✕

Draghi e i 60 manager, a Milano un incontro per la competitività europea

L'ex presidente del Consiglio Mario Draghi il giorno del passaggio di consegne a Palazzo Chigi con Giorgia Meloni

 (ansa)
Da Vodafone a Eni, da Siemens a Bmw, mercoledì l’ex presidente della Bce incontrerà i vertici di alcune grandi multinazionali per raccogliere idee per il suo rapporto sul futuro dell’industria Ue. Venerdì altro meeting con i commissari a Bruxelles
2 minuti di lettura

Domani, a Milano, un incontro con i vertici di una sessantina di grandi società europee. Poi venerdì, a Bruxelles, uno con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e tutto il collegio dei commissari. Entra nel vivo il lavoro dell’ex presidente del Consiglio Mario Draghi per redigere il rapporto sulla competitività dell’industria europea, documento che dovrebbe indicare all’Unione una strategia per competere nella grande sfida manifatturiera e tecnologica tra superpotenze, su cui Stati Uniti e Cina stanno investendo risorse miliardarie. L’incarico è stato affidato a Draghi lo scorso settembre dalla stessa Von der Leyen e il documento dovrebbe essere ultimato e poi presentato dopo le elezioni europee di inizio giugno e la successiva nomina dei nuovi vertici comunitari.

Domani, a Milano, un incontro con i vertici di una sessantina di grandi società europee. Poi venerdì, a Bruxelles, uno con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e tutto il collegio dei commissari. Entra nel vivo il lavoro dell’ex presidente del Consiglio Mario Draghi per redigere il rapporto sulla competitività dell’industria europea, documento che dovrebbe indicare all’Unione una strategia per competere nella grande sfida manifatturiera e tecnologica tra superpotenze, su cui Stati Uniti e Cina stanno investendo risorse miliardarie. L’incarico è stato affidato a Draghi lo scorso settembre dalla stessa Von der Leyen e il documento dovrebbe essere ultimato e poi presentato dopo le elezioni europee di inizio giugno e la successiva nomina dei nuovi vertici comunitari.

Quelli dei prossimi giorni, si fa sapere dall’entourage dell’ex presidente della Banca centrale europea, rientrano in una serie di incontri che Draghi ha tenuto e terrà per preparare il rapporto. Ed è soprattutto quello di domani a Milano, che sarà ospitato nella sede locale della Banca d’Italia, che cattura lo sguardo. In città infatti dovrebbero arrivare diversi membri della European roundtable for industry, un forum di cui fanno parte i presidenti o gli amministratori delegati di una sessantina di grandi società industriali e tecnologiche europee o attive in Europa. Guidato da Jean-François van Boxmeer, presidente di Vodafone, ne fanno parte i dirigenti di colossi francesi come L’Oréal, Michelin e Total, tedeschi come Siemens, Basf, Mercedes e Bmw, di multinazionali come ArcelorMittal, Unilever e Airbus, e anche di tre società italiane: Claudio Descalzi, l’amministratore delegato di Eni, il presidente di Techint Gianfelice Rocca e quello di Cir Rodolfo De Benedetti.

L’incontro, fissato nelle scorse settimane, servirà a Draghi e al gruppo di lavoro della Commissione che lo supporta a raccogliere il punto di vista del mondo industriale sul tema chiave della competitività europea. Mentre venerdì l’ex presidente del Consiglio farà lo stesso con il collegio uscente dei Commissari europei. Il rapporto è ancora alla fase istruttoria e la sua estensione richiederà un lavoro approfondito che durerà ancora diverse settimane. La scadenza per la presentazione non è formalizzata: l’idea è che venga pubblicato subito dopo le elezioni europee, come strumento a disposizione dei nuovi vertici comunitari.

Nelle scorse settimane è filtrata l’ipotesi, avanzata in alcune cancellerie, che di questi vertici possa far parte anche lo stesso Draghi. Che peraltro ha dedicato le sue ultime uscite pubbliche proprio al futuro dell’Unione e alla necessità non più rinviabile di un cambio di passo nel processo di integrazione, per esempio sui temi della difesa e delle politiche industriali comuni. Ma fonti vicine all’ex presidente del Consiglio lo hanno definito non interessato a un incarico comunitario. Né il lavoro sul dossier per la competitività, con relativi incontri, va legato al dibattito sui futuri vertici europei che proprio ora sta entrando nel vivo. La candidatura alle elezioni dell’attuale presidente del Consiglio europeo Michel lascerà infatti scoperta la sua poltrona mesi prima della scadenza prevista, con l’ipotesi che ad occuparla ad interim sia il premier ungherese Orbán, leader degli euroscettici. Per evitarlo, a luglio bisognerà nominare a stretto giro tutti i vertici europei, Parlamento, Commissione e Consiglio, negli stessi giorni in cui si deciderà anche il successore di Stoltenberg alla guida della Nato. Una grande ingorgo.

Leggi i commenti