il testo programmatico della manovra che ha inquadrato la linea del Mef.

Intanto il governo tira un sospiro di sollievo. Giorgia Meloni, assente in aula, fa capolino sui social per ringraziare la maggioranza "per il sostegno e la compattezza dimostrati”. Ma il plauso va anche alle opposizioni: “Questa volta - sottolinea - la manovra viene approvata senza il voto di fiducia, ringrazio per questo anche le opposizioni che, pur nel forte contrasto sui temi, hanno contribuito allo svolgimento del dibattito”.

Parole che provano a spegnere l’incendio divampato nell’emiciclo. "La manovra è figlia del vostro identitario disinteresse per le fasce più deboli”, tuona la segretaria del Pd Elly Schlein. Durissimo, il leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte: “È una manovra di tagli e tasse da far invidia ai peggiori governi tecnici”.

La manovra comunque passa. Tenuta in piedi da un extradeficit da 15,7 miliardi, per finanziare il taglio del cuneo fiscale e la riduzione dell’Irpef per i redditi medio-bassi. È il bollino “politico-sociale” della premier. Ma i compiti a casa non sono affatto finiti.

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