Tesla taglia la produzione in Germania per mancanza di componenti. Effetto houti sull’economia europea
MILANO – La crescente tensione nel Mar Rosso, sfociata negli attacchi di questa notte verso le basi dei miliziani houti in Yemen, si fa sentire anche sull’economia europea. Tesla ha annunciato che sospenderà la maggior parte della produzione per due settimane nella fabbrica europea vicino a Berlino, a causa della carenza di pezzi di ricambio dovuta all'allungamento delle rotte di trasporto a causa degli attacchi nel mar rosso.
“Il notevole allungamento dei tempi di trasporto crea un divario nelle catene di approvvigionamento', è riportato in una nota di Tesla. La produzione sarà sospesa, 'ad eccezione di alcuni sottosettori', nella gigafactory situata a sud-est di Berlino tra il 29 gennaio e l'11 febbraio. 'Dal 12 febbraio la produzione riprenderà a pieno ritmò, ha assicurato Tesla.
Anche lo stabilimento Volvo di Gand (Belgio) resterà chiuso per tre giorni la prossima settimana a causa di una carenza di scatole del cambio, la cui consegna è stata ritardata da "aggiustamenti nelle rotte di trasporto", ha dichiarato il produttore sino-svedese all'Afp. L'impianto produce il Suv XC40 e l'auto elettrica C40.
La compagnia danese Torm interrompe i transiti nel Mar Rosso
Intanto la compagnia danese di navi cisterna Torm – riferisce Bloomberg – ha annunciato di aver interrotto tutti i transiti attraverso il Mar Rosso meridionale a seguito degli attacchi in Yemen. La decisione, fino a nuovo avviso, è in linea con gli "avvisi dei gruppi commerciali del settore che hanno affermato che le indicazioni militari sono di evitare l'area". Torm possiede una flotta di circa 80 navi.