Uniqlo denuncia Shein: “Hanno copiato la nostra borsa”. L’ombra dell’intelligenza artificiale dietro ai plagi
di Giulia CimpanelliUn tassello in più mina la fiducia verso i grandi e-commerce cinesi. Questa volta protagonista è Shein che sembra ancora una volta aver copiato un best seller. Li chiamano dupe, copie a basso costo di prodotti di alta moda un tempo e oggi anche di fast fashion. Insomma siamo arrivati al punto che il “fast fast fashion” copi il “fast fashion”. Il brand giapponese Uniqlo ha citato in giudizio Shein per aver copiato la sua iconica borsa a mezzaluna. Si parla di un accessorio low cost: la tracolla di Uniqlo, che ha avuto successo in tutto il mondo, costa 14,90 euro. La copia cinese 3,50 euro.
La strategia: copiare i best seller
La Round shoulder bag del brand giapponese è diventata un tormentone sui social network, continua a terminare ed essere riprodotta in colori diversi e Lyst l’ha inserita al primo posto tra i prodotti più ricercati del primo trimestre del 2023. È forse stato proprio questo successo ad aver portato Shein a prendere spunto. Nella denuncia depositata da Uniqlo al trib…
Un tassello in più mina la fiducia verso i grandi e-commerce cinesi. Questa volta protagonista è Shein che sembra ancora una volta aver copiato un best seller. Li chiamano dupe, copie a basso costo di prodotti di alta moda un tempo e oggi anche di fast fashion. Insomma siamo arrivati al punto che il “fast fast fashion” copi il “fast fashion”. Il brand giapponese Uniqlo ha citato in giudizio Shein per aver copiato la sua iconica borsa a mezzaluna. Si parla di un accessorio low cost: la tracolla di Uniqlo, che ha avuto successo in tutto il mondo, costa 14,90 euro. La copia cinese 3,50 euro.
La strategia: copiare i best seller
La Round shoulder bag del brand giapponese è diventata un tormentone sui social network, continua a terminare ed essere riprodotta in colori diversi e Lyst l’ha inserita al primo posto tra i prodotti più ricercati del primo trimestre del 2023. È forse stato proprio questo successo ad aver portato Shein a prendere spunto. Nella denuncia depositata da Uniqlo al tribunale di Tokyo vengono richieste l’immediata cessazione della vendita dell’articolo contraffatto e il risarcimento dei danni subiti.
Non è la prima volta che Shein viene accusata di plagio. I social network pullulano di video in cui fashion influencer mostrano gli stessi capi, o talmente simili da non notarne le differenze, marchiati Zara e Shein. Lo conferma la nuova challenge diventata virale su TikTok e Instagram: #zaravsshein o #zaradupe. Alcuni profili discretamente seguiti come @outfitforinspiring, @inmakno o LuCinia Tomas ci hanno costruito un’ampia base di follower. E se Zara, nonostante le copie quasi perfette, non ha annunciato per ora alcuna causa, non è lo stesso per H&M. Nel 2021 il brand svedese ha contestato abusi da parte si Shein. Oggetto della discordia alcuni modelli imitati e riproposti a un prezzo più basso. "Riteniamo che Shein abbia ripetutamente plagiato i nostri progetti" spiega un portavoce del gruppo, riferendosi alla "vastità della riproduzione sostanziale non autorizzata delle opere protette da copyright".
Le accuse di plagio nel fast fashion
Ma sembra che si stia parlando di una giostra che gira. In passato, le stesse Zara (appartenente al gruppo Inditex) e H&M sono state oggetto di denunce per plagio. Ad esempio, nel 2017, il marchio danese specializzato in abbigliamento da pioggia, Rains, ha intentato una causa legale contro Inditex. Rains ha richiesto l'interruzione delle vendite di un determinato modello e un risarcimento finanziario per compensare le perdite di profitti corrispondenti. Nel 2016, un'illustratrice statunitense aveva presentato un'azione legale per l'uso non autorizzato dei suoi disegni. Nel 2013, il marchio di calzature Christian Louboutin aveva perso una causa in cui accusava l'azienda spagnola di copiare i suoi prodotti.
L’intelligenza artificiale alla base dei plagi
Sembra che Shein utilizzi algoritmi di intelligenza artificiale per “trarre ispirazione” da creazioni esistenti. Ad aver messo il tema al centro di un’altra querela a carico di Shein sono stati, l’anno scorso, dei giovani designar: Krista Perry, Larissa Martinez, e Jay Baron. Krista Perry sostiene che il suo design tessile "floral bloom" sia stato replicato in modo identico da Shein. Allo stesso modo, ha notato che il suo poster dal titolo "Make it Fun" è stato replicato in modo identico anche sul sito cinese. Larissa Martinez e Jay Baron condividono le preoccupazioni di Perry riguardo alla presunta riproduzione identica dei loro lavori. Nella loro querela presentata al tribunale della California sostengono che “l’algoritmo di design di Shein non è in grado di funzionare senza generare copie esatte del lavoro altrui che possono danneggiare gravemente la carriera di un designer indipendente, soprattutto perché l’intelligenza artificiale usata da Shein è sufficientemente brillante da rubare i pezzi di design con il più alto valore commerciale”.