Argentina, ossigeno per Milei: 4,7 miliardi dal Fondo Monetario per pagare i creditori internazionali
di Daniele MastrogiacomoIl governo di estrema destra di Javier Milei ha raggiunto un nuovo accordo con il Fondo Monetario Internazionale che prevede l’erogazione di un nuovo prestito da 4,7 miliardi di dollari. Un versamento ulteriore rispetto ai 44 miliardi ottenuti nel 2018 dall’allora presidente Mauricio Macri. Una boccata di ossigeno che consentirà all’Argentina di pagare la tranche del debito, in scadenza a gennaio, reclamata dai creditori stranieri.
L’accordo è stato raggiunto dopo una settimana di incontri e trattative tra lo staff tecnico dell’Esecutivo e gli emissari del Fondo. Una missione tenuta segreta e resa nota solo all’inizio di questa settimana dal ministro dell’Economia Luis Caputo. L’erogazione del nuovo fondo dovrà essere approvata adesso dal Consiglio del Fmi, anche se si dà per scontata.
Il governo di estrema destra di Javier Milei ha raggiunto un nuovo accordo con il Fondo Monetario Internazionale che prevede l’erogazione di un nuovo prestito da 4,7 miliardi di dollari. Un versamento ulteriore rispetto ai 44 miliardi ottenuti nel 2018 dall’allora presidente Mauricio Macri. Una boccata di ossigeno che consentirà all’Argentina di pagare la tranche del debito, in scadenza a gennaio, reclamata dai creditori stranieri.
L’accordo è stato raggiunto dopo una settimana di incontri e trattative tra lo staff tecnico dell’Esecutivo e gli emissari del Fondo. Una missione tenuta segreta e resa nota solo all’inizio di questa settimana dal ministro dell’Economia Luis Caputo. L’erogazione del nuovo fondo dovrà essere approvata adesso dal Consiglio del Fmi, anche se si dà per scontata.
Nel comunicato diffuso dallo stesso governo si spiega che l’intesa ha posto come condizione “l’implementazione continua e duratura” dell’aggiustamento fiscale, già annunciato da Milei, con il suo ampio pacchetto di misure che prevedono un cambio radicale e profondo dell’intero assetto dello Stato. Tra queste, le 300 riforme che includono la privatizzazione delle aziende pubbliche, la flessibilità del mercato del lavoro, la deregolamentazione dell’assicurazione sanitaria.
Da parte sua, il Fondo Internazionale riconosce l’efficacia della manovra annunciata, con il deprezzamento del peso del 50 per cento. Un vero shock che tuttavia non spaventa ma anzi incoraggia l’organismo finanziario. “Il nuovo governo argentino”, dice il Fmi, “sta già attuando un ambizioso piano di stabilizzazione basato su un ampio consolidamento fiscale inziale, azioni volte a ricostituire le riserve, correggere gli squilibri relativi dei prezzi, rafforzare il bilancio della Banca Centrale e cercare un sistema più semplice, basato su regole e orientato al mercato”.
Luis Caputo non ha escluso la possibilità di poter richiedere nuovi prestiti. La partita con il Fondo, a suo parere, non è affatto chiusa. “Il piano di pagamento che il precedente governo aveva firmato era virtualmente caduto” ha ricordato. E questo per il mancato rispetto degli impegni a riformare il fisco e accumulare le riserve.
Insomma, Milei ha iniziato a fare i compiti a casa e i creditori internazionali sono disposti a concedergli quella fiducia che l’ex ministro dell’Economia Sergio Massa, l’ultimo dei peronisti, aveva strappato a fatica tra molte promesse sempre disattese. Adesso la musica sembra cambiata e con Milei si apre una nuova tappa nei rapporti tra il Fmi e Argentina, più ortodossa e favorevole al mercato. Il novo mini accordo rafforza inoltre l’allineamento dell’estrema destra con gli Usa. Il presidente ha rinunciato ad entrare nei Brics e ha preso le distanze dai paesi che considera “comunisti”, come il Brasile e la Cina, suoi principali partner commerciali. I suoi orizzonti restano gli Stati Uniti e Israele