Economia

La Cina getta un salvagente alle Borse: Pechino pensa a un pacchetto da 250 miliardi per il mercato azionario

La Cina getta un salvagente alle Borse: Pechino pensa a un pacchetto da 250 miliardi per il mercato azionario
(reuters)

L’indiscrezione della Bloomberg: la leadership comunista starebbe valutando un sostegno da 2 mila milairdi di Yen per sostenere i mercati, ai minimi da 5 anni

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PECHINO - “Dovrebbero essere adottate misure più incisive ed efficaci per stabilizzare il mercato e aumentare la fiducia”, diceva ieri il premier cinese Li Qiang. Lunedì, infatti, l'indice di riferimento del mercato azionario CSI 300 della Cina continentale ha toccato i minimi da cinque anni a questa parte: sceso fino al 3%, dato che non si registrava dal dicembre 2019.

Il pacchetto da 250 miliardi

Ora, riferisce l’agenzia Bloomberg citando proprie fonti, la leadership comunista sta valutando un pacchetto di misure per stabilizzare il mercato azionario in crisi: mobilitando 2mila miliardi di yuan (257 miliardi di euro) “principalmente dai conti offshore delle imprese statali cinesi, come parte di un fondo di stabilizzazione per acquistare azioni onshore attraverso il collegamento alla borsa di Hong Kong”, scrive Bloomberg. I funzionari stanno valutando anche altre opzioni e potrebbero annunciarne alcune già questa settimana.

Resta da vedere se tali misure saranno sufficienti a rimettere in carreggiata un’economia cinese afflitta da diversi problemi: crisi immobiliare, sfiducia dei consumatori e delle imprese. "Il potenziale pacchetto di sostegno dovrebbe essere in grado di arginare i ribassi nel breve termine e stabilizzare i mercati fino al Capodanno lunare, ma gli acquisti statali da soli hanno storicamente avuto un successo limitato nell'invertire il sentimento del mercato se non seguiti da ulteriori misure", dichiara Marvin Chen, analista di Bloomberg Intelligence.

Le misure già varate

A dicembre, ricorda la rivista economica Ciaxin, l’autorità cinese di vigilanza sui titoli aveva emanato “nuove norme per le società quotate in borsa, incentrate sul riacquisto di azioni e sui dividendi in contanti, con l'obiettivo di aumentare la fiducia del mercato. Tuttavia, queste misure non sono riuscite a riaccendere l'ottimismo degli investitori”.

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