Dalla Fenice alla Scala, così il Pnrr salva i teatri storici
di Rosaria Amato , Giuseppe ColomboROMA – “Lascia che il mio fuoco versi in te la luce”. E luce fu, al teatro La Fenice di Venezia, con la rappresentazione de “I racconti di Hoffmann” che ha inaugurato la nuova stagione. Una messa in scena inedita, quella dello scorso 24 novembre, per un elemento rimasto fino ad oggi nell’ombra. L’opera, con la regia di Damiano Michieletto, è stata la prima, in assoluto, con le luci del Pnrr.
Quelle a led, che hanno sostituito i fari e le lampadine a gas. E così l’effetto fantasy che voleva generare l’autore Jacques Offenbach è risultato ancora più evidente. Ma soprattutto il finanziamento da 650 mila euro permetterà al teatro, guidato dal Sovrintendente Fortunato Ortombina, di tagliare le bollette, grazie a una struttura resa più efficien…
ROMA – “Lascia che il mio fuoco versi in te la luce”. E luce fu, al teatro La Fenice di Venezia, con la rappresentazione de “I racconti di Hoffmann” che ha inaugurato la nuova stagione. Una messa in scena inedita, quella dello scorso 24 novembre, per un elemento rimasto fino ad oggi nell’ombra. L’opera, con la regia di Damiano Michieletto, è stata la prima, in assoluto, con le luci del Pnrr.
Quelle a led, che hanno sostituito i fari e le lampadine a gas. E così l’effetto fantasy che voleva generare l’autore Jacques Offenbach è risultato ancora più evidente. Ma soprattutto il finanziamento da 650 mila euro permetterà al teatro, guidato dal Sovrintendente Fortunato Ortombina, di tagliare le bollette, grazie a una struttura resa più efficiente dal punto di vista energetico.
Caso virtuoso, quello della Fenice, tra i tanti progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza che invece arrancano. Qui i fondi europei (500 mila euro) consentiranno di migliorare l’accessibilità al teatro che l’anno scorso, tra spettatori e visitatori, ha registrato 300 mila ingressi.
Oltre a una rampa d’accesso in prossimità dell’entrata principale, l’investimento per i disabili prevede la realizzazione di un pontile di sbarco, mobile, di un ascensore ma anche il rifacimento degli arredi della biglietteria e del bookshop. "Abbiamo voluto fortemente aderire al bando Pnrr per rendere il teatro più accessibile a qualsiasi persona, in particolare a quelle diversamente abili, anche in una città difficile come Venezia. Lavoriamo per una Fenice di tutti e per tutti”, spiega il direttore generale Andrea Erri.
Non è sola, la Fenice. Sono 704 i progetti che possono contare sui 389,7 milioni che il Pnrr ha messo a disposizione per migliorare l’efficienza energetica nei teatri, ma anche nei cinema e nei musei. In base alle rilevazioni dei tecnici di Openpolis, la percentuale di completamento dei lavori è arrivata al 38,75%, un trend in linea con i target finali, da conseguire entro l’estate del 2026.
La Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma ha già speso tutti i 520 mila euro a disposizione (in tutto 650 mila se si considerano altri fondi) per il rifacimento green della facciata del Costanzi, con la sostituzione di tutti gli infissi e l’installazione di nuove tende esterne che attutiscono l’impatto atmosferico.
Cantieri che hanno completato i lavori, già eseguiti anche all’interno: la sostituzione di circa 10 mila lampadine (tremila solo quelle del lampadario centrale) ha permesso di ridurre i consumi del 60%. Altri fondi, 400 mila euro, sono andati al Teatro Nazionale, sempre a Roma, per sostituire la caldaia che alimenta l’impianto di raffreddamento e riscaldamento: bollette giù del 35% e 60-70 mila euro di risparmi annui.
La Scala di Milano può contare invece su 700 mila euro per sostituire l’impianto di climatizzazione, ma anche per rifare la facciata, nascondendo le grondaie, e per sostituire gli infissi. Un nuovo look per essere più aderenti al progetto di Giuseppe Piermarini, l’architetto-creatore del teatro meneghino. Ma anche per risolvere il problema degli spifferi.
Tra i teatri più avanti nei lavori c’è anche il Carlo Felice di Genova: qui il Pnrr ha portato in dote un finanziamento da 780 mila euro per l’ammodernamento energetico e la riduzione dei consumi.
Un altro caso virtuoso è il teatro Donizetti di Bergamo: tra le diverse attività finanziate con risorse europee e nazionali spiccano i corsi di formazione per gli attori di prosa e i cantanti lirici.
E poi c’è l’Italia dei piccoli teatri, autentici gioielli sparsi per la provincia, nei piccoli centri, con un passato spesso glorioso, ma molto spesso chiusi o inutilizzati. I fondi del Pnrr serviranno a riaprirne almeno alcuni. Per esempio il Teatro Comunale di San Giovanni Valdarno: con un investimento di 4.167.000 euro, il teatro eretto nel 1949 e chiuso dal 2015, si candida a diventare un punto di riferimento culturale. Il cantiere è stato inaugurato lo scorso settembre e i lavori si dovrebbero concludere entro il 2025.
Cantieri avviati anche per la riqualificazione dell’auditorium delle Clarisse di Rapallo, in Liguria. Tra i teatri che rinasceranno in versione “green” c’è l’Alfieri di Asti, che risale al 1860 e ha ottenuto dal Pnrr un finanziamento di 400 mila euro, ma anche strutture un po’ più moderne come il Teatro del Buratto, fondato nel 1975 a Milano per dare nuova linfa agli spettacoli per bambini e ragazzi.
E poi ci sono i cinema. Grazie a un contributo Pnrr di 132 mila euro, il Nuovo Eden di Brescia potrà finalmente riaprire a fine gennaio, dopo mesi di lavori di riqualificazione e ammodernamento della sala. A riaprire sarà anche lo storico Fiamma di Roma, coinvolto in un progetto del Centro sperimentale di cinematografia.
Il Pnrr, quindi, come salvacondotto per la riapertura, in un momento di forte crescita del settore. Gli ultimi dati Anec certificano per il 2023 un aumento degli incassi e delle presenze rispettivamente del 61,6% (495 milioni) e del 58,6% (oltre 70 milioni di spettatori). Sipario.
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