✕

Savoini (Morgan Stanley): “Le aziende italiane a caccia di società americane”

Il 2024 sarà un anno a due velocità, ma nelle seconda metà ci aspettiamo una crescita, sostenuta dal taglio dei tassi e dall’economia Usa
3 minuti di lettura

MILANO — Nicola Savoini co-head dell’Investment banking di Morgan Stanley Italia, che nel 2023 ha lavorato con Kkr all’offerta sulla rete Telecom, prevede un 2024 positivo ma a due velocità. Sarà guidato dalla politica monetaria e dalla crescita degli Usa, che torna meta d’investimento delle aziende italiane ed europee in genere.

Il 2023 è stato un anno complicato ma le Borse sono tornate sui massimi, come mai?
«Abbiamo assistito ad una serie di eventi che hanno colpito l’economia globale in rapida successione; la più grande pandemia del secolo, la più grande guerra in Europa dopo la seconda guerra mondiale, l'inasprirsi delle tensioni geopolitiche tra Usa e Cina nonché il più rapido ciclo di rialzo dei tassi al quale abbiamo assistito negli ultimi 40 anni nel tentativo delle banche centrali di domare l'inflazione. In questo contesto di forte instabilità i mercati hanno registrato un ottima performance che tuttavia è stata fortemente concentrata - in Usa nel comparto tecnologico e ne…

MILANO — Nicola Savoini co-head dell’Investment banking di Morgan Stanley Italia, che nel 2023 ha lavorato con Kkr all’offerta sulla rete Telecom, prevede un 2024 positivo ma a due velocità. Sarà guidato dalla politica monetaria e dalla crescita degli Usa, che torna meta d’investimento delle aziende italiane ed europee in genere.

Il 2023 è stato un anno complicato ma le Borse sono tornate sui massimi, come mai?
«Abbiamo assistito ad una serie di eventi che hanno colpito l’economia globale in rapida successione; la più grande pandemia del secolo, la più grande guerra in Europa dopo la seconda guerra mondiale, l'inasprirsi delle tensioni geopolitiche tra Usa e Cina nonché il più rapido ciclo di rialzo dei tassi al quale abbiamo assistito negli ultimi 40 anni nel tentativo delle banche centrali di domare l'inflazione. In questo contesto di forte instabilità i mercati hanno registrato un ottima performance che tuttavia è stata fortemente concentrata - in Usa nel comparto tecnologico e nelle società a larghissima capitalizzazione (le cosiddette "Magnifiche 7")- in Europa nel settore bancario sulla spinta del rialzo dei tassi. Nelle ultime settimane dell'anno il mercato ha avuto un ulteriore spunto rialzista trovando conferme nelle ultime riunioni delle banche centrali che siamo arrivati al giro di boa di questo ciclo di politica monetaria, con diversi operatori che si attendono un primo taglio dei tassi già nella prima parte dell'anno prossimo.
In questo contesto i volumi dell'M&A nel 2023 in Europa hanno registrato un ulteriore calo di circa il 30% rispetto al 2022 e meno della metà rispetto al 2021 quando hanno sfiorato quota 2 mila miliardi di euro. Discorso simile per le emissioni di capitale sia sul mercato azionario sia per quanto riguarda le quotazioni di nuove società (Ipo) che le offerte sul mercato secondario. Nel corso degli ultimi mesi dell’anno abbiamo comunque assistito ad un significativo incremento dell’attività con un importante aumento della pipeline che ci fa essere positivi per quest’anno».

Quindi cosa dobbiamo aspettarci dal 2024?

«Mi aspetto un anno a due velocità. La prima metà potrebbe essere più lenta, in attesa di conoscere i dati consuntivi del 2023. Dopo un terzo trimestre che ha mostrato segni di rallentamento soprattutto in alcuni settori. Nella seconda metà dell’anno l’allentamento della politica monetaria da parte delle banche centrali, con due tagli dei tassi di interesse attesi, e la prospettiva di un soft lending dell’economia globale ci fanno ben sperare per la ripresa dell’M&A che proseguirà con forza nel 2025».

Il calo dei tassi e del costo del denaro farà ripartire le operazioni di fusioni e acquisizioni?

«Ci aspettiamo un contesto di maggiore stabilità che è alla base del processo decisionale di manager e investitori per guardare a nuove operazioni. Per quanto riguarda le aziende ci aspettiamo una nuova ondata di M&A volta da un lato a supportare la crescita o a espandersi in nuovi mercati, dall’altro possibili spin off con l’obiettivo di rifocalizzarsi sulle attività core facendo emergere allo stesso tempo il valore di alcune attività ad oggi non riconosciuto dal mercato. Per quanto riguarda il settore dei private equity dopo un anno in cui l’attività è stata ridotta, ci aspettiamo una ripresa spinta sia dalla riduzione del costo del debito che dalla necessità di tornare ad investire il capitale raccolto facendo leva su una potenza di fuoco che resta altissima: si stimano 950 miliardi di dollari raccolti e che dovranno essere messi a frutto».

Quali sono i settori e le geografie su cui puntare?

«In un clima di crescente tensione geopolitica gli Stati Uniti rimangono un’area di sempre maggior interesse per le società italiane ed europee, supportati da un mercato del lavoro forte ed un economia dove, pur in un contesto difficile, ci attendiamo una crescita del Pil 2024 dell’1,5%. Per quanto riguarda il resto del mondo, la Cina continuerà a crescere, anche se a tassi più moderati nell’ordine del 3-4%, mentre dall’Europa ci aspettiamo una crescita media dell’1%. Per quanto riguarda i settori, il mondo tech continuerà a rappresentare un’area di forte interesse nonché in fase di consolidamento, cosi come il settore farmaceutico. Ci attendiamo che alcuni trend quali le transizione energetica e l’economia circolare continueranno con forza a trainare il mercato e anche il mondo dell’energia più tradizionale dove già nel corso di quest’anno abbiamo assistito a una importante attività, soprattutto negli Stati Uniti. Per quanto riguarda l’Italia il settore industriale potrebbe portarci delle sorprese soprattutto in alcune nicchie di eccellenza come automation o il packaging».

Le elezioni Usa non potrebbero essere un fattore di rischio?

«Storicamente le presidenziali Usa hanno impatto limitato sulla politica monetaria della Fed, mentre hanno più impatto a livello microeconomico, su politiche intente a favorire alcuni settori come è stato per la transizione energetica».

Leggi i commenti