✕

Il bitcoin entra nella finanza ufficiale, le autorità americane approvano i primi ETF

(reuters)
L’atteso annuncio della Sec è arrivato mercoledì a Borse chiuse: gli strumenti finanziari permetteranno di investire sulla criptomoneta senza possederla. Esulta l’industria delle cripto, ma gli effetti andranno verificati nel tempo
2 minuti di lettura

Il bitcoin, nato come alternativa “anarchica” alle monete tradizionali, viene ammesso nel club della finanza ufficiale e regolamentata. E’ l’effetto della decisione della Sec, autorità dei mercati americana, che mercoledì sera dopo la chiusura di Wall Street ha annunciato l’approvazione di 11 diversi prodotti di investimento “Etf spot” legati al valore della criptomoneta. Il via libera, su cui si rumoreggiava da settimane, rappresenta un cambio di rotta dopo anni di rifiuti e un potenziale punto di svolta nella storia quindicennale del bitcoin, perché permetterà all’uomo della strada di investire nella criptovaluta senza doverla acquistare effettivamente sulle Borse cripto e doverla conservare su un portafoglio virtuale. Molti analisti si aspettano che questo aumenterà i capitali diretti sui bitcoin e quindi in teoria – almeno nel lungo periodo – anche il loro prezzo, già tornato a impennarsi negli ultimi mesi fino a 45 mila dollari. Nei primi minuti dopo l’annuncio la valutazione non…

Il bitcoin, nato come alternativa “anarchica” alle monete tradizionali, viene ammesso nel club della finanza ufficiale e regolamentata. E’ l’effetto della decisione della Sec, autorità dei mercati americana, che mercoledì sera dopo la chiusura di Wall Street ha annunciato l’approvazione di 11 diversi prodotti di investimento “Etf spot” legati al valore della criptomoneta. Il via libera, su cui si rumoreggiava da settimane, rappresenta un cambio di rotta dopo anni di rifiuti e un potenziale punto di svolta nella storia quindicennale del bitcoin, perché permetterà all’uomo della strada di investire nella criptovaluta senza doverla acquistare effettivamente sulle Borse cripto e doverla conservare su un portafoglio virtuale. Molti analisti si aspettano che questo aumenterà i capitali diretti sui bitcoin e quindi in teoria – almeno nel lungo periodo – anche il loro prezzo, già tornato a impennarsi negli ultimi mesi fino a 45 mila dollari. Nei primi minuti dopo l’annuncio la valutazione non ha avuto particolari scossoni.

Gli ETF sono strumenti finanziari quotati che replicano un valore sottostante, per esempio quello di un indice di Borsa o di una commodity come l’oro, e negli ultimi anni hanno avuto enorme diffusione. La prima richiesta per creare un ETF legato ai bitcoin risale a dieci anni fa e fu avanzata dai gemelli Winklevoss, protagonisti di una celebre causa contro Mark Zuckerberg per la paternità di Facebook. Fu respinta dalla Sec, come tutte le successive, per i rischi giudicati eccessivi di manipolazione dei prezzi. Nel 2021 il regolatore Usa ha autorizzato il primo di vari “ETF future” sui bitcoin, che però scommettono sul loro valore futuro, una differenza sostanziale rispetto all’ETF “spot” che ne replica il valore attuale.

Ad aver ottenuto ora l’autorizzazione sono una decina di operatori finanziari, tra cui giganti della gestione del risparmio come Blackrock. Per creare l’ETF dovranno materialmente possedere i bitcoin, ma i clienti dei loro prodotti di investimento no: saranno esposti solamente allo strumento finanziario sovrastante (pagando una percentuale a chi glielo vende). Un vantaggio in termini di praticità, trasparenza e sicurezza visti i frequenti problemi, gli hackeraggi e i tanti rumorosi fallimenti delle infrastrutture per scambiare e immagazzinare criptomonete, ultimo quello fraudolento della Borsa Ftx. Gli Etf saranno quotati da giovedì su Nasdaq, Nyse e Cboe.

Il via libera è stato preceduto da un incidente, visto che martedì un post pubblicato sul profilo X/Twitter ufficiale della Sec aveva annunciato l’approvazione, salvo poi essere smentito e attribuito ad un hackeraggio su cui ora indaga l’Fbi. Un ironico paradosso, per l’autorità che ha a lungo imputato alle criptomonete il problema della vulnerabilità. C’è poi un secondo paradosso nell’esultanza dell’industria dei bitcoin, visto che questo via libera “istituzionalizza” una moneta che nasceva per essere alternativa alla finanza tradizionale, priva di autorità centrali e più democratica. Ma in fondo, tutto questo racconta l’evoluzione della prima criptomoneta: quasi nessuno la usa per pagare, quasi tutti come strumento di investimento. Al di là delle reazioni immediate, nei prossimi mesi si valuteranno gli effettivi impatti della decisione su domanda e prezzo dei bitcoin, oltre che sulla loro estrema volatilità, caratteristica che finora ha fatto la fortuna di quelli capaci di comprarli al momento giusto e la disgrazia dei tanti saliti sul carro per inseguire la moda. Ma è anche presto per dire se questa mossa della Sec, forzata dalla vittoria in tribunale del fondo Grayscale, preluda a un vero cambio di rotta e a una maggiore tolleranza nei confronti delle criptomonete e dei loro operatori, oppure sarà seguito da ulteriori strette. L’approvazione degli Etf “non è un’approvazione dei bitcoin, che sono un asset volatile e speculativo”, ha detto poco dopo l’annuncio il presidente della Sec Gary Gensler, considerato grande avversario del mondo cripto.

Leggi i commenti