Superbonus, spunta una proposta bipartisan per la proroga
di Giuseppe ColomboROMA – L’intenzione c’è, anche se lo stop del Tesoro è stato già messo in conto. Tattiche e tormenti che animano Fratelli d’Italia alle prese con il tentativo di dare un segnale sul Superbonus.
Alla fine ci provano comunque i deputati di FdI che siedono tra i banchi della commissione Finanze della Camera, dove è sotto esame il mini decreto approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 28 dicembre. La leva è rappresentata da una serie di emendamenti che veicolano le modifiche.
Nel fascicolo che ne contiene circa cento, spiccano tre identici, sottoscritti anche da Pd e gruppo Misto. La proposta bipartisan chiede una proroga del 110% di almeno due mesi per chi "al 31 dicembre 2023” ha effettuato “lavori per almeno il 70% dell’i…
ROMA – L’intenzione c’è, anche se lo stop del Tesoro è stato già messo in conto. Tattiche e tormenti che animano Fratelli d’Italia alle prese con il tentativo di dare un segnale sul Superbonus.
Alla fine ci provano comunque i deputati di FdI che siedono tra i banchi della commissione Finanze della Camera, dove è sotto esame il mini decreto approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 28 dicembre. La leva è rappresentata da una serie di emendamenti che veicolano le modifiche.
Nel fascicolo che ne contiene circa cento, spiccano tre identici, sottoscritti anche da Pd e gruppo Misto. La proposta bipartisan chiede una proroga del 110% di almeno due mesi per chi "al 31 dicembre 2023” ha effettuato “lavori per almeno il 70% dell’intervento complessivo”. Un salvagente per i condomini che hanno iniziato i lavori nel 2022 e che l’anno scorso hanno potuto beneficiare dell’agevolazione piena.
Una proroga ancora più generosa è contenuta in un altro emendamento di FdI: agevolazione piena per i lavori realizzati fino al 30 giugno di quest’anno, con un Sal (Stato avanzamento lavori ndr) al 70%, sempre al 31 dicembre 2023.
Ma i segnali che arrivano dal Mef sono chiari: non sono ammesse proroghe. Altri tre emendamenti bipartisan chiedono invece di alzare, da 15 a 25 mila euro, il tetto del “quoziente familiare” per beneficiare del contributo a valere sulle spese sostenute tra il primo gennaio e il 31 ottobre di quest’anno.
La questione è sempre la stessa: servono soldi. Martedì è atteso un confronto tra il governo e i parlamentari della commissione. Ma l’esito appare già scritto.
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