Spiagge, sindaci contro il governo: “Confusione politica, ora certezze”
di Rosaria Amato, Fabrizio Berté Valentina Evelli Giuliano Foschini Giovanni TuriROMA — «Credo che in questo momento ci sia una certezza giuridica, ma una grande confusione politica». Carlo Salvemini, sindaco di Lecce, da tempo conduce una battaglia per la messa in gara e il rinnovo delle concessioni balneari, ma per quest’anno opta per una linea prudente, la proroga al 31 dicembre 2024. «A fronte dell’assenza dei decreti attuativi della legge sulla Concorrenza varata dal governo Draghi, e del reiterato tentativo dell’attuale governo di mettere in discussione la direttiva Bolkestein, - spiega - i Comuni non possono che avvalersi della possibilità di una proroga di 12 mesi delle concessioni in essere». Che è prevista del resto dallo stesso Dl Concorrenza, in presenza di comprovate criticità. E per i sindaci le criticità sono fin troppe.
Il 2023 si è chiuso in una situazione di caos per le concessioni balneari. All’inizio di quest’anno il decreto Milleproroghe ha rinviato di un anno l’obbligo di bandire le nuove gare, prorogando le concessioni fino al 31 dicembre 2…
ROMA — «Credo che in questo momento ci sia una certezza giuridica, ma una grande confusione politica». Carlo Salvemini, sindaco di Lecce, da tempo conduce una battaglia per la messa in gara e il rinnovo delle concessioni balneari, ma per quest’anno opta per una linea prudente, la proroga al 31 dicembre 2024. «A fronte dell’assenza dei decreti attuativi della legge sulla Concorrenza varata dal governo Draghi, e del reiterato tentativo dell’attuale governo di mettere in discussione la direttiva Bolkestein, - spiega - i Comuni non possono che avvalersi della possibilità di una proroga di 12 mesi delle concessioni in essere». Che è prevista del resto dallo stesso Dl Concorrenza, in presenza di comprovate criticità. E per i sindaci le criticità sono fin troppe.
Il 2023 si è chiuso in una situazione di caos per le concessioni balneari. All’inizio di quest’anno il decreto Milleproroghe ha rinviato di un anno l’obbligo di bandire le nuove gare, prorogando le concessioni fino al 31 dicembre 2024 e, in casi di criticità, alla fine del 2025. Una decisione che ha messo l’Italia a rischio di una seconda procedura d’infrazione per violazione della libera concorrenza. La cosiddetta “mappatura” delle spiagge, inviata a novembre a Bruxelles, che arrivava festosamente alla conclusione che il 67% del litorale è libero, e dunque le spiagge non sono un bene scarso, e la Bolkestein non va applicata, è stata respinta dalla Commissione, che ha sottolineato come si siano considerati balneabili anche aree portuali o sottoposte a protezione.
A febbraio il Consiglio di Stato ha ribadito che la Bolkestein, in quanto normativa europea, prevale sulla normativa nazionale, che i sindaci possono quindi disapplicare. Ma i sindaci non se la sentono: per il momento è preferibile utilizzare la clausola del dl Draghi, e sperare che il governo nei prossimi 12 mesi chiarisca la situazione giuridica e metta i sindaci in condizione di fare le gare, salvaguardando anche «il rapporto tra spiaggia pubblica e privata, e il diritto dei cittadini di usufruire delle spiagge libere a titolo gratuito», sottolinea Salvemini.
«La situazione è complessa, ma non irrisolvibile - afferma Roberta Nesto, sindaco di Cavallino Treporti - noi abbiamo la norma che prevede che in caso di situazioni complesse si possano prorogare le concessioni per un anno, che è quello che molti sindaci hanno già fatto e che faremo anche noi. E per le procedure di evidenza pubblica non ancora concluse, se non ci sono domande in concorrenza, procederemo con l’autorizzazione all’occupazione anticipata. Nel caso di una pluralità di domande daremo invece una proroga temporanea al concessionario uscente. Auspicando che nei prossimi mesi ci sia una maggiore chiarezza».
Anche in Liguria sono molti i Comuni che hanno già concesso la proroga fino alla fine del 2024, da Genova a Santa Margherita. Così in Toscana, a cominciare da Viareggio, sulla scia delle linee guida di Anci e Regione. «Una decisione necessaria, per dare certezze agli operatori», spiega Mario Lattanzi, assessore al Demanio di Carrara. In Puglia si cerca un accordo con le Regioni vicine: «Incontrerò gli assessori al Demanio delle altre regioni costiere per stabilire una linea comune», spiega il vicepresidente Raffaele Piemontese. In Sicilia ad avallare le proroghe al dicembre 2025 anche un provvedimento che sta per essere varato dalla Regione Siciliana. Ma gli ambientalisti, da Legambiente Sicilia al comitato No Ponte Capo Peloro, non ci stanno, e sono pronti a impugnare le proroghe. E non solo in Sicilia: in Liguria il Coordinamento Nazionale Mare Libero sta già inviando ai Comuni le prime lettere di diffida.