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G7, il governo vuole mani libere sugli appalti. Stop alle gare

Oggi in Cdm un decreto sui lavori intorno al resort di lusso di Borgo Egnazia in Puglia, la location che dal 13 al 15 giugno ospiterà il vertice dei capi di Stato e di governo
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ROMA - Il governo vuole le mani libere sull’organizzazione del G7. Così libere che ha deciso di cancellare le gare dalle procedure per l’assegnazione dei lavori intorno al resort extralusso di Borgo Egnazia in Puglia, la location che dal 13 al 15 giugno ospiterà il vertice dei capi di Stato e di governo di Italia, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Germania, Francia e Canada.

Ma il regime di favore va anche oltre, esteso a tutti "gli interventi infrastrutturali connessi con la presidenza italiana del G7” che durerà fino alla fine dell’anno.

Mancano appena cinque mesi all’evento clou, nelle campagne pugliesi per super ricchi: l’obiettivo dell’esecutivo è accelerare. Per questo è pronto un decreto di appena tre articoli, atteso oggi sul tavolo del Consiglio d…

ROMA - Il governo vuole le mani libere sull’organizzazione del G7. Così libere che ha deciso di cancellare le gare dalle procedure per l’assegnazione dei lavori intorno al resort extralusso di Borgo Egnazia in Puglia, la location che dal 13 al 15 giugno ospiterà il vertice dei capi di Stato e di governo di Italia, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Germania, Francia e Canada.

Ma il regime di favore va anche oltre, esteso a tutti "gli interventi infrastrutturali connessi con la presidenza italiana del G7” che durerà fino alla fine dell’anno.

Mancano appena cinque mesi all’evento clou, nelle campagne pugliesi per super ricchi: l’obiettivo dell’esecutivo è accelerare. Per questo è pronto un decreto di appena tre articoli, atteso oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri, dove l’accento è tutto sulle “ragioni di urgenza” che sono alla base della “necessità di derogare all’ordinaria procedura di gara”, cestinando quindi i bandi.

Un disegno verticistico, con un uomo solo al comando: un commissario che sarà nominato dallo stesso governo.

Ampio - eufemismo - il perimetro del regime eccezionale: gli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi saranno di fatto liberi, soggetti solo a una non specificata “motivazione” sull’urgenza, al netto del possesso del Durc (Documento unico di regolarità contributiva).

Un altro passaggio del provvedimento è altrettanto emblematico: per l’affidamento delle attività di esecuzione dei lavori si procede in deroga a ogni legge, con eccezione di quella penale e del Codice antimafia.

E le mani libere si vedono anche quando il decreto elenca cosa succederà se qualcuno deciderà di impugnare gli atti delle procedure di affidamento dei lavori. In questo caso e "nei giudizi che riguardano le procedure di progettazione, autorizzazione, approvazione e realizzazione delle opere” si applicherà l’articolo 125 del Codice del processo amministrativo, che riguarda le controversie relative alle infrastrutture strategiche.

Sono le disposizioni che si applicano nei casi in cui l’opera è a rischio blocco: in pratica si terrà conto di tutta una serie di elementi che fanno da scudo al possibile stop. Bisognerà quindi tenere conto del "preminente interesse nazionale alla sollecita realizzazione dell’opera”, ma anche di “tutti gli interessi che possono essere lesi”.

Deroghe su deroghe, per infrastrutture che resteranno sul territorio al termine del G7. Nell’entroterra di Fasano, in provincia di Brindisi, meta di facoltosi e vip. Troveranno strade asfaltate e più comfort. Loro.

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