Energia, offerte in perdita pur di aggiudicarsi l’asta da 4,5 milioni di clienti
ROMA — È stata gara vera. Anche troppo. Per aggiudicarsi all’asta uno dei 26 lotti in cui sono stati divisi i 4,5 milioni di clienti domestici del servizio di energia elettrica c’è chi ha presentato offerte in perdita. In pratica, quanto andranno a incassare non riuscirà nemmeno a coprire i costi operativi.
Stiamo parlando dell’asta - gestita dall’Acquirente Unico - che si è conclusa pochi giorni fa; e che ha messo in gara tra gli operatori i contratti dei clienti che ancora non erano passati al mercato libero. Un pacchetto di clienti che faceva gola ai tutti i big del settore: 20 le società che hanno partecipato, ma la maggior parte è rimasta esclusa. Il risultato finale, secondo fonti di mercato, parla di 7 lotti (il massimo consentito) andati sia a Enel che a Hera; a Edison si è aggiuddicata 4 lotti, 3 a Illumia (il vero outsider della gara), 2 a testa per A2a e Iren e 1 a e.On. Grandi esclusi Eni, attraverso la controllata Plenitude, e Acea.
ROMA — È stata gara vera. Anche troppo. Per aggiudicarsi all’asta uno dei 26 lotti in cui sono stati divisi i 4,5 milioni di clienti domestici del servizio di energia elettrica c’è chi ha presentato offerte in perdita. In pratica, quanto andranno a incassare non riuscirà nemmeno a coprire i costi operativi.
Stiamo parlando dell’asta - gestita dall’Acquirente Unico - che si è conclusa pochi giorni fa; e che ha messo in gara tra gli operatori i contratti dei clienti che ancora non erano passati al mercato libero. Un pacchetto di clienti che faceva gola ai tutti i big del settore: 20 le società che hanno partecipato, ma la maggior parte è rimasta esclusa. Il risultato finale, secondo fonti di mercato, parla di 7 lotti (il massimo consentito) andati sia a Enel che a Hera; a Edison si è aggiuddicata 4 lotti, 3 a Illumia (il vero outsider della gara), 2 a testa per A2a e Iren e 1 a e.On. Grandi esclusi Eni, attraverso la controllata Plenitude, e Acea.
I risultati finali verranno ufficializzati sono a febbraio, ma con così poco concorrenti - che hanno concorso su più lotti - non è difficile ricostruire quanto accaduto. Più di un operatore ha confermato di aver presentato offerte «molto aggressive», ma di essere stato ugualmente battuto da offerte ancora più basse.
Non lo nasconde, per esempio, Octopus Energy, operatore leader in Gran Bretagna (presenti in altri sette paesi) che è anche produttore di energie rinnovabili. Giorgio Tomassetti, amministratore delegato della filiale italiana, l’ha messo nero su bianco in un comunicato: «Non abbiamo ottenuto nessun lotto. Nonostante la nostra strategia si basi anche sulla convenienza delle nostre offerte, osserviamo che alcuni vincitori hanno proposte tariffe con importanti margini negativi. Noi continueremo a credere in un mercato competitivo a favore dei consumatori ma non crediamo in un mercato non sostenibile».
In sostanza, alcuni operatori hanno guardato soprattutto a conquistare quote di consumatori (ogni lotto aveva da 150 a 18mila clienti). senza badare a spese. Un effetto prevedibile, con i calcoli esatti che verranno fatti tra un mese. «A patto che alla fine i costi non ricadano sui consumatori», chiosa Tomassetti.