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Raee, l’Italia si allontana dai target Ue. Frena la raccolta dei rifiuti elettronici: nel 2023 calo del 6%

Il rapporto annuale di Eion Weee, consorzio dedicato alla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettroniche ed elettriche: “Sempre più distanti dai target Ue”
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ROMA – Con il “Raw Materials Act” Bruxelles ha stabilito che il 25% delle materie prime critiche consumate nei Paesi Ue debba venire dal riciclo, ma la grande attenzione intorno a terre rare e altri minerali indispensabili per la transizione ecologica ne rende sempre più difficile la raccolta, che si disperde per numerosi rivoli “non ufficiali”, e il riciclo. Dal rapporto annuale di Erion Weee (consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche domestiche) emerge infatti un calo del 6% della raccolta nazionale; in numeri assoluti si tratta di circa 232.000 tonnellate di Raee, un calo “pari a due volte il peso della Torre Eiffel”.

Anzichè avvicinarsi ai target di raccolta Ue, 11 chilogrammi per abitante, siamo fermi a circa 6. Erion Weee, che gestisce oltre il 60% dei Raee domestici in Italia, precisa che la flessione riguarda soprattutto Tv e monitor che, dopo la crescita esponenziale del 2021 dovuta all’effetto del “bonus rot…

ROMA – Con il “Raw Materials Act” Bruxelles ha stabilito che il 25% delle materie prime critiche consumate nei Paesi Ue debba venire dal riciclo, ma la grande attenzione intorno a terre rare e altri minerali indispensabili per la transizione ecologica ne rende sempre più difficile la raccolta, che si disperde per numerosi rivoli “non ufficiali”, e il riciclo. Dal rapporto annuale di Erion Weee (consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche domestiche) emerge infatti un calo del 6% della raccolta nazionale; in numeri assoluti si tratta di circa 232.000 tonnellate di Raee, un calo “pari a due volte il peso della Torre Eiffel”.

Anzichè avvicinarsi ai target di raccolta Ue, 11 chilogrammi per abitante, siamo fermi a circa 6. Erion Weee, che gestisce oltre il 60% dei Raee domestici in Italia, precisa che la flessione riguarda soprattutto Tv e monitor che, dopo la crescita esponenziale del 2021 dovuta all’effetto del “bonus rottamazione Tv”, prosegue nella sua parabola discendente segnando un -31% rispetto al 2022.

Le ragioni di questo calo sono diverse: oltre alla “dispersione” c’è anche un disinteresse generalizzato verso il tema: nonostante si parli dei Raee come le “miniere urbane” di materie prime critiche, ci sono poche iniziative pubbliche e poche azioni concrete e concertate a supporto della crescita del settore.

Il trend negativo va avanti da due anni, proprio da quando si è posto l’accento sulla strategicità dei Raee. Contemporaneamente cresce una “zona grigia” fatta di circuiti di gestione non ufficiali sempre più spinti dal caro-materie prime (come ferro, rame e alluminio i cui valori sono cresciuti rispettivamente del 49%, del 48% e del 42% tra il 2020 e il 2023): si tratta di operatori che “estraggono dai Raee le materie più facili senza curarsi dell’impatto ambientale del trattamento”, denuncia Erion Weee.

"Troppi Raee finiscono nelle mani sbagliate” - ribadisce Giorgio Arienti, direttore di Erion Weee - “Servono politiche che assicurino una corretta gestione di questi rifiuti affinché la sistematica sottrazione sia quanto meno ostacolata. È necessario capire dove finiscono i Raee quando escono dalle case degli italiani. Ci vogliono più controlli mirati, occorre incrementare le ispezioni nei porti sui container in partenza dal nostro Paese e diretti verso l’Africa o l’Asia, per verificare se davvero contengono Aee ancora funzionanti oppure unicamente Raee. E ancora, bisogna andare a verificare se ci sono Raee negli impianti che gestiscono altre tipologie di rifiuti (come, ad esempio, rottami ferrosi e non ferrosi, auto, ecc.). È necessario intervenire duramente su tutte le situazioni irregolari e inasprire le sanzioni”.

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