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La Ragioneria striglia i ministeri. Rischio truffe e cricche nel Pnrr

IL MINISTRO RAFFAELE FITTO

 
Richiamo agli enti appaltatori per formulare con urgenza regole più stringenti sui lavori “in difesa di risorse pubbliche”. Allarme fatture false, conflitto di interessi e prezzi gonfiati. E arriva un nuovo sistema di alert con i “cartellini rossi”
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ROMA — L’impegno richiesto è «urgente». Perché «il flusso di denaro» che circola è «ingente»: 102 miliardi, i soldi del Pnrr che l’Italia ha incassato fino ad oggi.

E soprattutto perché - recita l’alert che arriva dal ministero dell’Economia - l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza rischia di essere vanificata dal malaffare.

«Da eventi di illecita captazione di risorse pubbliche», è l’espressione che marca la portata del rischio. Messa nero su bianco nella nuova versione della “Strategia generale anti-frode Pnrr” allestita dall’Ispettorato generale che risponde alla Ragioneria.

Recepire tempestivamente

L’urgenza, dunque. «Si invitano le amministrazion…

ROMA — L’impegno richiesto è «urgente». Perché «il flusso di denaro» che circola è «ingente»: 102 miliardi, i soldi del Pnrr che l’Italia ha incassato fino ad oggi.

E soprattutto perché - recita l’alert che arriva dal ministero dell’Economia - l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza rischia di essere vanificata dal malaffare.

«Da eventi di illecita captazione di risorse pubbliche», è l’espressione che marca la portata del rischio. Messa nero su bianco nella nuova versione della “Strategia generale anti-frode Pnrr” allestita dall’Ispettorato generale che risponde alla Ragioneria.

Recepire tempestivamente

L’urgenza, dunque. «Si invitano le amministrazioni titolari di misure Pnrr a recepire tempestivamente i contenuti del nuovo documento», scrive il Ragioniere Biagio Mazzotta nella circolare che accompagna le nuove disposizioni per Palazzo Chigi e i ministeri. È all’interno dei dicasteri che si sollecita a fare di più e meglio.

L’attenzione è focalizzata sull’anello più sensibile della catena dei controlli che oltre alla cosiddetta Rete dei referenti antifrode (Mef, Guardia di Finanza e un componente nominato da ogni ministero), può contare anche sul supporto di Bankitalia, Anac, Corte dei conti e Colaf, il Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Unione europea. ll punto focale della strategia è l’autovalutazione del rischio di frode da parte dei ministeri.

I Gruppi operativi

Per questo viene richiesta la costituzione di appositi gruppi di lavoro, denominati “Gruppi operativi per l’autovalutazione del rischio frode”.

Spetterà a loro, con l’ausilio di alcuni strumenti che arriveranno dalla regia centrale, effettuare un esame e una valutazione periodica dell’impatto e della probabilità dei potenziali rischi di frode che potrebbero verificarsi. Un compito complesso.

Per questo le amministrazioni potranno utilizzare cartellini rossi, indicatori che «richiamano comportamenti e fatti potenzialmente anomali, che possono far sorgere il sospetto di trovarsi di fronte ad una frode».

(ansa)

Gli appalti

La lista dei cartellini è ben dettagliata, a evidenziare le diverse fattispecie in cui si può nascondere l’illecito.

Dal conflitto di interessi non dichiarato, quando ad esempio si percepisce un favoritismo nei confronti di un particolare contraente di un appalto che è inusuale o ingiustificato, ma anche quando si è di fronte a un’accettazione continua di prezzi elevati per lavori di qualità inferiore.

Quando invece c’è uno scarso controllo delle procedure di gara, come il mancato rispetto del calendario, il cartellino rosso segnala la possibile presenza di una fuga di dati relativi al bando.

E poi ci sono le fatture false, gonfiate e doppie. Sempre per rafforzare l’autovalutazione, ogni amministrazione dovrà assegnare un punteggio di rischio a ogni singolo progetto.

La mappatura continua

Una mappatura continua, che non viene prescritta a caso. L’allarme intorno al Pnrr sta crescendo. Anche perché il sistema dei controlli presenta alcune falle. Le ha rintracciate la magistratura contabile, nell’ultima Relazione sullo stato di attuazione del Pnrr trasmessa al Parlamento.

«Non sempre - si legge in un passaggio - il registro dei controlli predisposto si estende anche alle verifiche sulla regolarità della spesa rendicontata, coprendo solamente quelle legate al raggiungimento di milestone e target».

Per questo la Corte ha chiesto che anche i controlli sulla rendicontazione della spesa siano tracciati in modo tempestivo, oltre che esaustivo. Un altro rilievo evidenzia alcuni ritardi nell’adeguamento dei sistemi di controllo interno. Cartellino rosso.

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