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I conti correnti salgono più dell’inflazione: +10% a 104 euro il costo medio nel 2022

(ansa)

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L’indagine annuale della Banca d’Italia registra il settimo rialzo consecutivo dal 2016 per i servizi “tradizionali”. Pesano i canoni di base (+5,4 euro), mentre il costo dei conti postali o solo online aumenta del 2% circa
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MILANO – I conti correnti in Italia rincarano a tassi più rapidi rispetto all’inflazione, mentre quelli online e quelli postali, oltre a costare una frazione, sono quasi fermi. Nel corso del 2022 i rapporti bancari di tipo tradizionale – quelli accessibili dallo sportello come online - sono saliti a un costo medio di 104 euro, il 9,82% rispetto a un anno prima; in quell’anno i prezzi nel Paese, scaldati dalla fiammata del gas sui listini, rincararono dell’8,1%.
Tutti i dati vengono dalla Banca d’Italia, che ha pubblicato i risultati dell’indagine condotta nel 2023 sulla spesa dei conti correnti delle famiglie. L’indagine “raccoglie informazioni analitiche sulle spese di gestione effettivamente sostenute dalle famiglie nel corso del 2022 e documentate negli estratti conto”, per cui la vigilanza stima annualmente il costo medio unitario delle operazioni applicato dagli intermediari e gli effettivi comportamenti dei correntisti.

Settimo aumento consecutivo, +27,5 euro dal 2016


Nel 2021 l…

MILANO – I conti correnti in Italia rincarano a tassi più rapidi rispetto all’inflazione, mentre quelli online e quelli postali, oltre a costare una frazione, sono quasi fermi. Nel corso del 2022 i rapporti bancari di tipo tradizionale – quelli accessibili dallo sportello come online - sono saliti a un costo medio di 104 euro, il 9,82% rispetto a un anno prima; in quell’anno i prezzi nel Paese, scaldati dalla fiammata del gas sui listini, rincararono dell’8,1%.
Tutti i dati vengono dalla Banca d’Italia, che ha pubblicato i risultati dell’indagine condotta nel 2023 sulla spesa dei conti correnti delle famiglie. L’indagine “raccoglie informazioni analitiche sulle spese di gestione effettivamente sostenute dalle famiglie nel corso del 2022 e documentate negli estratti conto”, per cui la vigilanza stima annualmente il costo medio unitario delle operazioni applicato dagli intermediari e gli effettivi comportamenti dei correntisti.

Settimo aumento consecutivo, +27,5 euro dal 2016


Nel 2021 le spese di gestione del conto medio erano cresciute di 3,8 euro rispetto al 2020. Quello del 2022, informa l’indagine Bankitalia, è “il settimo aumento consecutivo della spesa”, e nel dodicennio 2011-2022 “la variazione delle spese fisse ha contribuito in modo quasi sempre preponderante alla dinamica delle spese di gestione, sia nel corso delle fasi espansive sia in quelle di contrazione della spesa”. L’ultima fase di rincari, “iniziata nel 2016 e tuttora in corso” ha visto il costo medio dei conti correnti salire di 27,5 euro, “dei quali 21,1 riconducibili alle spese fisse”. Tra l’altro, se aveva un qualche senso rincarare i canoni negli anni in cui i tassi Bce erano vicini allo zero comprimendo la redditività delle banche – anche italiane – sembra più difficile accettare la logica di sensibili rincari in un periodo, iniziato a metà 2022 e tuttora in corso, in cui il decollo dei margini d’interesse ha raddoppiato gli utili delle banche, che nel 2022 in Italia sono saliti attorno a 15 miliardi di euro. E le dinamiche favorevoli dei tassi Bce, unite alla tenuta sotto controllo dei costi (altro che inflazione) hanno fatto aumentare ulteriormente la dote di utili del settore nel 2023, con un dato aggregato netto che avvicinerà i 20 miliardi.

Il salasso dei canoni per conti e denaro di plastica

Nel 2022 la spesa per la gestione di un conto corrente bancario di tipo “tradizionale”, ovvero “accessibile cioè sia attraverso lo sportello sia con modalità di home banking” è stata pari a 104 euro, in aumento rispetto al valore registrato nell’anno precedente (94,7 euro)”. L’incremento è legato per quasi due terzi alla crescita delle spese fisse dei canoni di base, salite di 5,9 euro. Proprio le spese fisse rappresentano “il 70% della spesa di gestione di un conto”, pari a 72,8 euro nel 2022. Le spese variabili, pari al 30% del totale (31 euro l’anno) sono invece cresciute di 3,4 euro, “in prevalenza per effetto della maggiore operatività della clientela, mentre le commissioni sono risultate pressoché invariate”, si legge nel documento. L’indagine di vigilanza informa che nel 2022 “l’aumento dei canoni di base deriva per intero dal maggiore importo degli stessi, rimanendo pressoché invariata la percentuale di clienti tenuti al relativo pagamento”. E anche per le carte di debito e di credito, secondo fattore del rincaro dei costi fissi, “la variazione discende dal maggiore importo dei relativi canoni”. Diversamente, l’aumento delle spese variabili “è ascrivibile principalmente all’accresciuto numero di operazioni” fatte dai correntisti.

Costi in tenuta sui conti postali e online


La stima ufficiale, pari a 8,66 euro al mese di spesa per i correntisti, non include la spesa per i conti correnti postali che costano due terzi di quelli bancari e che nell’annata sono aumentati di un più contenuto 2,76%: da 58 euro a 59,6 euro. Sono anche esclusi i conti correnti bancari online, rivolti a consumatori che operano “prevalentemente attraverso internet”: nel 2022 la spesa per gestire un conto on line è stata di 33,7 euro, 0,7 euro in più rispetto all’anno prima e pari a un aumento del 2,12%.
Quanto ai conti “collegati a contratti di apertura di credito in conto corrente”, la commissione per la messa a disposizione dei fondi è stata pari in media all’1,7% del credito accordato, uguale a quella del 2021. La commissione media di istruttoria veloce applicata sugli sconfinamenti è invece diminuita, da 16,9 a 16,4 euro: e la vigilanza segnala che il calo “è stato accompagnato da una minore durata dello sconfinamento”.

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